giovedì 28 ottobre 2010

Intervista con Sergio Sorrentino, terza parte


Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale?


Il dramma dell'uniformità è secondo me il problema numero uno del mondo attuale. Certo, anche gli interpreti ne possono venire contagiati. La musica cambierà quando vivremo in una società diversa. Io ci spero e tramite le mie scelte artistiche cerco di aderire ad un movimento di cambiamento e di protesta, ma la vedo dura...

Più che una domanda .. questa è in realtà una riflessione: Luigi Nono ha dichiarato “Altri pensieri, altri rumori, altre sonorità, altre idee. Quando si ascolta, si cerca spesso di ritrovare se stesso negli altri. Ritrovare i propri meccanismi, sistema, razionalismo, nell’altro. E questo è una violenza del tutto conservatrice.” … ora .. la sperimentazione libera dal peso di dover ricordare?


La sperimentazione dovrebbe condurre l'ascoltatore verso una sempre nuova forma di percezione del ricordo. Una madeleine proustiana sì, ma dalle forme e dai colori mai visti prima.


Qual è il ruolo dell’Errore nella sua visione musicale? Dove per errore intendo un procedimento erroneo, un’irregolarità nel normale funzionamento di un meccanismo, una discontinuità su una superficie altrimenti uniforme che può portare a nuovi sviluppi e inattese sorprese...


Sto componendo proprio adesso un pezzo per chitarra proprio basato sull'esplorazione dei più comuni errori esecutivi. La risposta a questa domanda, sarà tutta lì.


Parliamo di marketing. Quanto pensa che sia importante per un musicista moderno? Intendo dire: quanto è determinante essere dei buoni promotori di se stessi e del proprio lavoro nel mondo della musica di oggi?


E' fondamentale promuovere la propria attività artistica a tutto campo. Oggi ovviamente la parte del leone la fa il web. A me piace avere contatti con diversi blog ed essere presente nei vari social network. In più, mi piace curare ed aggiornare il mio sito personale che è lì, gratuitamente 24 ore su 24, a testimoniare la mia storia, il mio presente artistico ed i miei progetti futuri.

Come vede la crisi del mercato discografico, con il passaggio dal supporto digitale al download in mp3 e tutto questo nuovo scenario? Tutta questa passiva tendenza ad essere aggiornati e di possedere tonnellate di mp3 che difficilmente potranno essere ascoltati con la dovuta attenzione non comporta il rischio di trascurare la reale assimilazione di idee e di processi creativi? Le faccio questa domanda anche il relazione al fatto che lei ha realizzato diversi dischi .. come viene curata la loro distribuzione?


La migliore distribuzione a mio avviso avviene durante i concerti. Hai il contatto diretto con il pubblico e sei sicuro che l'acquirente del cd ascolterà con attenzione la tua opera. La distribuzione capillare (se si riesce a trovarne una soddisfacente) va bene, ma non è l'unico veicolo. Il web ancora una volta risulta essere molto importante...


Ci consigli cinque dischi per lei indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta.. Che musiche ascolta di solito?

I miei gusti musicali sono eterogenei. Ascolto tutta la musica bella: dalla cosiddetta “colta” alla musica rock, dal blues al jazz, dall'etnica al pop fatto bene. Assolutamente su un'isola deserta non potrei fare a meno di Kind of Blue di Miles Davis, Bitches Brew sempre di Miles, dell'Unplugged di Eric Clapton, di qualsiasi registrazione di Benedetti Michelangeli, di Ionisation di Varèse eseguito dall'Ensemble Intercontemporaine e di un disco di musica di Ligeti. Come vedi non sono riuscito a rimanere nei 5!


continua domani
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