lunedì 4 ottobre 2010

"Pietro Gallinotti, storico liutaio di Solero" 9 ottobre 2010


Sabato 9 ottobre a partire dalle 15,30 presso il Castello di Solero avrà luogo la manifestazione musicale "Pietro Gallinotti, storico liutaio di Solero" che intende proporre un omaggio al liutaio Pietro Gallinotti e ai suoi prestigiosi strumenti. L'Assessorato alla Cultura di Solero è l'Ente promotore di questa riuscita iniziativa che coinvolge i Conservatori della città di Alessandria e di Ginevra, nonché l'Archivio Chitarristico Italiano "La Chitarra".
Il liutaio Mario Grimaldi illustrerà una preziosa selezione di strumenti di Pietro Gallinotti con alcune rarità: un violino del 1925 e una delle introvabili chitarre jazz. Quale modo migliore per comprendere l'arte di Gallinotti? Quello di suonare i suoi strumenti in un alternarsi di giovani solisti provenienti dalle due Istituzioni musicali e di noti interpreti - Dora Filippone, Alessio Nebiolo, Elena Parasacco, Giacomo Parimbelli e Pino Russo - impegnati da anni nel progetto Guitare Actuelle che intende proporre il repertorio per chitarra sia solistico che in ensemble in una visione più allargata degli stili musicali e delle tecniche d'esecuzione. Per questa particolare occasione il riferimento alla Belle Epoque e ai primi decenni del '900 è d'obbligo perché Pietro Gallinotti nasce nel 1885.
Si alterneranno varie formazioni impegnate a promuovere la musica dei fratelli Carosio anch'essi alessandrini vissuti a cavallo del secolo con composizioni in trio per mandolino, mandola e chitarra. Questa era una delle tipiche formazioni in cui anche Gallinotti suonava: un omaggio e una proposta di ascolto fuori dal comune che spazia dal classico, al jazz con interventi particolari quali quello del ballo, della presentazioni di fondi musicali, di documenti video, testimonianze, un CD e vari interpreti, tutti impegnati a rievocare Pietro Gallinotti e la società musicale in cui viveva.


