mercoledì 2 giugno 2010

Intervista con Paolo De Stefano e Luigi De Leo, seconda parte


Avete studiato con Matteo Mela, Lorenzo Micheli, Sèrgio e Odair Assad, che ricordi avete di questi insegnati e come vi siete trovati con loro?

P: non solo con loro....con un sacco di altra gente. Però hai beccato proprio quelli che mi sono piaciuti di più. Ci sono delle master o delle semplici lezioni, dove trovi un maestro che ti dice poche parole che però cambiano profondamente il tuo modo di suonare e il tuo modo di vedere la musica.
Per me queste persone sono state Lorenzo, Matteo, Sérgio e Odair. E guarda un po' sono i 4 chitarristi con i quali siamo rimasti più in contatto, e con i quali è rimasta anche una bella amicizia.
Non posso dirti che ricordi e che sensazioni ti lasciano certi maestri....non mi basterebbero 10 pagine!!Sono semplicemente Grandi musicisti e Grandi persone.

L: fra tutti loro sono sicuramente quelli che hanno maggiormente segnato il nostro modo di “vedere” e intendere la musica e il modo di suonarla in duo. Matteo e Lorenzo sono due grandi amici che riescono a conciliare mirabilmente il loro carattere da “solisti” formando un duo veramente fantastico; credo sia proprio la loro grande amicizia che permetta a loro di fare tanto, siccome anche tra me e Paolo c’è un’enorme amicizia, subito siamo entrati in sintonia con loro due, riuscendo ad assimilarne la didattica e la musicalità molto facilmente.
Che dire di Sèrgio e Odair, conoscendoli di persona viene da chiedersi: “Ma questi sono davvero il grande Duo Assad?” Ce lo si chiede perché fuori da un palco sono persone semplicissime e dal cuore enorme, in grado di cambiare il tuo modo di suonare con poche parole. Mentre ti parlano, soprattutto Sèrgio, per spiegare qualcosa, il loro sguardo e la loro gestualità diviene un pozzo di conoscenza chitarristica dal quale si rischia di non riemergere più!


E’ uscito di recente il vostro bel cd “Eterna” con musiche di Clarice Assad, Gianluca Fortino, Paolo De Stefano e Sergio Assad, come è nato questo cd e come mai la scelta dell’autoproduzione e della vendita con CdBaby?

P: da molto tempo avevamo intenzione di tirare le somme di questi 9 anni di duo con una registrazione. E' che non volevamo farlo con musiche registrate già da decine di altri duo.
Così abbiamo fatto una scelta un po' coraggiosa direi, e abbiamo deciso di mettere su un progetto discografico dedicato a musiche “giovani”, inedite e mai registrate, e abbiamo scoperto di avere un bel po' di materiale!
Così abbiamo scelto il Trittico di Gianluca Fortino, alcuni miei pezzi, Eterna di Sérgio Assad (un brano meraviglioso che lui ci diede a Chicago e che nessuno ha mai inciso a quanto ci risulta) e ovviamente i lavori di Clarice.
Insomma, a parte Mercador de Sonhos ed Eterna, tutto il cd è orientato su lavori scritti apposta per noi. E la maggior parte delle musiche sono di autori giovani! Direi una bella sfida, ma anche qualcosa che da tempo non vedevo in un cd di chitarra. Un progetto originale, con musiche originali e inedite.
Perchè la scelta dell'autoproduzione? Perchè oggi più nessuno investe sui giovani musicisti o su un nuovo progetto artistico che non sia mirato a far soldi......chiedi a una casa discografica di produrti, gli presenti un progetto e ti dicono : “certo! Però ti compri 500 copie”. E poi la distribuzione non viene fatta bene...Perchè? Secondo me perche non esiste nessuno che voglia investire in un progetto artistico se non per farci su dei soldi.....comprensibile oggi.
Così abbiamo deciso di pagare il lavoro di tasca nostra e di contattare il sito americano cdbaby, che fa distribuzione internazionale a chiunque. Oggi con Internet, si arriva dappertutto. E soprattutto noi crediamo nel nostro progetto!!Ci crediamo come progetto artistico.
Abbiamo stampato 500 copie e abbiamo cominciato a spedirne un po' in giro.
Tramite internet siamo arrivati in un network collegato con più di 200 radio negli Stati Uniti e con l'aiuto di Clarice Assad dovremmo avere una recensione su un'importante rivista di chitarra negli USA. A cosa porterà questo non ne ho idea. Il mercato musicale sta prendendo direzioni diverse rispetto al passato....e noi abbiamo deciso di seguire questa direzione.)

L: nulla da aggiungere


Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea. Come musicisti e chitarristi quanto ritenete che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz?

P: indubbiamente scrivere per chitarra è difficile, ma non impossibile. Credo che un bravo compositore, se vuole scrivere per uno strumento, qualsiasi esso sia, debba per lo meno conoscere la “scrittura” di quello strumento. Se volessi scrivere per quartetto d'archi dovrei di certo studiarmi dei quartetti per capirne la struttura e molto altro, oltre che le potenzialità di questa formazione. Allo stesso modo scrivere per chitarra vuol dire andare ad esplorare il mondo della chitarra stessa, e magari, se un compositore non è chitarrista, riuscire a scrivere delle cose che un chitarrista non scriverebbe. Io scrivo qualche volta, ma non sono un compositore (o per lo meno non mi ritengo tale)… beh certe volte vorrei avere nelle mani il “mestiere e la capacità” di un compositore non chitarrista, per poter scrivere qualcosa di nuovo, di diverso.
Certo, quando un compositore non suona la chitarra, a volte scrive cose un po' “antichitarristiche”; ma Clarice Assad non suona la chitarra da quanto mi risulta e se non ricordo male, tutti i pezzi per chitarra li ha composti al pianoforte (per lo meno quelli presenti sul nostro cd). E i suoi pezzi funzionano molto bene direi!

L: per rispondere a questa domanda bisogna fare una premessa; fino al secolo XX°, dove una figura come Segovia spinse molti compositori NON chitarristi a scrivere per il nostro strumento, i compositori per chitarra furono solo gli stessi esecutori, Paganini, Giuliani, Sor, Aguado, Tarrega solo per citarne alcuni composero o arrangiarono brani per loro stessi. Con l’avvento di un concertista come Segovia, finalmente la chitarra fu presa in considerazione anche dai compositori di professione; va però ricordato che i brani che venivano composti per Segovia da NON chitarristi, spesso venivano dallo stesso musicista riveduti e corretti per poter meglio riuscire sullo strumento (vedi Ponce, Castelnuovo-Tedesco, ecc…) e così ancora ci troviamo a dover fare oggi. Per rispondere alla domanda, presa in considerazione questa premessa dico: sì, si può scrivere e anche bellissimi brani per chitarra pur non essendone appieno conoscitori, purché l’esecutore li affronti con lo spirito di farne risaltare le strutture fondamentali che il compositore aveva in mente, a volte nascoste da artificiosità tipiche di chi non conosce lo strumento


continua domani
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