martedì 15 giugno 2010

Intervista con Mauro Tonolli, prima parte


La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il suo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o ha suonato? Qual è il suo background musicale?

Ho iniziato a suonare a sette anni, un po’ per gioco, senza forzature; mi è subito piaciuto fare musica, la chitarra era un mezzo, probabilmente all’inizio uno strumento sarebbe equivalso ad un altro. Col tempo però le sue caratteristiche sonore si sono rivelate affini alla mia sensibilità ed ora farei fatica ad immaginarmi in una veste musicale differente.
Uso tre chitarre classiche con caratteristiche diverse fra loro: un’Alan Wilcox del ’79, un’Albert Müller del 2004 e una Philip Woodfield del 2009. Ho una chitarra acustica Taylor. Per quanto riguarda le chitarre elettriche invece suono una chitarra costruita da me, dalla forma un po’spartana ma con un buon suono, ho montato dei pickups Seymour Duncan che si abbinano bene al mio Mesa Boogie Express 5:50, un amplificatore ottimo. Come effettistica e pedali uso quasi esclusivamente il multieffetto ME-50 e il looper RC-20XL della BOSS
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Come è nato il suo interesse verso il repertorio contemporaneo e quali sono le correnti stilistiche nella quale lei si riconosce maggiormente? Qual’è il suo rapporto coi compositori, In particolare con Nicola Straffelini, di cui lei esegue dei pezzi a lei espressamente dedicati?

Ho sempre avuto interesse per la musica moderna e contemporanea, mi sono avvicinato ad essa prima come ascoltatore e in un secondo tempo come esecutore.
Quando studiavo storia della musica ho avuto una passione per i compositori della generazione dell’’80 e in particolar modo per la seconda scuola di Vienna; ho ascoltato e approfondito la musica di Schönberg, Berg e soprattutto Webern. Sono partito da lì per avvicinarmi poi a tutti i compositori del XX secolo che adesso chiamiamo“accademici”.
I compositori che mi piacciono sono molti, per citare solo alcuni nomi: Maderna, Grisey, Donatoni, Ligeti.
Ho seguito anche per gli americani da Cage in poi fino ad arrivare ai compositori minimalisti come Reich, Glas, Riley e Adams.
Su un binario parallelo tanti ascolti della musica più varia, dal rock alla musica popolare, dal jazz alla musica elettroacustica.
Non ho pregiudizi musicali, non catalogo la musica in generi ma la distinguo tra buona o cattiva, compresi i gradi intermedi.
Tengo molto al rapporto con i compositori, mi piace lavorare con loro e veder nascere dei nuovi pezzi, è stimolante e al tempo stesso formativo. Ho commissionato alcuni brani e ne sto commissionando altri; continuerò su questa strada cercando di fare del mio meglio e sperando, col tempo dovuto, di diventare un punto di riferimento per i compositori.
Nicola Straffelini è un compositore che stimo e apprezzo; ci conosciamo da vari anni, da quando andai da lui per delle lezioni di contrappunto e composizione. Mi interessai subito alla sua musica e così gli proposi di scrivere una serie di brani per chitarra sola e chitarra e violino. Nicola conosceva già la scrittura chitarristica perché aveva usato questo strumento in altri due pezzi: “D’ombra” per chitarra sola e “Aux abysses” per sette strumenti.
Volevo dei pezzi brevi che, a seconda dell’occasione, potessero essere suonati tutti o in parte, potessero essere mescolati, cambiati d’ordine; con una scrittura che, una volta tanto, non fosse solo di accompagnamento ma si imponesse almeno alla pari con il violino, una piccola rivincita!
Fu così che nacque “BIS (preludi, accompagnamenti e postludi per l’Alfabeto Apocalittico di Edoardo Sanguineti”. Ventuno quadri musicali a commento delle altrettante poesie del celebre poeta genovese.
Mi stupii delle dimensioni che raggiunse BIS, più che dei semplici pezzi Nicola Straffelini scrisse la musica per uno spettacolo, questa infatti era la sua idea e quello che abbiamo poi fatto.
Nate per chitarra classica e violino classico alcune lettere si sono “elettrificate”, l’uso della chitarra e del violino elettrici hanno dato la possibilità di giocare con timbri e dinamiche. Delle ventuno composizioni cinque sono per chitarra sola, quelle che ho registrato in Landscape, una per violino solo (non proprio solo perché accompagnato da tre metronomi) e le altre per duo.
Penso realmente che questi pezzi siano di notevole valore per la qualità della scrittura, la ricerca strumentale e lo stretto rapporto con il testo sanguinetiano.
Dopo BIS Nicola Straffelini è tornato un'ultima volta al nostro strumento per scrivere “Il meccanismo di Anticitera”: un pezzo per chitarra elettrica, effetti e looper che ho suonato in prima esecuzione ad un interessante convegno-concerto sul rapporto tra musica e astronomia organizzato dal conservatorio di Trento.

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