Presentazione concerto del 9 ottobre 2010 Solero


E' impossibile scordare Pietro Gallinotti, la sua bottega e Solero. Avevo 14 anni quando mio padre, in una freddissima mattina d'inverno in treno mi portò a Solero per ordinare una chitarra al grande liutaio.
Ricordo i cristalli di neve sul vetro dello scompartimento, il calore confortevole della casa di Gallinotti, la sua camicia azzurra, la moglie Gina, la stufa, l'odore di vernice e legno, e soprattutto lo sguardo del grande Maestro, incorniciato dai capelli bianchi lucenti e di una intensità che si è impressa nei miei ricordi.
Mio padre era in divisa, vigile del fuoco, forse perché pensava che un liutaio così famoso non avrebbe fatto una chitarra per una ragazzina sconosciuta e così giovane. Infatti, a mia totale insaputa, il suo fu subito un rifiuto dettato dal grande lavoro che aveva. Mio padre ha giocato solo due volte l'unica carta che aveva tra le mani quella di chiedere di ascoltare come suonavo e visto almeno che eravamo arrivati fin lì, di provare almeno, una delle sue chitarre. Per me era naturale suonare, nella mia timidezza era l'unico momento in cui il mio animo aveva tregua. Alla fine Pietro disse che la chitarra "per la Dora" forse riusciva a metterla in lavorazione in sei mesi. Questo è stato il mio primo contatto con il territorio alessandrino e con Pietro Gallinotti. Mai avrei pensato a quell'epoca di ritornare lì, come docente di chitarra al "Vivaldi".
Come riunire allora i ricordi di quanti lo hanno conosciuto sia per motivi professionali, sia perché era l'amico con cui suonare o chiacchierare, o era il padre che lavorava con accanto il figlio? Con un omaggio che vuole essere volutamente la composizione di un puzzle, e come si fa in un puzzle bisogna trovare i pezzi e provare ad inserirli al posto giusto, cercarli ed aver voglia, soprattutto di farlo.
Al pubblico che vorrà partecipare a questa giornata del 9 ottobre chiedo innanzitutto di avere tempo e curiosità. Pomeriggio di musica non stop. Non so dire a priori con cosa si incomincerà: c'è molta musica da sentire che ha la funzione di costruire il tavolo da gioco dove verrà composto il puzzle.
E' una curiosa coincidenza la partecipazione della classe di chitarra del M.° Alessio Nebiolo del Conservatoire de Musique di Ginevra con il quale collaboriamo da diversi anni, in quanto il primo riconoscimento importante che Gallinotti ha avuto nel campo della luiteria arriva proprio da quella città nel 1927 con un premio all' "Esposition Internazionale de la musique ". Da quel momento in poi, in meno di dieci anni di lavoro il nome di Pietro Gallinotti sarà annoverato tra i grandi nomi della liuteria internazionale.
Come filo conduttore useremo la sua biografia ma in un modo curioso: sonorizzandola.
Pietro Gallinotti nasce nel 1885. Qual' era la musica che più veniva suonata in quegli anni con i nostri strumenti nelle principali città del Piemonte? Era quella produzione vastissima di pezzi per chitarra e mandolino che venivano pubblicati sulla rivista "Il Mandolino" che era diretta dall'alessandrino Ermenegildo Carosio, compositore famosissimo allora, oggi ingiustamente dimenticato, le cui musiche erano tra le più eseguite.
Pietro suonava la chitarra in quella particolare formazione del quartetto a plettro, Carlo suo figlio ha continuato questa tradizione di famiglia. E noi come studiosi, concertisti ed insegnanti ci siamo impegnati a riproporre all'ascolto, una selezione delle composizioni dei fratelli Carosio - si perché erano due - c'era anche Ettore "maestro di musica" come dichiara all'anagrafe il giorno della nascita del figlio ,nel 1902.
Compositori molto legati al territorio, i titoli parlano chiaro "Nostalgie Alessandrine" "Brezze del Tanaro" e poi polke, walzer , mazurche. E perché non far intervenire anche due persone appassionate di danza per far ricordare o per far vedere a chi non l'ha mai visto, come si ballavano queste danze, quali erano i passi.
La musica dal vivo è stata sempre importante e i ballabili erano al centro delle vita cittadina, dei paesi, delle feste e si suonava. Questo era un aspetto dell'ambiente musicale del tempo, l'altro era una musica più ricercata, legata agli ambienti accademici, alle stagioni concertistiche e teatrali. Anche qui abbiamo ricchezze di nomi e di figure da riproporre: si parla del compositore Desderi, della moglie di Respighi sconosciuta compositrice, di Barbieri che dedica le sue composizioni ai fiori.
Protagoniste oltre ai brani, le chitarre di Gallinotti, che nella sua vasta produzione hanno cambiato aspetto nel corso degli anni per l'incessante ricerca che anima da sempre i grandi liutai. E accanto alla produzione più nota ecco un violino del 1925 proprietà del Conservatorio "Vivaldi" perfettamente conservato e restaurato con il quale ascolteremo pagine inedite di Leonard De Call compositore austriaco di metà '800 noto per le sue serenate.
Ma il colpo di scena è la chitarra jazz. Pochi sanno che Pietro ne costruì qualcuna e noi vogliamo anche omaggiare chi l'ha suonata a partire dagli anni '50 il M.° Piero Gosio, straordinario chitarrista mancino che aveva elaborato una tecnica tutta sua per suonare la chitarra attraverso documenti filmati inediti e l'esecuzione di brani di jazz da parte di Pino Russo, titolare da molti anni della cattedra di chitarra jazz al Vivaldi.
Il nostro omaggio volge al termine rimarrà solo il ricordo? Non basta per preservare il passato ci vogliono gli strumenti della cultura e il fatto di avere con noi la Direttrice della Biblioteca del "Vivaldi" è un segnale importante. Ho incontrato un collezionista editore molto attivo ad Alessandria che cerca in modo instancabile di ricostruire la vita della città che ai primi del '900 era ricchissima di avvenimenti culturali e mondani, quasi una piccola Parigi. E' difficilissimo perché mi ha confessato, che qui in Alessandria si butta via tutto quello che appartiene al passato. Ci sono dei buchi clamorosi causati da gesti leggeri che oggi lasciano l'amaro in bocca. La Biblioteca del "Vivaldi" ha una particolarità, data dalla cura di chi la dirige: si sa che è particolarmente attenta alla ricostruzione e conservazione, di questo patrimonio legato al territorio in cui opera e per questo ha avuto nel corso di questi anni, alcuni lasciti musicali importanti da parte di persone che non volevano che questo patrimonio andasse perduto. Un altro segno concreto è il CD di Giacomo Parimbelli che si aggiunge ai molti che sono stati realizzati con le chitarre Gallinotti ma dedicato al repertorio italiano dei primi '900, che oggi è al centro di una riscoperta editoriale e discografica.
Inoltre questo concerto vuole essere un segno augurale: qui a Solero nell'edificio del Castello, l'amministrazione comunale, ha deciso di dedicare alcuni spazi alla Biblioteca e alla nascita del Museo dedicato a Pietro Gallinotti.
La professione del liutaio oggi è difficile e deve essere sostenuta dalle nuove generazioni di musicisti. Per questo abbiamo voluto con noi oggi il liutaio Mario Grimaldi, a cui il figlio Carlo Gallinotti ha voluto donare in segno di stima, molti oggetti della bottega del padre perché continui la tradizione della costruzione delle chitarre sul territorio alessandrino.


Dora Filippone
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