venerdì 4 giugno 2010

Intervista con Paolo De Stefano e Luigi De Leo, quarta parte


Consigliateci cinque dischi per voi indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta..

P: mhmhmh....domanda difficilissima....io mi porterei via un sacco di cd!...ma seproprio devo scegliere....allora vediamo....Duo Assad “Alma Brasileira”, Egberto Gismonti “Solo”, Keith Jarrett “the Koln concert”, Pat Metheny “Still Life (Talking)”, Sérgio Assad e Gabriele Mirabassi “Velho Retrato”.....

L: Solo cinque? Allora greatest hits di Sting, del Duo Assad (fatto da me), una raccolta di J.S.Bach, Dream Theater “Scenes from a Memory” e altra raccolta di brani di Alex De Grassi.


Quali sono invece i vostri cinque spartiti indispensabili?

P: Quelli che non so a memoria.....ahahahaha!!
Scherzi a parte....Tango Suite di Astor Piazzolla, Suite Retratos di Radames Gnattali, Tonadilla di J. Rodrigo, Baiao Malandro di E. Gismonti e Suite Brasileira di Sèrgio Assad...se parliamo di spartiti per duo di chitarre.
L: quelli che ha elencato Paolo, bellissima musica!

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli vi sentite di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista? Si riesce oggigiorno a sopravvivere occupandosi solo di musica?

P: è molto difficile in un paese dove continuano a tagliare sulla cultura, ma ci sono tante scuole di musica dove poter insegnare e direi che si può sopravvivere. E poi il vantaggio è che non stai in un ufficio a parlare con un monitor di un computer!!....se si vuol vivere di concerti però la vedo dura....veramente dura!!

L: la musica è un arte e quella dell’arte è una strada che va intrapresa solo se si ama quello che si fa. Finché amate la musica e il vostro strumento fate il possibile e l’impossibile per impregnarne la vostra vita, anche se sempre più spesso la nostra società non contribuisce a riscoprire quotidianamente questo entusiasmo.


Con chi vi piacerebbe suonare e chi vi piacerebbe suonare? Che musiche ascoltate di solito?

P: il mio sogno sarebbe suonare con i fratelli Assad (praticamente impossibile) o con Matteo Mela e Lorenzo Micheli, ma anche un progetto con Clarice Assad sarebbe veramente interessante, visto che lei è pianista, cantante e compositrice.
Mi piacerebbe suonare musiche di Gismonti, che non ho mai suonato.
La musica che ascolto è molto varia ma devo dire che negli ultimi anni sono molto affascinato
dal jazz e da tutta la musica che è stata contaminata da questo genere.

L: idem.

Quali sono i vostri prossimi progetti? Su cosa state lavorando? A quando l’uscita del vostro prossimo disco come duo?

P: piano piano!! E' appena uscito il nostro primo cd! Dobbiamo promuoverlo adesso.
Non mi dispiacerebbe dedicare un lavoro a trascrizioni di brani di E. Gismonti.
Ma sarebbe altrettanto bello continuare a promuovere musica nuova e inedita, cercando compositori che hanno scritto o vogliono scrivere per due chitarre.
Adesso abbiamo iniziato a studiare i preludi e fughe per 2 chitarre di M. Castelnuovo Tedesco.
Il prossimo disco credo uscirà quando avremo maturato un nuovo progetto che meriti di essere pubblicato. Ora vorrei davvero suonare un po' in giro.

L: nulla da aggiungere!

Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?

P: La musica arriva là dove le parole non possono arrivare...credo sia sufficiente per rispondere a tutte queste domande.

L: si fa musica perché la si ama, il posto di un musicista nella società odierna è come quello di un innamorato seduto accanto all’amata che non corrisponde il suo sentimento, la musica potrebbe contribuire all’evoluzione di questa odierna società così come farebbe l’amore, solo se venisse ascoltata
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