mercoledì 26 agosto 2009

Cos’è quella cosa chiamata tango? di Rubén Andrés Costanzo parte seconda



Nonostante il vento di guerra che soffiava in Europa durante la seconda decade del ‘900 il tango continuava la sua corsa contro la censura da parte potere politico e religioso del vecchio continente e io vorrei fare una parentesi per lasciarvi due visioni sul tango in Italia del 1914, ho trovato molto intelligente l’apologia sul tango apparsa nel mensile romano: “Noi e il mondo”, del messe di marzo di quell’anno, scelgo questo paragrafo di Renato Berninzoni, aurore dell’articolo intitolato “Tango” : “Dunque abbasso la polka e tutte le anticaglie del genere! È giunta l’ora di trovare una danza che sia la parola (dato puta caso che –come dicono gli esteti- si possa parlare anche con le gambe) una danza dunque che sia la parola della nostra civiltà e condensi quel tutto di squisitamente perverso, di ipersensibile, di cerebrale che costituisce il substrato del nostro «io»”. Il resto dell’articolo dimostra che l’autore conosceva bene com’era lo svago nella società italiana dell’epoca e quali erano i balli di moda e le discussioni sulla moralità degli stessi, lui senza dubbio si schierava a favore del tango. Anche Guglielmo Emanuel si schierò a favore del tango, ma non essere certo della sua onestà intellettuale; infatti, sempre nell’anno 1914 ma sulla rivista “L’illustrazione italiana” in un articolo intitolato L’età del Tango, egli inizia un racconto, in prima persona, affermando di aver assistito nella campagna argentina ad una veglia funebre di un bambino celebrata con una festa dove si ballava il tango; è probabile che si riferisse ad un “funerale del angelito8” che nulla centra col tango, ma ha quell’aurea di esotico che colpisce al lettore non informato, il resto dell’articolo è un’interessante e molto dettagliata descrizione del tango danza, ma la prima parte oscura tutto il resto. Purtroppo ancora oggi manca onestà intellettuale su quello che si scrive sul tango, scaffali pieni di libri e articoli di giornale che tentano di parlare di tango ma… forse era meglio non averli scritti.
Dopo la prima guerra mondiale, a Buenos Aires il tango si prepara a una nuova trasformazione che possiamo definire come la migrazione del tango dai piedi dei ballerini alla voce del cantante: la nascita del tango canzone, che non è il tango cantato (genere che già esisteva) ma una nuova amalgama tra musica e poesia quasi inscindibile, inaugurata da Carlos Gardel. La società porteña aveva bisogno di una voce e il tango non poteva rimanerne fuori. Agli inizi del 1920 la Guardia Vieja lascia il palcoscenico all’epoca Decariana, stile di interpretare e comporre il tango che ha il suo rappresentante più importante nella figura dal violinista Julio De Caro, stile che sarà l’essenza tanghera fino al 1955, quando inizia a sorgere la figura di Astor Pantaleòn Piazzola. Entrambi gli stili si sono adattati ai cambiamenti della società rioplatense, non senza polemiche che generalmente iniziavano con la frase: “questo non è tango”.
Questo susseguirsi di stili non vuol dire che uno annulla il precedente, ma che il nuovo raccoglie il testimone del vecchio e a volte, come nel caso di Piazzola, va a cercare in un tango più antico qualcosa che lo stille decariano aveva trascurato: il canyengue, termine utilizzato per identificare il ritmo proprio del tango.
Per ora mi fermo qui, so di aver lasciato aperti molti interrogativi, non era mio interesse fare una storia del tango. Vorrei però continuare a conversare di tango con voi, percorrerlo con le vostre curiosità e i miei dubbi. Forse dovremo buttar giù dalla finestra qualche stereotipo, forse sarà necessario entrare in polverose biblioteche, tra i libri dalla carta ingiallita, nei labirinti di Borges o farse raccontare qualche storia dall’Angelo grigio di Dolina e, perché no, fare un corso accelerato di spagnolo per matti e capire il surrealismo di Ferrer, o fare un giro al giorno in settanta giorni insieme a Cortàzar.
Vi lascio, ho un appuntamento con una pallida biondona di un racconto di Tuñòn, voglio sapere se è vero che il tango è nato nel bordello. Arrivederci alla prossima.

Rubén Andrés Costanzo

la foto è di Pat Ferro

Bibliografia di riferimento:
Lauro Ayestaràn La musica en el Uruguay. Montevideo. Servicio Oficial de Difusiòn Radio Electrica. 1953
AAVV Historia del Tango: Sus origenes. vol. 1 Buenos Aires. Ediciones Corregidor. 1976
AAVV Historia del Tango: Primera Epoca . vol. 2 Buenos Aires. Ediciones Corregidor. 1993
AAVV Historia del Tango: La Guardia Vieja. vol. 3 Buenos Aires. Ediciones Corregidor. 1977
Horacio Ferrer. El libro del Tango vol. 1 e 2 Buenos Aires Ediciones Ossorio-Vargas. 1970
Blas Matamoro. La ciudad del tango. Buenos Aires. Editorial Galerna. 1969
Ventura R. Lynch. Cancionero Bonaerense. (riestampa della prima edizione del1883) Buenos Aires. Imprenta de la Universidad. 1925
Tulio Carella. El Tango mito y esencia. Buenos Aires Ediciones doble P. 1956
Luis Adolfo Sierra. Historia de la orquesta tìpica. Buenos Aires. A. Peña Lillo Editor srl. 1976

Note:

1 Horacio Ferrer op. cit. in Ernesto Sabato Tango discusiòn y clave. Buenos Aires Editorial Losada 1963
2 Rioplatense: Rio de la Plata è il fiume sul quale sono state fondate le città di Montevideo e Buenos Aires, il termine rioplatense è l’aggettivo che identifica la provenienza da quella zona
3 Porteño: aggettivo che identifica la provenienza dalla città di Buenos Aires
4 Josè Gabello. El tango como sistema de incorporaciòn. Buenos Aires, Academia Porteña del Lunfardo. 1987
5 Jorge Luis Borges. Il tango, Poesia del libro L’altro, lo stesso. JLBTutte Le opere. Arnoldo Mondadori Editore. Milano.1994
6 Viejo Tanghero: Vecchio Tanghero
7 Guardia Vieja: Vecchia Guardia
8 Funeral del angelito: Rito religioso nato dal sincretismo tra antiche tradizioni sudamericane e le tradizioni del culto Cattolico Romano praticato in varie zone di Latinoamrica e nel nord ovest della Argentina, la credenza popolare sostiene che con la morte un bambino diventa un angioletto in paradiso e viene celebrato con danze e musiche

martedì 25 agosto 2009

Museo Carlo Zauli Residenza d'Artista 2009 - 2010 Luca Trevisani

Dal 31 agosto al 5 settembre il Museo Carlo Zauli ospita Luca Trevisani, artista invitato a condurre il prossimo “workshop di ceramica nell’arte contemporanea” all’interno dell’8° edizione di Residenza d’Artista.
Tra i più interessanti artisti della sua generazione, Luca Trevisani sperimenterà il materiale ceramico tentando nuovi approcci in sintonia con la sua personale poetica artistica, insieme ad un gruppo di otto studenti selezionati, oltre che dai locali istituti ISA e ISIA, dalle Accademie di Belle Arti di Ravenna, Bologna e Venezia.

Durante la settimana del workshop, oltre alle attività di laboratorio e le attività didattiche, saranno aperti momenti di confronto e di dialogo con altri enti culturali della città. In piena sintonia con il modello di pianificazione strategica del Distretto Culturale Evoluto, il Museo Carlo Zauli ha chiesto alle associazioni culturali Do Nucleo Culturale e Sala Teatro Fellini – anch’esse comprese nel circuito Moto d’Idee – di collaborare al workshop attraverso due diversi progetti.
Dalla collaborazione con il Do si sviluppa l’allestimento del “Dormitorio”, sorta di ostello della gioventù realizzato dai creativi dell’Atelier Resign, che consentirà di ospitare gli studenti nei giorni di frequenza del corso; e la produzione di un film documentario basato sull’esperienza del workshop stesso: “un film breve che parli il linguaggio dei punti di vista”.
Un ulteriore progetto che viaggia in parallelo con il workshop vede coinvolta la Sala Teatro Fellini, partner del Museo Zauli nell’organizzazione di un Cineforum gratuito ed aperto alla città, curato direttamente dall’artista, che presenta in tre diverse serate una selezione di film d’autore incentrati sulle problematiche linguistiche del mezzo cinematografico.

