giovedì 12 gennaio 2012

Recensione di FootHills Jam di VEAD, 2010


Curioso strumento la chitarra fretless. Sembra una cosa così semplice a vederla, ma quando la senti e cominci a ragiornarci sopra capisci che non è una cosa da poco. Togliere i tasti non è una semplice questione estetica, dietro a quelle barrette di metallo c’è un mondo, una logica, una tradizione e una forma mentis che improvvisamente non trovano più posto su una tastiera liscia e scorrevole.
La differenza è mentale, visiva e tattile, spariti i punti di riferimento tonali si aprono possibilità e logiche nuove che questo disco ben lascia intravvedere. Finora questo strumento è stato solo appannaggio di improvvisatori: chi altro poteva iniziare un simile lavoro? Come sempre quando si tratta di mappare nuovi territori si mandano avanti gli esploratori che cominciano a disegnare delle mappe sommarie e a tracciare i nuovi punti di riferimento, dietro di loro verranno poi i certificatori e i cartografi professionisti, ma al momento il solo materiale disponibile sono le poche improvvisazioni spesso immortalate dai video disponibili su youtube spesso ripresi durante il Festival della Chitarra Fretless che si tiene annualmente a New York.
Finora pochi sono coloro che hanno iniziato ad operarci stabilmente cito i nomi tutelari di Elliott Sharp per gli USA e di Simone Massaron in Italia.
Questo disco comincia una operazione di documentazione, sono tutte improvvisazioni per chitarra e basso elettrico rigorosamente fretless e per percussioni. La chitarra suona curiosa, l’orecchio fa fatica ad orientarsi in un mare microtonale, la musica è forte, grezza e appassionata, il disco curioso, piacevole e stimolante.
Non c’è solo musica ma anche alcuni estratti da registrazioni di conferenze sulla chitarra fretless che con molto umorismo e tanta passione parlano delle caratteristiche di questa chitarra e invocano a gran voce un maggiore interesse da parte dei compositori e di un sistema di notazione che tenga conto delle caratteristiche di questo strumento.
Lo consiglio a tutti: aprire i propri orizzonti fa sempre bene!
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