venerdì 27 maggio 2011

Intervista con M Tabe (Marco Tabellini), quarta parte


Come vedi la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e possedere tonnellate di mp3 che difficilmente potranno essere ascoltati con la dovuta attenzione non comporta il rischio di trascurare la reale assimilazione di idee e di processi creativi? Ti faccio questa domanda anche il relazione al fatto che AlchEmistica è una netlabel che distribuisce solo musica in formato mp3 ..

In genere simpatizzo per le crisi in quanto momenti interessanti di necessaria e chirurgica rottura.
Certamente, tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e accumulare mp3 porta a trascurare la reale assimilazione di idee e processi creativi, e a considerare la musica come un oggetto prodotto al solo fine di essere fruito superficialmente. L’eccesso di offerta inibisce il desiderio e banalizza l’esperienza musicale: i dischi per i quali si ha un reale appetito non possono essere e non sono così tanti.
In ogni caso, l’effettiva differenza qualitativa (hi-fi, lo-fi) fra CD originali, dischi scaricati illegalmente o scaricati su netlabel è secondaria: tutto sta nella capacità di un individuo di capire quello di cui ha veramente bisogno e quello che è trascurabile. Se sento il bisogno di ascoltare una certa opera nel minimo dettaglio, me la procuro nel supporto idoneo e l’ascolto con un impianto adeguato; se di un altro artista mi interessa una panoramica generale, mi faccio un misto con mp3 scaricati. Se voglio conoscere il lavoro di un chitarrista di cui non si trova nulla nei negozi e su emule, avere del materiale a disposizione su una netlabel può essere utilissimo.

Ci consigli cinque dischi per te indispensabili, da avere sempre con sè.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta? Che musiche ascolti di solito?

Negli ultimi anni sempre più musica classica, poi musica per interprete solista di ogni genere, musica tradizionale Giapponese, rock in varie salse, dischi di artisti o gruppi che conosco personalmente… Ribot è sempre una gran fonte di ispirazione, così come Buckethead un divertente diversivo. Non sono onnivoro, e al momento i dischi che ho messo da parte dentro scatoloni vari sono molto di più di quelli che tengo a portata di mano.
Alcuni album che ascolto sempre più che volentieri sono le variazioni Goldberg nell’incisione di Gould dell’81, la Lectura Dantis di Carmelo Bene, i concerti per violoncello di Šostakovič eseguiti da Rostropovich

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti senti di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista?

Non posso dare consigli a musicisti molto più preparati di me! Spero solo che sempre più spesso bravi chitarristi collaborino con bravi compositori, invitandoli a scrivere per lo strumento, cercando i punti nodali più critici e stimolanti nel dialogo fra tradizione e evoluzione.

Con chi ti piacerebbe suonare e chi ti piacerebbe suonare? Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

Mi piacerebbe trovare i musicisti adatti per un trio elettrico – batteria/percussioni e basso, o un’altra chitarra – in grado di utilizzare sonorità vicine al rock con un approccio quasi cameristico; in realtà non so se esistono musicisti con le caratteristiche specifiche di cui avrei bisogno…
Mi piacerebbe fare qualche “traduzione”: trasporre sulla chitarra ed eseguire alcune cose di Erik Friedlander, Anthony Braxton, Tom Cora…
Sto dando gli ultimi ritocchi a un nuovo album solista interamente acustico, composto per metà da composizioni istantanee e metà da brani scritti.

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

Si fa musica per tanti motivi; quello che al momento mi sembra più degno è la ricerca di una Sensazione estrema e rivelatoria, che trascenda l’ordinarietà. Questo non esclude la ricerca di una qualche forma di Bellezza.
Nella società – non solo contemporanea – c’è posto per chi lavora, produce e consuma; credo che un musicista possa tranquillamente essere lavoratore, produttore e consumatore, ma la componente più vitale, importante e indicibile del fare musica non è contemplata in tutto questo – non è parte dell’essere civile.
Infine, se la musica contribuisce all’evoluzione di questa società vuol dire che è asservita ad essa. Mi auspicherei piuttosto una musica portatrice di crisi, oblìo, trascendenza, catastrofe!

Grazie Marco!
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