Programma eventi collaterali:
CINEFORUM a cura di Luca Trevisani
2-4 Settembre 2009 ore 21.15
Sala Teatro Fellini - P.zza S.Maria Foris Portam 2, Faenza
ingresso gratuito
Mer. 2 - PEEPING TOM di Michael Powell, UK 1960, 103ʼ
Gio. 3 - FREAKS di Tod Browning, USA 1932, 64ʼ
Ven. 4 - BLOW-UP di Michelangelo Antonioni, UK/ITA 1966, 106ʼ
FESTA!
Sabato 5 Settembre 2009 ore 22.00
DO Nucleo Culturale - Via Mura Mittarelli 34, Faenza
ingresso gratuito
Tel.: 0546 22123 / 347 5251961 - info@museozauli.it / http://www.museozauli.it/

MCZ Blog

Cos’è quella cosa chiamata tango? di Rubén Andrés Costanzo parte prima




“… il sapore del tango c’e, non si crea, non si fabbrica, si intuisce. E per questo il tango non è un’opera, né un uomo, né uno strumento -basi invariabili sulle quali si costruiscono le più assurde definizioni letterarie-; non è neanche una notazione musicale”1

Una coppia di ballerini impegnati in una danza passionale, erotica, con una coreografia complessa che sembra lottare contro il ritmo invece di farsi portare da lui, è questa l’immagine che un italiano o un europeo ha del tango. Indagando tra gli abitanti di Buenos Aires, scopriamo invece che la percezione del tango è come una corda invisibile che lega tutta la città, il tango evoca il proprio quartiere, gli amici del bar, la madre, un amore non corrisposto, la nostalgia del presente, rabbia. Una sola cosa e due percezioni che viaggiano in direzioni opposte. Non è facile definire con parole il tango e capita molto spesso che le parole non siano gli strumenti più adatti per definire una cosa ma sono indispensabili per descrivere la cosa.
Cosa fare allora? Circoscriviamo il tango dentro alcuni limiti. Geografico: il tango è un fenomeno nato di una fusione di diverse culture che si sviluppò nelle città di Montevideo in Uruguay e Buenos Aires in Argentina. Temporale: origine fine XIX secolo e primi anni del XX secolo, per alcuni etnomusicologi il tango nasce nelle ultime decadi del 1800 come l’imitazione di danze d’origine africane, gli imitatori erano immigranti europei che abitavano i quartieri poveri delle città menzionate, questo “nuovo” ballo non aveva musica propria e fu adottando e adattando diversi ritmi musicali presente in quella zona geografica, tra cui la milonga, l’habanera e persino la mazurca, alla fine dell‘800 esisteva anche un altro ritmo musicale proveniente dalla Spagna che si chiamava tango o tanguillo andaluz, molto di moda negli spettacoli teatrali rioplatensi2. Ci sono altre teorie e analisi musicali sull’origine del tango, indicherò una bibliografia di alcuni interessanti lavori sull’argomento, per chi desidera approfondire. Ora focalizziamo l’attenzione sul fenomeno tango a partire del 1897, anno della creazione del tango El Entrerriano, uno dei tanghi più antichi di cui si conosce l’autore: Rosendo Cayetano Mendizabal; scopriamo se esiste una “tanghità”, cioè un’essenza, che dia la medesima identità a El Entrerriano di Mendizabal e alla Suite Troileana di Astor Piazzola composta nel 1975, includendo tutti i tanghi composti fra queste due date da migliaia di musicisti.
La sfida è interessante: determinare se l’essenza di un fenomeno che attraversa 100 anni di storia, mutando forma a seconda delle circostanze storiche, delle mode e delle contaminazioni, continua ad essere la stessa o pure chiamiamo tango cose diverse.
Nell’introduzione segnalavo le differenti percezioni che hanno sul tango gli europei e i porteños3ma dentro alla società porteña, anche se la percezione del tango è la stessa, il dibattito sulla vera essenza del tango e aspro e antico come il tango.
Immaginate il tango come un fiume che nasce nelle alte montagne dall’apporto di ruscelli formati dallo scioglimento delle acque e poi, man mano che avanza verso il mare cambia forma, colore e misura. Il tango come sostiene Josè Gobello: “non è centrifugo come il jazz del quale si separano in maniera costante nuove specie musicali. È centripeto. Tutto attira verso di se. Tutto incorpora. Tutto ciò che mette nel suo corpo: lo ingerisce, digerisce e metabolizza”4. Di conseguenza, tutto ciò che rimane “fuori” anche se assomiglia non è tango.
Ma fuori da cosa? vi prego di scusare il campanilismo rioplatense nella risposta, l’essenza principale del tango non può essere altra che quella di rappresentare, spiegare, trasmettere e condividere il modo di essere degli abitanti di Montevideo e Buenos Aires. Il tango, come musica, nasce alla fine dell‘800 per dare all’abitante di Buenos Aires un ritmo adatto ai passi di una nova danza, che aveva bisogno di una musica con frasi melodiche corte e un’esecuzione ritmica veloce (i primi tanghi erano eseguiti in 2/4) per eseguire la sua frenetica coreografia, con la quale esaltare le capacità individuali e dimostrare chi era il boss di quell’universo che Borges chiamò “la setta del coltello e del coraggio5”, soddisfare questa necessità per il tango fu la sua prima essenza.
Non solo nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo le abitudini sociali cambiavano. Il mondo alla fine del ‘800 stava cambiando, le masse incominciavano ad avere un ruolo importante nelle scelte politiche, sociali e culturali, cambiavano le abitudini, le vecchie e caste danze dove uomini e donne si sfioravano appena, lasciavano spazio ai balli di coppia dove i ballerini si legavano in un abbraccio, l’esempio più rappresentativo: il valzer. Sotto questo vento di cambiamento e in un’Europa aperta a tutte le novità esotiche fa la sua apparizione il tango. Nel 1906 i cadetti della Fregata Sarmiento (nave scuola delle flotte navali argentine) nel loro viaggio annuale di circumnavigazione, lasciarono in ogni porto visitato spartiti del tango La Morocha, nel 1907 un gran magazzino di Buenos Aires, la Casa Gath & Chàvez, invita a Parigi il compositore e interprete Angel Villoldo, con Alfredo Gobbi e sua moglie Flora Hortensia Rodrìguez a registrare alcuni tanghi su disco. Villoldo farà ritorno a Buenos Aires nel 1908, mentre i coniugi Gobbi resteranno in Europa diffondendo il tango fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Questi sono dati che le cronache dell’epoca hanno documentato, ma con molta probabilità il tango ha avuto altri pionieri sconosciuti in Europa. Nel 1908 uno studio cinematografico londinese aveva messo a disposizione del pubblico un documentario dove maestri argentini insegnavano i primi passi del tango, fatto che dimostra il successo commerciale della nuova danza.
L’eco del successo del tango in Europa non tardò ad arrivare al Rio de la Plata, dove il tango danza non era ancora accettato come ballo di società in alcuni settori conservatori di Buenos Aires. Nel 1913 il Barone De Marchi spinto dal successo del tango in Europa, organizza una festa in un locale della città di Buenos Aires per “introdurre” il tango nell’alta società, mossa inutile secondo alcuni cultore del tango. Un giornalista dell’epoca, che scriveva con lo pseudonimo di Viejo Tanghero6, criticò l’evento replicando che la danza esibita in quell’occasione non fosse tango, ma una danza creata per uso e consumo degli europei e non il vero tango dei sobborghi di Buenos Aires. Per noi è molto difficile conoscere qual era il “vero tango” cui facesse riferimento il giornalista, perché il tango “folklorico” non è mai stato registrato, tranne che in alcune descrizioni non molto dettagliate. Da questa cronaca una cosa rimane: la sentenza del Viejo Tanguero: “Questo non è tango” che sarà una costante per identificare i grandi cambiamenti dentro del fenomeno tango. Ma dopo quest’europeizzazione del tango la sua essenza dov’era rimasta? Il fiume del tango seguiva il suo corso, a partire del 1910 la società rioplatense diventava più omogenea, i figli degli immigranti nati a Buenos Aires avevano voglia di lasciare le vecchie imitazioni e le sfide di danza che caratterizzavano i tempi passati e avevano bisogno di un tango diverso dove poter riflettersi dando spazio all’età d’oro della Guarda Vieja7.

la foto è di Pat Ferro

lunedì 24 agosto 2009

Marko Feri in concerto il 26 agosto al Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza

mercoledì 26 agosto 2009
Ore 21.00 - 22.30
a Faenza (RA), Museo Internazionale delle Ceramiche
Viale Baccarini 19 - FAENZA (Ra)
Concerto di Marko Feri

musiche di Tortora, Dyens, Villa-Lobos, Bogdanović

Vi presento Rubén Andrés Costanzo

Care Amiche e cari Amici, da oggi inizia la sua collaborazione con il blog un nuovo Amico. Ho il piacere di presentarvi Rubén Andrés Costanzo che scriverà in particolare su un argomento a me molto caro: Il Tango!
Leggetevi il suo curriculum e non perdetevi il suo primo articolo intitolato "Cos’è quella cosa chiamata tango?" che sarà pubblicato domani e dopodomani qui sul Blog Chitarra e Dintorni

Benvenuto Rubén!

