martedì 10 gennaio 2012

Recensione di Venus' Song New Music for Guitar Vol 1 di Gisbert Watty, ArsPublica 2011


Il sottotitolo del cd fa quasi sognare: New Music for Guitar Vol 1! Primo cd quindi di una serie di registrazioni dedicate alla nuova musica per chitarra contemporanea, abbastanza per far sorridere il sottoscritto per più di un mese.
E poi Gisbert Watty lo conosciamo bene, lo avevamo intervistato un paio di anni fa proprio qui sul Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche e mi avevano colpito la sua dedizione e il suo entusiasmo nel continuo cercare nuove strade e nuove possibilità per la sua chitarra, in particolare per un aspetto abbastanza trascurato storicamente per quanto riguarda il repertorio classico e cioè le composizioni per ensemble cameristici in cui compaia la chitarra.
Questo primo volume intitolato Venus' Song, dall’omonimo brano composto da Fabrizio De Rossi Re è infatti composto da brani dove la chitarra non suona mai da sola, ma sempre o in compagnia del flauto di Tristaino, del pianoforte di Sigmund Watty o del clarinetto di Marcello Bonacchelli al massimo le è concesso di suonare accompagnata dall’elettronica come nel triste brano di Andre Nicoli o di suonare in versione elettrica accompagnata dal cd come prevede il brano di Thomas Reiner, compositore australiano che già in passato aveva composto per Gisbert Watty e per il trio altrove 1.3.
Solo uno il brano per chitarra solista Three Dances in the Abstract composto da René Mense.
Sei i compositori impegnati in questo disco. Oltre ai citati Reiner, De Rossi Re e Renè Mense prestano il loro talento anche Andrea Nicoli e Thomas Bottger. La musica qui suonata appartiene più alla musica per se stessa, musica astratta, meditativa, adatta per accompagnare il silenzio, per definire e ampliare lo spazio.
Unica eccezione il brano “fan-fair” di Thomas Reiner dove un pulsare minimal techno degno del Jeff Mills più sperimentale crea una base per le strutture generate dalla chitarra elettrica di Watty, giusta conclusione di un cd davvero interessante e di cui aspettiamo i prossimi volumi.
Mi permetto di segnalare Venus' Song a tutti i chitarristi che desiderano uscire dalla formula del recital solistico e faccio i miei complimenti alla etichetta discografica indipendente italiana ArsPublica per questa bella iniziativa, non l’unica a dire il vero per il loro interessante catalogo.
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