venerdì 5 novembre 2010

JAMES 'BLOOD' ULMER: una retrospettiva di Alessandro Unfolk Monti, quarta parte

I dischi seguenti, registrati nel 1983 “ODYSSEY” (Columbia-studio) e il relativo concerto al festival di Montreux documentato su “PART TIME“ (Rough Trade-live), vanno in un'altra direzione esplorando la forma del trio in modo originale ma anche spostando il linguaggio musicale verso una forma più accessibile e vicina al rock-blues. La notevole espressività ottenuta da chitarra, violino e batteria unita ad una grande creatività stanno alla base del nuovo corso. Il violino amplificato di Charles Burham é un incrocio tra il tono jazz di Sugar Cane Harris e quello blues di Papa John Creach, mentre nei momenti acustici può ricordare lo stile lirico di Leroy Jenkins, indiscusso re della musica creativa di Chicago. Insomma l'effetto all'ascolto é di sicuro impatto e quel violino aggiunge una magia insolita al tessuto musicale sia in studio che live. Odyssey é da molti ritenuto il capolavoro e la sintesi più riuscita dello stile di Blood, un album in cui il free si interseca al gospel e al country blues con un canto sempre più convincente. Ad eccezione dei brani “Odyssey” e “Swing & Things”, brillanti improvvisazioni ariose, il nuovo album in studio comprende brani cantati più tradizionali ma non meno affascinanti, con le tonalità basse della chitarra semiacustica a duettare con il bellissimo violino. “Little Red House” e il nuovo arrangiamento di “Are You Glad To Be In America?” sono brani piacevolissimi che si fanno ascoltare e riascoltare più volte. C'é un'atmosfera quasi liturgica nel disco che riporta alle funzioni di New Orleans (“Church”) o ai momenti più ispirati del catalogo hendrixiano.



Felice dell'esperimento in trio Blood continua con una nuova combinazione e incide un album assieme a Bill Laswell e il vecchio amico Ronald Shannon Jackson “AMERICA - DO YOU REMEMBER THE LOVE?” (Blue Note 1987). Bill Laswell, a suo agio sia come produttore pop che come guru sperimentale, incoraggia però Blood a cantare di più producendo un album che alla fine sembra il più gradevole e commerciale (in senso positivo) della sua produzione continuando la nuova fase di “blues preacher”, per citare il titolo di un suo disco seguente. La musica di ricerca verrà continuata parallelamente con i Music Revelation Ensemble e Third Rail nel corso degli anni. Di rilievo nella sua produzione seguente anche un disco con archi “HARMOLODIC GUITAR WITH STRINGS” (DIW 1993) che sembra chiudere il cerchio della sua musica: James Blood Ulmer é stato il primo chitarrista a sperimentare il nuovo linguaggio “armolodico” di Ornette con risultati davvero straordinari. Nella produzione attuale, di cui esistono numerosi documenti filmati, il blues diventerà il materiale preferito su cui lavorare come nelle recenti uscite discografiche con Vernon Reid, che anche se più fruibili, restano piene di grande energia e feeling. Non ci resta che concludere questa retrospettiva con alcune parole circa la sua speciale accordatura ad unisono in LA (A): “The guitar I have tuned to a unison tuning, away from the regular tuning of the guitar. No one plays the guitar tuned with all strings tuned to one note!”



Per un'ottima intervista http://www.furious.com/perfect/bloodulmer.html

Alessandro Unfolk Monti
Posta un commento