Empedocle70

Rubén Andrés Costanzo: biografia



Nato a Buenos Aires il 1° maggio 1963 in una casa frequentata da musicisti e poeti del arrabal porteño, in quegli anni il tango era scomparso dalla cultura ufficiale della città di Buenos Aires. A differenza dei suoi coetanei, da adolescente scopre la passione per il tango, che non abbandonerà più.
Nel Campus della Universidad Adventista del Plata, (ubicata nella Regione di Entre Rìos) dove otienne il suo diploma universitario; lavora come autore nella Radio Universitaria dal 1980 fino al 1982.
Nel 1983 tornato a Buenos Aires, inizia a lavorare nella ditta di famiglia, dedicata alla commercializzazione di prodotti industriali. Nonostante questo impegno, non lascia le attività culturali e si avvicina al giornalismo scrivendo per la casa editrice Uccello Editores, diretta dal prof. Alberto Novel, dedicata alla redazione di supplementi settimanali per due prestigiosi quotidiani rioplatensi: “Cronista Comercial” di Buenos Aires e “El Pais” di Montevideo. In quegli anni inizia una solida collaborazione che ancora continua con la S.A.I. (Sociedad Argentina de la Informaciòn), diretta dal Dr. Raúl Daniel Escandar. L’attività della S.A.I. si sviluppa nel campo delle ricerche sui mass media, la biblioteconomia e le pubblicazioni scientifiche.
Nel 1990 lascia la Repubblica Argentina per radicarsi a Forlì, dove ancora risiede.
Pur mantenendo, quale attività professionale, il ruolo di commerciale nel settore metalmeccanico; coltiva i propri interessi culturali collaborando con diversi enti ed associazioni, tra cui il Centro Astor Piazzolla della città di Pesaro, diretto dal M° Hugo Aisemberg, che ha per scopo la diffusione della cultura argentina, attraverso concerti, conferenze e seminari, in collaborazione con l'Ambasciata Argentina a Roma. Nel 1995/96 con Fara Editori di Rimini e l’Associazione EX&Tra collabora nei concorsi per scrittori extracomunitari in lingua italiana. Con la casa editrice MOBYDICK di Faenza, partecipa a numerose rassegne letterarie e discografiche su temi Latinoamericani. Dal 2005, nella emittente Radiofonica RVS di Forlì (FM 104.55) è autore e conduttore del programma settimanale “Di che musica sei?” volto alla creazione di uno spazio di comunicazione per i musicisti locali. Nel 2000 con la Fondazione Tito Balestra di Longiano; ha selezionato e tradotto i testi per lo spettacolo dell'attore Alessandro Haber insieme al M° Hugo Aisemberg: “Sagge sono le Muse”. Con lo staff della Fotografa Lucia Baldini ha partecipato nella realizzazione dei libri: “Giorni di Tango” (Ed. Auditorium), “Anime altrove” (Colombi Editori) e “Tangomalia” (Post Card edizioni).
Dal 1995 accompagna come narratore al saxofonista Silvio Zalambani nelle due formazioni: Tango Tres e Grupo Candombe, in diversi concerti in Italia e all’estero si è esibito insieme a loro nella tournee a Buenos Aires nel 2008 in LRA1 Radio Nacional BsAs e in diversi locali della città tra cui il Centro cultural Torquato Tasso senza dubbio il più prestigio locale di concerti di tango a Buenos Aires) Senza dimenticare le tre edizioni della “Cumbre mundial del Tango”, Siviglia (Spagna) 2005, Valparaiso (Cile) nel 2007, Bariloche, (Argentina) nel 2009, questa ultima realizzata grazie al contributo della Consulta per l’immigrazione della Regione Emilia-Romagna.
Ultima, ma non meno importante, la grande passione per il libro antico che lo ha portato alla creazione di una piccola biblioteca privata, relativa alla cultura Ispanoamericana.

giovedì 20 agosto 2009

ISOLE CHE PARLANO Festival Internazionale di Musica Teatro e Arti Visive XIII EdizionePalau 6/13 settembre 2009


ISOLE CHE PARLANO

Festival Internazionale di Musica Teatro e Arti Visive

Tra tradizione popolare ed eterodossia

XIII EdizionePalau 6/13 settembre 2009
oncerti, mostre fotografiche, incontri, cinema indipendente, laboratori arte/infanzia per la XII edizione del festival Isole che Parlano dall'6 al 13 Settembre a Palau (OT). La manifestazione - ideata da Nanni e Paolo Angeli - giunge alla XIII edizione con un carattere marcato, infrangendo le barriere tra i generi, le arti, prediligendo la multidisciplinarietà. La formula è quella consolidata negli undici anni precedenti, con dislocamento degli eventi in aree archeologiche, nei monumenti naturali, nelle spiagge, nei luoghi suggestivi del centro urbano. E' un viaggio sospeso tra Cina, Africa, Israele, Italia, India, Argentina, America. Gli artisti - provenienti da continenti, tradizioni e culture profondamente diverse - danno un senso a questa navigazione simbolica nel mondo contemporaneo e la Sardegna - nello specifico Palau - diventa il naturale punto di approdo e condivisione di questo immaginifico viaggio. Il binomio tradizione e Innovazione costituisce l'asse portante della manifestazione.

info: 339-1459168,

ISOLE CHE PARLANO

INTERNATIONAL FESTIVAL OF MUSIC THEATRE AND VISUAL ARTS
BETWEEN POPULAR TRADITION AND HETERODOXY

XIII EDITIONPALAU 6/13 SEPTEMBER 2009
The XIII edition of ‘Isole che parlano’ - 6/13 September, Palau (OT) - presents concerts, photographic exhibitions, meetings, independent cinema, and art laboratories for children.The festival, created by Nanni and Paolo Angeli, reaches its xii edition with a marked character, breaking the barriers among genres and arts in favor of multidisciplinary. The formula is the one established in the preceding eleven years, with a placement of its events in archeological areas, among natural monuments, on the beaches, in the suggestive places of Palau’s urban center. It's at a journey suspended among China, Africa, Israel, Italy, Argentina, America. The artists, coming from deeply different continents, traditions and cultures, give a meaning to the symbolic navigation in the contemporary world - Sardinia, specifically Palau, provides the natural point of landing and sharing for such a journey of the imagination.The binary ‘tradition and innovation’ constitutes the leading axe of the festival. More informations at:

info: 339-1459168,

Rare Guitar Video: Alexander Swete plays La Muerte del Angel by Astor Piazzolla

mercoledì 19 agosto 2009

Masterclass di Chitarra sola ed in ensemble di Giorgio Tortora 2 – 6 settembre 2009


“LA CHITARRA/LE CHITARRE”

Masterclass di Chitarra sola ed in ensemble

Giorgio Tortora

2 – 6 settembre 2009

Gorizia(Italy)

Per iscrizioni o informazioni (for subscrition or informations):

Fondazione Musicale “Città di Gorizia”,

Via Leoni 33 – 34170 – Gorizia.

Segreteria (secretery):

tel. 0481 531607


Rare Guitar Video: Pepe Romero plays Zapateado by Celedonio Romero

lunedì 17 agosto 2009

Elena Càsoli in Concert


Rare Guitar Video: Oscar Ghiglia plays Sor

domenica 16 agosto 2009

MITO SettembreMusica 2009 - Lo Studio di Fonologia





Lo Studio di Fonologia.

Un diario musicale 1954 - 1983

a cura di Maddalena Novati
Intervengono:

Francesco Micheli,

Maddalena Novati,

Enzo Restagno,

Claudio Salsi,

Salvatore Sciarrino


Al termine della conferenza sarà possibile visitare gratuitamente la sala dello Studio di Fonologia all’interno del Museo degli Strumenti Musicali.



sabato 15 agosto 2009

MITO SettembreMusica 2009 - Tango y algo mas



Tango y algo mas
Musica sull’acqua
Musiche diIturralde, Galliano, Piazzolla, Zanchini, Gismonti, Girotto
Ensemble Strumentale Scaligero
Stefano Menato, sassofoni

Simone Zanchini, fisarmonica

Paolo Zannini, pianoforte
Concerto itinerante: la barca con i musicisti attraversa la Darsena tra l’Alzaia Naviglio Grande e l’Alzaia Naviglio Pavese - Conchetta... e il pubblico segue dalle rive.



venerdì 14 agosto 2009

Addio a Les Paul, genio della chitarra elettrica

E' scomparso all'età di 94 anni Les Paul, musicista pioniere della chitarra elettrica nonché progettista del modello che, insieme alla Stratocaster della Fender, ha forse conosciuto maggior fortuna nella storia del rock, ovvero la Gibson che porta il suo nome: all'artista sono state fatali le complicazioni di una polmonite. A dare notizia della morte di Les Paul è stato il suo agente, Tom Cassidy dell'Americas Music Agency, che non ha aggiunto altri particolari.

MITO SettembreMusica 2009 - Ryoji Ikeda



datamatics [ver.2.0]
Ryoji Ikeda, elettronica
Prodotto da Forma


Co–commissionato da AV Festival 06, Zero


One San Jose & ISEA 2006Co–prodotto da les Spectacles Vivants, Centre Pompidou, and YCAMcon il sostegno di Recombinant Media Labs
L'evento fa parte di "FocusGiappone"
Ritenuto dalla critica uno dei più radicali ed innovativi compositori nella scena della musica elettronica contemporanea, Ikeda usa dati puri come fonte per suoni e immagini. datamatics combina rappresentazioni astratte e figurative della materia, del tempo e dello spazio in un opera a tutto tondo che lascia senza fiato, sfidando ed esplorando le soglie delle nostre percezioni





giovedì 13 agosto 2009

Un Grande Festival: Sant'Anna Arresi Jazz Festival 2009

MITO SettembreMusica 2009 - Carl Craig/Les Siècles




Versus di Carl Craig/Les Siècles


Prima esecuzione italiana
Carl Craig, elettronica, composizioni
Orchestra Les Siècles
François-Xavier Roth, direttore
Francesco Tristano Schlimé, pianoforte, arrangiamenti
Moritz von Oswald, elettronica, percussioni
Dopo il debutto parigino alla “Cité de la Musique”, MITO SettembreMusica presenta, in prima italiana, il progetto creato dalla leggenda della musica techno Carl Craig, con l’Orchestra Les Siècles, il pianista Francesco Tristano Schlimé e Moritz von Oswald, nome di punta dell'elettronica berlinese.


Un’esperienza unica che rompe le frontiere tra techno music e musica contemporanea.


Produzione Instant Pluriel





mercoledì 12 agosto 2009

Maurizio Grandinetti in Concert 2009


27.08.2009 Weimarer Kunstfestes 2009

Utopia von Thomas Kessler UA


26.09.2009 Festspielhaus St. Poelten - Austria

Joaquin Schlömer Eröffnungshow duos with Cristina Zavalloni and the dancer Clint Lutes

link
7.10.2009 Novara Conservatorio "G. Cantelli"

Festival "Il Mondo della Chitarra"

Recital (Francesconi, Cage, Carter, Tüür)


Do 15. 10 2009 Festspielhaus St. Poelten - Austria

19:30 UhrTonkünstler-Orchester Niederösterreich. SolistInnen: Danusha Waskiewicz Viola, Marcelo Nisinman Bandoneon, Maurizio Grandinetti E-Gitarre. Dirigent: Diego Matheuz


1/2.11.2009 Basel, Gare du Nord, 20.00

UhrEnsemble Phoenix Basel

Luca Francesconi: A fuoco - Roberto Gerhard: Libra


17.18.24.25/11.2009 Basel - Bird's Eye Jazz Club

Matteis Project


27.11.2009 Basel - Tinguely

Museum Matteis Project


28.11.2009

BoswilMatteis Project


22.03.2010 Berliner Philarmonie

Utopia von Thomas Kessler UA
Die Grosse Bäckereiaattacke Kammeroper von Misato Mochizuki

Luzerner Theater

Sa 24.01.09, Premiere Fr 30.01.09 Sa 07.02.09 Do 12.02.09 So 15.02.09 Do 26.02.09 Sa 28.02.09 Do 05.03.09 Fr 13.03.09 So 29.03.09 Mi 01.04.09 So 05.04.09


MITO SettembreMusica 2009 - Toshio Hosokawa



Nato nel 1955 a Hiroshima, Toshio Hosokawa ha iniziato i suoi studi musicali in Giapppone e li ha proseguiti in Europa dove è stato allievo di Isang Yun e di Klaus Huber.Dai suoi maestri europei Hosokawa fu esortato ad approfondire la conoscenza delle tradizioni musicali, pittoriche e filosofiche del Giappone. Da questo duplice impegno è sortita una fertilissima sintesi musical-filosofica tra Oriente e Occidente ben rispecchiata in queste parole del compositore: “ La mia musica è calligrafia, dipinta sul margine intonso del tempo e dello spazio. Ciascun suono possiede una forma simile a quella delle linee e dei punti tracciati dal pennello. Questa linea è dipinta sulla tela del silenzio. Il bordo di questa tela, che fa parte del silenzio, è importante quanto i suoni udibili”.E per sottolineare l’incidenza che il pensiero orientale ha nella definizione della sua musica, Hosokawa aggiunge: “Nella meditazione Zen la cosa più importante è la respirazione; un’inspirazione molto lenta e una espirazione altrettanto lenta. Attraverso questo processo si medita e si entra in un’altra dimensione. E’ così che vorrei realizzare la mia musica: come un viaggio verso l’interiorità”.









martedì 11 agosto 2009

Programma Laboratorio e Masterclass di Chitarra Florindo Baldissera e Elena Càsoli


Manifestazioni

lunedì 24 agosto
ore 21 - Chiesetta di Fornesighe
Concerto del BACH GUITAR DUO
Florindo Baldissera - Vittorino Nalato
musiche di J.S. Bach, D. Scarlatti, J. Ch. Witt

martedì 25 agosto
ore 18. 30 - Saletta del Piodech di Fornesighe
Concerto degli allievi del Laboratorio di chitarra

sabato 28 agosto
ore 18. 30 - Saletta del Piodech di Fornesighe
Concerto degli allievi del Laboratorio di chitarra

domenica 30 agosto
Saletta del Piodech di Fornesighe
ore 11
Seminario di ELENA CÀSOLI

ore 21
Concerto di GILBERT IMPERIAL
musiche contemporanee per chitarra


lunedì 31 agosto
ore 18. 30 Saletta del Piodech di Fornesighe
Concerto degli allievi della Masterclass di chitarra

MITO SettembreMusica 2009 - Tradizioni del Giappone



Iniziati nella seconda metà del secolo XIX, i rapporti tra l’Occidente e il Giappone sono ben lontani dall’aver raggiunto una approfondita conoscenza reciproca. La precisione e raffinatezza che riconosciamo nella tecnologia nipponica hanno un parallelo altrettanto solido nelle arti della scena che rappresentano appieno lo spirito del Giappone.Con la ieratica gestualità del teatro Nō, con la tradizione musicale danzata del gagaku, con i tamburi taiko che sanno sussurrare o rombare come il tuono, con il canto e i flauti e il liuto biwa o la cetra koto, con la cerimonia del tè, MITO SettembreMusica si affaccia sull’arcipelago culturale nipponico, e va in cerca di quella perfezione che accomuna il giardiniere, il monaco zen, il musicista, il danzatore e l’attore, nell’aspirazione di essere portatori di un frammento di eternità. Tadao Kamei, con la compagnia teatrale nō Sanyokai, Sukeyasu Shiba con il gagaku dell’Orchestra Imperiale Reigakusha, Hajime Takasugi con la sua cerimonia del tè, i tamburi Taikoza, l’Ensemble Sankyokay e i solisti Etsudo Chida e Denjiro Tanaka ci introdurranno nell’orizzonte dell’antica arte tradizionale giapponese.
Progetto realizzato in collaborazione con: Associazione Scènes de la Terre, Coordinamento e produzione di Chantal e Jean-Luc Larguier per Interarts Riviera SA



lunedì 10 agosto 2009

Laboratorio di chitarra e Masterclass Florindo Baldissera e Elena Càsoli Fornesighe di Forno di Zoldo (BL) 24-29 agosto e 30-31 agosto

Laboratorio di chitarra
Florindo Baldissera

Loc. Fornesighe di Forno di Zoldo (BL)
24-29 agosto 2009
Corso-laboratorio aperto a chitarristi classici di ogni livello purché già in grado di eseguire un repertorio musicale. Il numero massimo di partecipanti è 12, selezionati in base alla data di arrivo della domanda di iscrizione. Gli allievi iscrittisi oltre il numero accettato potranno partecipare
eventualmente in veste di uditori. Le attività si apriranno il primo giorno alle ore 14,30 con una audizione degli iscritti che suoneranno un programma libero da 5 a 10 minuti. Seguiranno lezioni nelle giornate successive articolate fra mattina e pomeriggio, così organizzate:
• ore 9 esercizi collettivi di tecnica strumentale
• ore 10-13 lezioni individuali
• ore 14,30-18 lezioni individuali
• ore 18,30 concerto degli allievi



Masterclass di chitarra
Elena Càsoli

Loc. Fornesighe di Forno di Zoldo (BL)
30-31 agosto 2009
In apertura della Masterclass il 30 agosto alle ore 11 si terrà il seminario Compositori e nuove musiche per chitarre. I lavori proseguiranno nel pomeriggio con lezioni individuali. Il 31 agosto sarà dedicato interamente a lezioni individuali. Alle 18,30 si terrà il concerto conclusivo degli allievi della masterclass. Sono previsti allievi effettivi ed uditori.

Condizioni e Costi

Tassa di iscrizione

unica 50 € va versata con bonifico bancario sul conto n. 000004689940
Codice IBAN – ITALIA : IT 11C 02008 61130 000004689940
BIC – SWIFT : UNCRITB1M85
intestato a AL PIODECH ZOLDAN ass. Culturale e Ricreativa
causale: Iscrizione Laboratorio\Masterclass 2009
Allegare una copia del bonifico al modulo di iscrizione.
Tassa di frequenza
Laboratorio (Baldissera): 150 €
Masterclass (Càsoli): effettivi 120 € - uditori 60 €
Laboratorio + Masterclass come effettivo: 250 €
Laboratorio + Masterclass come uditore: 200 €
Va versata il giorno di avvio delle relative lezioni


Download Depliant
http://www.piodech.it/Resources/Documents/piegh.piodech.pdf

MITO SettembreMusica 2009 03-24 Settembre 2009 terza edizione



..."terzo appuntamento con MITO SettembreMusica, un evento che ha creato un nuovo clima di fiducia, di sviluppo e di simpatia al processo di avvicinamento delle città di Milano e Torino.
Quest'anno, poche settimane dopo la conclusione del Festival, si inaugurerà la tratta ferroviaria ad alta velocità che collegherà i due centri cittadini in meno di un'ora: il tempo per leggere un giornale o un capitolo di un buon libro, per scrivere una nota da utilizzare durante l'incontro di lavoro per il quale ci spostiamo. La musica ha anticipato il senso di questa straordinaria nuova infrastruttura e ha aperto la strada ad altre forme di cooperazione tra le due città in campo culturale (l'arte contemporanea, la musica giovanile) ma non solo: basti pensare alle potenzialità di Italia 150 e dell'Expo 2015.
MITO SettembreMusica si è affermato in questi tre anni per la sua ventata di novità. È un Festival al quale non manca nulla dal punto di vista della qualità degli esecutori e della raffinatezza delle scelte programmatiche. Ma che sa anche come fare per non escludere nuove esperienze sociali. C'è, infatti, un modo particolare di accedere ai luoghi del festival, riscontrabile persino nella scelta dell'abbigliamento. C'è un modo particolare di applaudire. C'è un modo particolare di trattenersi a commentare dopo gli spettacoli. Tutto questo è passato dalla più antica esperienza torinese alla più recente vicenda milanese con una sorprendente naturalezza. E la conferma arriva direttamente dagli esecutori: “L’aria che si respirava in Torino Settembre Musica, che ci colpiva per il suo maggiore calore rispetto agli altri festival musicali, l’abbiamo ritrovata tale e quale a Milano.” Sarebbe interessante che qualcuno studiasse e spiegasse questo fenomeno.
Oggi molte sono le obiettive difficoltà di carattere generale che non possano non riguardare anche questa iniziativa. Ma faremo tutto il possibile per far sì che il nostro grande Festival e il suo spirito possano avere quella funzione anticiclica oggi tanto preziosa. Anche MITO può e deve dare il suo contributo per diffondere la speranza che la crisi economica passi presto per lasciare spazio a un nuovo e diverso rapporto tra economia e territorio, tra città e cultura, secondo una logica di sviluppo sostenibile, eticamente orientata all’arte...."



- Letizia Moratti
- Massimiliano Finazzer Flory
- Sergio Chiamparino
- Fiorenzo Alfieri


http://www.mitosettembremusica.it/

domenica 9 agosto 2009

Cles Settimana Corale 2009

17-23 Agosto 2009 Valle di Non
Concerti
Giunta alla seconda edizione, la Settimana Corale 2009 offre un calendario di concerti di particolare interesse culturale, grazie anche alla presenza di diverse formazioni ospiti di prestigio nazionale ed internazionale.
La Corale Monteverdi di Budapest (Ungheria) e il Coro Studium Canticum di Cagliari (Sardegna) per la polifonia sacra e profana, il coro delle voci bianche di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia) insieme alla corale Monteverdi di Cles e il coro giovanile e delle voci bianche C.Eccher saranno gli interpreti dei concerti che avranno luogo nelle cornici più suggestive della Valle di Non.
Workshop per direttori di coro
Il workshop della settimana corale 2009 è un'occasione per poter incontrare alcuni importanti direttori di coro, che si sono distinti sia dal punto di vista artistico sia nella didattica e nella pedagogia del canto corale nelle formazioni di voci bianche, coro giovanile e coro misto.
Naomi Faran (Israele) Nicola Conci (Italia) Pierpaolo Scattolin (Italia) sono il team del workshop 2009. Il filo conduttore “il coro: esperienza culturale fondamentale per la formazione dell’individuo” sarà proposto dai docenti con percorsi di lavoro a seconda della propria esperienza e sensibilità, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza corale basata sui principi fondamentali che si possono sintetizzare in tre parole: anima, mente e corpo. Un percorso che, se condiviso dal coro e dal suo direttore, porterà entrambi a raggiungere un arricchimento culturale e artistico indimenticabile.

Download locandina

18° Festival di MIlano Musica 24 settembre 8 novembre



On line il programma del 18° Festival di Milano MusicaDal 24 settembre all'8 novembre si svolgerà il Festival di Milano Musica. La novità di questa 18° edizione riguarda la struttura del Festival in cui accanto alla sezione monografica, quest'anno dedicata al compositore Toru Takemitsu (Tokyo, 1930-1996), figura chiave nella vita culturale giapponese e sulla scena internazionale della musica contemporanea, cui ha contribuito con centinaia di composizioni, si affiancheranno i tradizionali "Percorsi di musica d'oggi".




Il 18° Festival di Milano Musica, il cui progetto è stato elaborato da Andrea Pestalozza, presenta da quest’anno una nuova struttura: una monografia dedicata a un compositore, accostata ai tradizionali Percorsi di musica d’oggi, con nuove proposte senza vincoli tematici.
Toru Takemitsu (Tokyo 1930-1996) è stato, e forse ancora è, il compositore giapponese per antonomasia, noto, amato ed eseguito in tutto il mondo. È stato una figura chiave nella vita culturale giapponese e sulla scena internazionale della musica contemporanea, cui ha contribuito con centinaia di composizioni. Intellettuale poliedrico oltre che compositore di genio, appassionato di cinema, ha scritto 93 colonne sonore di film, di cui ne verranno presentati alcuni con la regia di Kurosawa e Teshigawara, ed è stato autore di una decina di libri fra cui testi di estetica e di poetica musicale ma anche un giallo e un libro di ricette…
«Questi due mondi, l'oriente e l'occidente, talvolta mi circondano con dolcezza, ma più spesso mi lacerano». Nel corso della sua vita Takemitsu entra in contatto con le forme più significative della cultura europea del ‘900: Debussy, Messiaen, Stockhausen, Cage, Xenakis. Curioso e attento assorbe i vari vocabolari senza mai perdere di vista la propria meta. Si interessa all’elettronica. Il programma, con concerti sinfonici e da camera, ci invita a conoscere il suo universo sonoro: «Nel nostro mondo esistono il silenzio e un suono senza limiti. Scrupolosamente, voglio scolpire quel suono con le mie mani sino ad arrivare ad un singolo suono. E questo suono avrà abbastanza forza da potersi confrontare con il silenzio.» Il Festival si chiuderà con il Requiem di Takemitsu, l’opera ammirata da Stravinskij, e con il capolavoro di Hosokawa in prima italiana, Voiceless Voice in Hiroshima, una sorta di Canto sospeso giapponese.
Nei Percorsi, tre gruppi per la prima volta ospiti di Milano Musica: l’Ensemble Scharoun dei Berliner Philharmoniker, il Trio di Parma e il Quartetto di Cremona, con programmi che accosteranno il repertorio classico a lavori di giovani compositori. Al live electronics, da sempre al centro delle scelte del Festival, verrà dedicata una serata con lavori per strumento solista o voce ed elettronica di cinque compositori: Boulez, Francesconi, Manzoni, Stroppa, Tadini. Due i recital pianistici: Gregorio Nardi in un originale programma da Carter a Kodaly, ed Emanuele Arciuli che debutterà al Teatro alla Scala con musiche dedicate alla notte di Schumann, Liszt, Sciarrino, l’iperbole pianistica delle Night Fantasies di Elliott Carter e Bartók. Béla Bartók sarà inoltre protagonista della prova generale (che il Teatro alla Scala offre agli abbonati di Milano Musica) del concerto della Filarmonica, diretta da Pierre Boulez, con Maurizio Pollini.
Tutte le serate saranno registrate da RAI Radio Tre.

http://www.milanomusica.org/

sabato 8 agosto 2009

LISZTMANIA ‘09 Seconda edizione - da Franz Liszt alla musica d’oggi



Sabato 22 agosto, ore 21.00

Fondazione Rockefeller

“Liszt Piano Recital”

Fabio Grasso: pianoforte musiche di F. Liszt

Domenica 30 agosto, ore 21.00

Grand Hotel Villa Serbelloni

"La musica corale da Liszt ai nostri giorni"

Coro da Camera di Bologna Pier Paolo Scattolin: direttore

musiche di C. Wick-Schumann, F. Liszt, C. M. von Weber, F. Mendelssohn, J. Brahms, C. Debussy, B. Bartók, I. Stravinskij, G. Scelsi, P. P. Scattolin

Sabato 12 settembre, ore 21.00

Fondazione Rockefeller

“Quartettando...” Open Quartet

Donato D'Antonio: chitarra,

Roberto Noferini: violino,

Vanni Montanari: flauti,

Anselmo Pelliccioni: violoncello

musiche di J. S. Bach, N. Paganini, F. Liszt / Spinosa, M. Biscardini, A. Piazzolla, C. Corea, F. Zappa

Giovedì 22 ottobre, ore 21.00

Grand Hotel Villa Serbelloni

“Bacalov: pianista compositore oggi”

Luis Bacalov: pianoforte solo

Luis Bacalov e Rossella Spinosa: due pianoforti

musiche di L. Bacalov (in prima esecuzione “Baires Suite per due pianoforti” )
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Ingresso libero fino ad esaurimento posti (ingresso a partire dalle ore 19.45)
LISZTMANIA ‘09
Seconda edizione - da Franz Liszt alla musica d’oggi
Direzione artistica: Rossella Spinosa
Bellagio (CO), 22 agosto / 22 ottobre 2009
Per informazioni: info@liszt2011.com

venerdì 7 agosto 2009

14° Festival Internazionale della Chitarra ad Ascoli Piceno dal 21 al 28 agosto


Dal 21 al 28 Agosto 2009, nella splendida cornice della città di Ascoli Piceno, si svolgerà la tredicesima edizione dei corsi internazionali di perfezionamento chitarristico tenuti da docenti di chiara fama. I corsi sono aperti ad allievi di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi età, che
vogliano partecipare sia come effettivi che uditori.
I genitori degli allievi minorenni dovranno compilare e firmare l’apposita dichiarazione.
La sera del giorno 20 Agosto sarà dedicata alla sistemazione dei docenti ed allievi nei rispettivi alloggi. Il mattino del giorno 21 Agosto avranno inizio le lezioni che si svolgeranno nei seguenti orari: 8,30-12,30 e 15,00-19,00. Il mattino del giorno 29 Agosto sarà dedicato alle partenze.

NOVITÀ:

In questa edizione del Festival, ci sono grandi novità:
- lezioni giornaliere di Yoga con il Maestro Pietro Antinori
- Laboratorio di Musica Contemporanea con il Maestro Arturo Tallini
- conferenza dei Maestri Mauro Storti e Angelo Barricelli sul tema "Nuovi Orizzonti della Didattica Chitarristica"

ALLIEVI ISCRITTI

Tutti gli allievi iscritti in qualità di effettivi ai corsi, avranno diritto a:
1- un minimo di 4 lezioni individuali con il docente scelto
2- poter assistere alle lezioni degli altri docenti
3- partecipare gratuitamente alla formazione della “International Guitar Orchestra”
4- ingresso gratuito ai concerti del 14° Festival Internazionale della Chitarra
5- Corso di Yoga con il Maestro Pietro Antinori
6- Laboratorio di Musica Contemporanea con il Maestro Arturo Tallini
7- Conferenza sulla Didattica Chitarristica.

Oltre alle lezioni con il docente scelto, agli allievi viene offerta la possibilità di effettuare una lezione gratuita con uno dei docenti partecipanti, previo accordo con il docente stesso. Tale scelta dovrà essere indicata il giorno 23 Agosto.

MODALITÀ DI ISCRIZIONE

L’iscrizione agli stages potrà essere effettuata tramite posta inviando all’indirizzo Orchestra Internazionale d’Italia, via Vittorio Veneto, 17 - 63023 Fermo (AP) la seguente documentazione:
1- scheda di iscrizione
2- 2 foto formato tessera
3- la tassa di iscrizione, unitamente alle quote dei Corsi verranno versate direttamente alla Segreteria il giorno 21 Agosto.
Le iscrizioni dovranno essere inviate entro il 10 Agosto 2009 (farà fede il timbro postale).
Si raccomanda la puntualità nella spedizione delle domande entro i termini previsti e la precisione nella compilazione delle stesse. I docenti scelti non potranno essere cambiati al momento di inizio degli stages.

Luogo di svolgimento

Sede degli stages sarà il seminario “Madonna della Perseveranza” (Ascoli Piceno - località Carpineto direzione Colle S.Marco) che sarà il luogo dove si volgeranno le lezioni ed alloggeranno gli allievi in camere da 2 a 4 posti letto fornite di lenzuola e coperte (si prega di portare gli
asciugamani al seguito).
Il costo della pensione completa per la durata del corso è di Euro 350,00 comprensivi della cena e pernottamento del 20/08 e della colazione del 29/08. Non saranno accettate richieste di alloggiare per periodi inferiori alla durata dei corsi. Chi vorrà usufruire dell’offerta dovrà indicarlo nella scheda di iscrizione. Per gli allievi di età inferiore ai 13 anni che volessero alloggiare presso
il seminario, è richiesta la presenza di un genitore o di un accompagnatore al seguito

Recensione di Forestare, ATMA Classique 2007

Forestare

Le due foto in bianco e nero a pagina dodici e tredici del bel libretto di 32 pagine cha accompagna il cd mostrano i quindici chitarristi che compongono questo interessante ensemble in posa quasi marziale con le loro chitarre, lo sguardo determinato e concentrato, una leggera tensione nell’aria, quasi fossero pronti in un istante a imbracciare i loro strumenti e a suonare all’unisono.
Sono stato tentato dall’acquisto di questo disco per due motivi, il primo perché si tratta di un ensemble di chitarre e il secondo perché adoro cercare versioni diverse di quel capolavoro che è Electric Counterpoint di Steve Reich. Così ho deciso di correre il rischio e di ordinarlo in internet, ogni tanto ci vuole e comunque ne è valsa la pena. Oltre al pezzo di Reich il disco presenta una bella versione di “Acerca del cielo, el aire y la sonrisa” di Leo Brouwer e altri sei brani ci compositori residenti in Quebec: Pascal Sasseville Quoquochi, Richard Desjardins, Denis Goungeon, Francio Marcoux e Francois Gauthier, tutti molto interessanti e con parti cantate in francese (i due pezzi di Desjardins), più vicine alla canzone d’autore francese che non al cantato classico.
La cosa che colpisce subito nell’ascolto è il suono, forte, ampio, intenso, le quindici chitarre generano un’ambienza e una dinamica impressionante ben rispettate nella registrazione del cd, in Electric Counterpoint l’effetto è ancora più evidente rispetto alla “normale” esecuzione con l’ausilio delle parti pre-registrate, il pezzo acquista una portanza e una ariosità davvero piacevoli, la sensazione è davvero quella di essere al centro di una piccola orchestra superando i limiti del suono prodotto da un solo strumenti.
Bravi Forestare, il vostro nome rende davvero merito ai legni delle vostre chitarre e alla vostra abilità musicale.

Empedocle70

giovedì 6 agosto 2009

Intervista con il Maestro Davide Ficco di Empedocle 70


Maestro Ficco .. uno stage di chitarra piuttosto insolito quello dal 3 al 6 settembre a Zuccarello .. ce ne vuole parlare?

L'idea è nata recentemente tra me e un caro amico osteopata fisioterapista, Mauro Banfi, che lavora spesso coi musicisti (compresi i cantanti, dei quali tratta l'apparato fonatorio e la postura respiratoria e legata alla performance sul palco): perchè non lavorare insieme sulla musica e sul corpo, full time, partendo dalla postura specifica e andando oltre? Abbiamo disposto le ore permettendo a tutti di farsi seguire sullo strumento, ma anche di lavorare fino a quattro ore al giorno con Mauro.Naturalmente nulla è obbligatorio e non è richiesto un livello particolare: ogni iscritto porterà con sè le proprie esperienze, i problemi da risolvere (musicali o meno) e la propria...età! Nella tecnica chitarristica pratica e postura si intrecciano costantemente. Possiamo dire che, con questa formula, la micro e la macro-postura saranno affrontate entrambe; ma la musica prima di tutto, ovviamente.

Come mai la scelta di dedicare una così grande importanza alla postura con la presenza di un fisioterapista osteopata come Mauro Banfi? La chitarra ha sempre .. segnato la schiena e le articolazioni dei suoi amanti.. è giunta l’ora di un approccio diverso allo strumento?

La tecnica non dovrebbe mai segnare schiena e articolazioni del chitarrista, secondo me. Personalmente, direi a livello istintivo, connaturato, ho rivolto sempre molta attenzione alla postura e alla meccanica dei movimenti: non in modo ossessivo (da ragazzino, come tutti, suonavo spesso sulla gamba destra, i Beatles o Giuliani che fossero), ma quando lo studio diventava serio e c'erano cose piccole e grandi da risolvere, orientandomi per il massimo rilassamento muscolare, i pesi lasciati cadere verso il basso, il controllo rapido e costante di tensione-rilassamento nei movimenti esecutivi. In questo, devo dire, mi sono incontrato pienamente con gli intenti dei miei maestri di allora: Locatto (per un anno), Margaria (per i cinque anni di Conservatorio) e Ghiglia (nei quattro anni alla Chigiana), che mi piace qui ringraziare e ricordare per il lavoro fatto insieme. Col tempo, quindi, ho dato a ogni scelta un nome e un perchè. Penso che non sia così recente l'attenzione verso questo tipo di approccio (peraltro ben consolidato nel caso del pianoforte, ad esempio): io ho 47 anni e ho iniziato a curare la mia tecnica, secondo determinati criteri, da quando ne avevo 15 (1977); pensando alla generazione che mi precede, senza arretrare agli albori pionieristici della tecnica chitarristica classica, John Williams o Manuel Barrueco, per citare due grandi nomi, sono strumentisti evidentemente razionali nel perseguire tecnicamente gli obiettivi preposti (come lo era già Segovia, tra l'altro): quindi, solo con loro stiamo parlando ormai di quasi cinquant'anni! Ma ancora oggi, in molti ragazzi che si presentano ai corsi o agli esami vedo con dispiacere (e anche stupore, devo dire) che l'attenzione verso i movimenti meccanici delle mani e/o la postura in generale sia ancora relativa, a volte un po' arruffona e improvvisata (quando non colpevolmente cieca all'evidenza ed egoriferita, e qui...il pensiero corre inevitabilmente ai loro insegnanti). Sia bene inteso, però, lontani da ogni presunzione: nessuno possiede la verità assoluta per quanto riguarda la tecnica esecutiva ed è giusto, vitale direi, che ogni esecutore trovi il proprio modus e ogni insegnante si prodighi in scienza e coscienza per aiutare gli allievi: non tutto può o deve essere per forza condiviso. Ma quando una mano destra si contorce in movimenti malamente finalizzati, senza acchiappare le corde o producendo un tremolo, un arpeggio inconsistenti e traballanti o una mano sinistra fa una gran fatica ad arrivare alla fine del pezzo, sorvolando su legati e passaggi difficili con felina nonchalance, allora mi chiedo su quali criteri l' insegnante di quel ragazzo stia insistendo... Non so, forse talune scelte non sono poi così banali e si scontrano con la ripetizione di modelli maestro-allievo spesso granitici e non sempre fortunati.

Qualche tempo fa sul Blog si era parlato di problemi posturali nell’intervista al Maestro Christian Saggese in occasione della sua Cello Guitar, una chitarra a 10 corde che lui suona in posizione verticale, come se fosse un violoncello, lei che ne pensa di questi esperimenti – sviluppi sul modo di fare chitarra?

Ho conosciuto Chirstian alcuni anni fa e nella sua casetta di montagna ci siamo messi a suonare insieme per divertirci un po': è un chitarrista di vero talento e un solido e aperto musicista (ottimo improvvisatore, tra l'altro); se ha deciso di sperimentarsi in una nuova postura, intendendo la chitarra diversamente dal solito, vuole dire che in quel modo ha constatato di potersi meglio esprimere come musicista e chitarrista, e sarò ben lieto di ascoltarlo alla prima occasione che capiti. Sono certo che una ricerca personale, però, non debba sfociare necessariamente in un' opera di proselitismo e Christian, che è una persona intelligente, penso sia il primo a non voler mettere tutti per forza con la chitarra in verticale... Spero registri presto qualcosa, così potremo condividere tutti la musica secondo il suo punto di vista.

Parliamo di marketing. Quanto pensa sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi? E in confronto al passato? Il mecenatismo illuminato è stato semplicemente sostituito dal libero mercato? Com’è la situazione in questo momento, questa crisi si sente o.. è solo psicologica?

La questione non è psicologica, ma concreta: a parte il panorma economico-culturale generale, che non aiuta certo le persone facilmente deprimibili (!), esiste un problema d' interesse da parte del pubblico, di possibilità reale di proporsi e di denaro concretamente disponibile. Senza farla lunga, ogni Paese o continente ha mercati e risorse diversi, approcci alle organizzazioni concertistiche più o meno facili, gusti differenti: ci si deve muovere con intelligenza e assiduità. Certo...negli anni sessanta o settanta c'era una spinta diversa, forse un pubblico e delle organizzazioni più permeabili o più risorse in generale per la cultura: proporsi (a parità di bravura) sarebbe stato più facile e fruttuoso. Non so bene come sia per gli altri strumenti, ma talvolta le cose oggi si complicano perchè spesso le rassegne chitarristiche praticano lo scambio tra organizzatori, precludendo quasi la presenza di altri musicisti in cartellone (a meno che non servano come specchietto di richiamo).Posso capire benissimo le motivazioni di questa scelta, ma è certo che essa finirà per inaridire ancora di più il libero mercato concertistico. In una realtà siffatta si deve meditare bene come muoversi. Scartando a priori come esempi le poche star internazionali che vivono (o hanno vissuto) molto di attività artistica e meno di altro, secondo me si dovrebbe partire da un' analisi innanzitutto individuale: a quale livello artistico sono realmente? Cosa sto proponendo e dove voglio arrivare? Ottenute risposte al possibile lucide e veritiere (non è una battuta!) e appurato che la mia voglia di propormi, di credere in me stesso, di fare davvero il chitarrista sono reali e intimamente solide, allora procederei nel capire in quali ambiti presentarmi e come farlo. Siamo tutti diversi e possiamo proporre cose diverse. Probabilmente c'è sempre uno spazio, piccolo o grande, per tutti, con più o meno soldi e gloria, ma la tua domanda sul marketing farebbe presupporre la possibilità, volendo, di potersi organizzare una vita professionale al pari di un architetto, un medico o un ingegnere; mi chiedo, però, se questo possa avvenire davvero o se fare il chitarrista oggi non preveda compromessi e una articolazione dei propri interessi un po' diversa rispetto alla classica e ormai anacronistica idea di chitarrista-giramondo, che manda in giro qualche proposta e torna a casa dopo qualche anno... Penso si debba lavorare molto sulla originalità e sul peso qualitativo delle nostre proposte, rapportandosi con le persone e le organizzazioni in modo assiduo, al fine di costruire, nel tempo, una rete di date, eventi, impegni. Indubbiamente "sapersi vendere" è importante, ma gli aspetti da risolvere, bravura data per scontata, sono anche altri: tutto può concorrere (anche un po' di fortuna, ovviamente) per accendere una buona professione o meno. Sta di fatto che si deve resistere, magari modulando le proprie aspettative, tenendo in vita i nostri progetti e facendoci conoscere comunque: questo sì, è un consiglio che darei a un giovane chitarrista. Certo, il riscontro lavorativo è importante, ma chi suona lo fa innanzitutto per il piacere di farlo e questo aspetto deve essere preservato.

Il mecenatismo legato alla musica classica si è trasformato in una grande frammentazione di risorse, piccole o grandi, private e pubbliche, gestite e finalizzate in modi diversi. I mecenati esistono ancora oggi, ma ognuno opera con un criterio personale e verso soggetti diversi. Il problema è accedere a queste risorse non occasionalmente, ma con regolarità. In Francia, dopo alcuni anni e garantendo un' attività costante e di una certa consistenza, lo Stato concede un sussidio (tra l'altro non risibile). Da noi questo non avviene e penso mai avverrà.

Per quanto riguarda me e l'autopromozione, il discorso mi si chiarì abbastanza presto e feci una scelta quasi radicale (anche se combattuta e con qualche ripensamento): dato che avevo già provato qualche delusione nel rapportarmi col complicato mondo chitarristico (ma non con quello musicale in generale) -ero giovane e disinteressatamente candido- sapevo di non essere capace di assoggettarmi a questa o quella parrocchia per ottenere qualche favoritismo (pur avendo sempre voglia di imparare da qualcuno, ma questo è un altro argomento) e non volevo snaturare la mia voglia di dedicarmi alla chitarra, decisi di allungare i tempi, costruire le cose che mi interessavano con lentezza artigianale e libertà, anche se con un riscontro concertistico o economico in qualche modo limitati. Oggi non sono affatto scontento di questa scelta, che mi ha permesso di avere una ricca vita personale e di ricevere lo stesso molte gratificazioni dalla chitarra. Questo è avvenuto, naturalmente, anche grazie ad amici che hanno creduto in me, come Frédéric Zigante (per quanto riguarda la sua collana per la Stradivarius e non solo) ed altri. La mia, però, è solo una delle cento strade percorribili.



Berio nel suo saggio “Un ricordo al futuro” ha scritto: “.. Un pianista che si dichiara specialista del repertorio classico e romantico, e suona Beethoven e Chopin senza conoscere la musica del Novecento, è altrettanto spento di un pianista che si dichiara specialista di musica contemporanea e la suona con mani e mente che non sono stati mai attraversati in profondità da Beethoven e Chopin.” Lei suona sia un repertorio tradizionalmente classico che il repertorio contemporaneo … si riconosce in queste parole?

In pieno: un musicista che non sappia emozionarsi (non dico sempre nella stessa misura, ma con vivacità interiore) nel suonare un quasiasi genere colto (tutti: dal '400 a Carter), non capisco come possa esprimere il meglio presentando un solo periodo o addirittura un solo autore: che cosa ci metti dentro se ti manca la reale sedimentazione del resto? In una quinta di Stravinsky non c'è forse tutto un mondo arcaico che emerge? Quando suoni Bach sei una persona, quando suoni Bertotto un'altra, ma entrambe si arricchiscono a vicenda e sono in realtà la stessa, che cresce. Questo vale anche se nell' ambito in cui operi sei uno strumentista specializzato: se suoni la ribeca si presume che i tuoi studi sugli strumenti ad arco siano stati più ampi, no?

Che cosa può aspettarsi un musicista, uno studente che decide di frequentare il vostro corso estivo a Zuccarello?

Beh...innanzitutto il nostro sforzo per condividere competenza ed esperienza, pensando alle necessità di ogni singolo allievo. E poi un approccio più globale ai problemi e tutto sommato anche distensivo, per passare insieme quattro giorni in modo arricchente (anche per noi). Naturalmente, questo è un seminare: si sa che gli stages sono dei suggerimenti e altro è il lavoro costante nel tempo. E poi...Zuccarello è un bel borgo medioevale a un quarto d'ora dal mare ligure e si possono fare delle belle escursioni!

Quali sono i suoi prossimi progetti? Su cosa sta lavorando?

Sto finendo di lavorare a due master registrati da tempo: Barrios/Lauro e Giuliani e al libretto dell'integrale di Bettinelli. Inoltre, devo finire di scrivere un paio di pezzi per chitarra sola e uno per quattro chitarre. Ci vorrà il tempo necessario e mi sa che anche quest' estate vedrò poco la spiaggia...ah ,ah!

Davide Ficco e Mauro Banfi STAGE DI CHITARRA E TECNICHE POSTURALI


Comune di Zuccarello / Associazione La Fucina
4 -5 -6 settembre 2009

Teatro, borgo medioevale.
Zuccarello, Italy

Il corso si rivolge a un numero massimo di dodici musicisti interessati a svolgere insieme due tipi di lavoro: l' approfondimento delle tecniche di studio e posturali chitarristiche, nonchè interpretative più in generale, e una ricerca sul proprio corpo, sia in funzione delle esigenze tecniche dello strumento suonato, che a scopo eventualmente didattico.

Info: Telefono: 3384203309

mercoledì 5 agosto 2009

MILA VILOTJEVIC e GIULIO TAMPALINI in concerto domenica 9 agosto

MILA VILOTJEVIC
soprano del Teatro alla Scala di Milano
GIULIO TAMPALINI
chitarrista

Isola del Garda (Lago di Garda)
Domenica 9 agosto

PROGRAMMA
Manuel De Falla: Siete Canciones populares Españolas(1876-1946) (El paño moruno, Seguidilla marciana, Asturiana, Jota,Nana, Canciòn, Polo)
Heitor Villa-Lobos: Suite popolaire bresilienne (1887-1959) Bachiana Brasileira n. 5
Joaquin Rodrigo: Tres piezas espanolas(1901-1999)
Roberto Gerhard: Sei canzoni ispaniche(1896-1970)

MILA VILOTJEVIC
Mila Vilotjevic è nata a Belgrado dove si è laureata presso il Dipartimento per cantanti-solisti dell’Accademia di musica dell’Università di Belgrado con Irina Arsikin. Nel 1989 ha conseguito anche il diploma in Italia al Conservatorio di Firenze, sotto la guida di Renata Ongaro e Liliana Poli. Si è quindi perfezionata in diversi stati europei, quali Svizzera, Austria e Germania, studiando fra gli altri con Elly Ameling, Julia Hamari, Galina Vishnevskaya, Sena Jurinac, Lora Fisher, Irwin Gage e Giorgio Favaretto. Fin da giovanissima Mila Vilotijevic ha tenuto numerosissimi concerti con un vasto repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, dall’opera ai Lieder e agli oratori. Oltre ad un’intensa attivita in Jugoslavia si è esibita come solista in alcune fra le più importanti città e festival musicali europei: Paris, Bonn, Lisbona, Firenze (La Damnation de Faust diretta da M.W.Chung e Freischütz diretto da W.Sawallisch), Salzburg (Yolanta di Tchaikovsky con Galina Vishnevskaya al Mozarteum).Sono numerose le sue registrazioni realizzate sia in Jugoslavia sia per importanti case discografiche tedesche e inglesi con musiche fra gli altri di Vinko Globokar , Wolfgang Amadeus Mozart e Konjovic.

GIULIO TAMPALINI
Giulio Tampalini è uno dei chitarristi italiani più noti sulla scena concertistica. Vincitore di alcuni dei maggiori concorsi internazionali di chitarra, a cominciare dal primo premio al Concorso Internazionale “Narciso Yepes” di Sanremo (presidente della giuria Narciso Yepes), al T.I.M. di Roma nel 1996 e nel 2000e al “De Bonis” di Cosenza, fino alle affermazioni al “Pittaluga” di Alessandria, al “Fernando Sor” di Roma e al prestigioso “Andrès Segovia” di Granada, tiene concerti da solista e accompagnato da orchestre sinfoniche in tutta Italia, Europa ed America, figurando in importanti rassegne concertistiche e nei maggiori festival musicali. Nel 2001 ha partecipato al Concerto di Natale in Vaticano in onore del Papa. Numerose sono le sue collaborazioni musicali, tra cui quella con le prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Nel 2001 gli è stata assegnata la “Chitarra d’Oro” al VI Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria come miglior talento italiano e nel 2003 il suo doppio CD “Francisco Tarrega: Opere complete per chitarra” è stato premiato con la “Chitarra d’Oro” come miglior CD dell’anno.Nel 1996 ha inciso il suo primo CD per l'etichetta “Concerto” contenente una panoramica musicale del Novecento chitarristico italiano, dalle "Variations à travers le siècles" di Mario Castelnuovo-Tedesco e lo "Studio da concerto" di Giorgio Federico Ghedini fino alla "Sequenza XI" di Luciano Berio, mentre nel 2003 ha pubblicato il doppio CD “Francisco Tarrega: Opere complete per chitarra” premiato con la “Chitarra d’Oro” al Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria come miglior CD dell’anno. Un altro progetto discografico completamente "italiano" lo vede protagonista di una collaborazione con l'etichetta discografica Suonare Records e prevede l'incisione dell'opera omnia per chitarra di Mario Castelnuovo-Tedesco in cinque volumi. Il primo e il terzo volume sono già in commercio e contengono le opere chitarristiche del primo periodo del compositore fiorentino (Sonata, Tarantella, Capriccio diabolico) e la raccolta completa delle Greeting Cards e dei Preludi Mediterranei. Recentemente sono usciti altri CD di Giulio Tampalini contenenti: il Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo per chitarra e orchestra (registrato con l’Orchestra del Festival Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli”), le opere per chitarra sola composte da Angelo Gilardino tra il 2002 e il 2004, tra le quali figura il “Colloquio con Andrès Segovia”, la raccolta completa delle Sei Rossiniane, le Variazioni op. 45 e op. 107 e la Grande Ouverture di Mauro Giuliani. Nel 2008 è stato pubblicato da “Suonare records” il suo DVD contenente l’opera integrale per chitarra sola di Villa-Lobos, progetto realizzato per la prima volta al mondo su video. E’ regolarmente invitato a tenere corsi e masterclass in tutta Italia e all’estero,

Per ulteriori informazioni:
www.giuliotampalini.it
INFO E ISCRIZIONI:
TEL. 328 3849226
TEL. 335 7063657

I Fotografi e la Chitarra Classica

Chuck Rogers #40

Festa Strings

Di Giorgio

Feel The Heat

martedì 4 agosto 2009

Concerto L'Orchestra a plettro Città di Brescia 9 agosto

Associazione Bergamo Chitarra
Centro Studi e Ricerche “ La Chitarra ” - Archivio Chitarristico Italiano
p r e s e n t a n o
“ Liuti Chitarre Mandolini a Bergamo ”

percorsi di storia e cultura musicale in terra bergamasca
Seconda edizione – itinerario: maggio – dicembre 2009
con il patrocinio ed il sostegno degli enti e dei comuni citati
Estate Musicale a Gromo
Quinta Edizione 2009
Omaggio in musica agli storici musici gromesi
Antonio Gonzalez, maestro di Donizetti
Benvenuto Terzi, celebre chitarrista italiano del '900
domenica 9 agosto, 2009 - ore 21.00
" L'Orchestra a plettro Città di Brescia ”
dirige Claudio Mandonico
p r e s s o
Chiesa Parrocchiale, via Don Carminati
curatore artistico Associazione Bergamo Chitarra, Maestro Giacomo Parimbelli
Informazioni
Comune di Gromo: 0346 . 41 128 / Pro Loco Gromo: 0346 . 41 345
l i b er o i n g r e s s o


P r o g r a m m a d i a s c o l t o
Claudio Mandonico (1957)
“Musik for play” allegro, canzona, ritmico
Raffaele Calace (Napoli 1863-1934)
Serenata Romantica
Emanuele Barbella (1717-1777)
Concerto per mandolino e orchestra in Re maggiore
allegro, andantino, giga
Pietro Ragni, mandolino
Giudici Eugenio (Bergamo 1874-1949)
Madrigale per mandoloncello e orchestra
. . . .
Bettinelli Angelo (Treviglio 1878-Milano 1953)
Petite gavotte
Lyon e Yosco
Spaghetti-rag
Simone Salvetti (Breno (BS) 1870 - Darfo (BS) 1932)
Sogno Bizzarro
C. Mandonico
“ T/ de Andrè ” Suite (2005)
Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia”
Claudio Mandonico, direttore


L'orchestra "Città di Brescia" nasce verso la fine degli anni '60 all'intemo del "Centro Giovanile Bresciano di Educazione Musicale. Nel 1974, su iniziativa dello stesso Giovanni Ligasacchi e di Rosa Messora, l'orchestra si costituisce come Associazione, con il preciso intento di rivalutare la tradizione mandolinistica, attraverso il recupero della letteratura originale antica e la diffusione delle composizioni originali moderne. Questo obiettivo viene perseguito in quegli anni dalle numerose iniziative di G. Ligasacchi. Fra queste ebbe rilevante importanza l'organizzazione nel1976 di corsi sui moderni linguaggio nella musica per orchestra a plettro, tenuti dal noto concertista e compositore Siegfried Behrend. Oltre al lavoro didattico e di ricerca, l'orchestra avvia una intensa attività concertistica esprimendosi sempre più a livello internazionale, partecipando con successo ai concorsi di Kerkrade (1974-1978) Ferrara (1979) ed ai festivals di Remiremont, Schweinfurt, Udine, Baden Baden, Logrono ed Atene. l'Orchestra mostra pienamente il proprio impegno nella rivalutazione del patrimonio musicale del mandolino organizzando nel 1985, in occasione del suo decennale la prima “Mostra nazionale di Strumenti a Pizzico", con il patrocinio del Comune di Brescia e della Regione Lombardia , ripetendo l'iniziativa nel 1990. In ambito discografico l’Orchestra, diretta da Claudio Mandonico, produce un LP con brani di Roeser, Calace, Bartok, Joplin e Mandonico (1986), e un CD dedicato a Raffaele Calace (1990,fonè). Fanno seguito importanti concerti, fra i quali quello per l'associazione Musicale "G.Carissimi" di Roma, per il Veneto Festival a Padova, alla Accademia di S.Rocco a Venezia e per il Teatro di S.Carlo a Napoli.


Le recenti produzioni discografiche comprendono:
“Musica per un Momento” ,CD dedicato a Lorenzo Bianchi (1996),
Giacomo Sartori, CD musica da camera per strumenti a pizzico (1996),
Raffaele Calace, CD opere per quartetto e per orchestra (1997, Nuova Era),
Circolo Mandolinistico Italiano, CD Vol. 1 Brescia (1997, Nuova Era),
Christmas with mandolins, CD (1999, Arts),
Claudio Mandonico, opere scelte, CD (Velut Luna, 1999),
“GOH”, incontro casuale, CD (2000, Nuova Era),
Circolo Mandolinistico Italiano, CD Vol. 2 Bs Reprint (2001) ,
L’Adorazione dei magi al bambin Gesù Oratorio natalizio di C.Mandonico (2002, CMI-IMC)
“Spaghetti-Rag” (that Italian Rag)

Video: Antonio Rugolo H. Villa-Lobos