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sabato 24 settembre 2011

2008: Jozef van Wissem - A Priori (Incunabulum 009/Audiomer CD/LP)




Il suo disco minimalista. Di un minimalismo però più vicino alle "gymnopédie" di Satie, utilizzando permutazioni basate su un numero limitato di note. Sentieri basati su grappoli di tre note, che lentamente permutano, cambiano, si biforcano costringendo a un ascolto concentrato per riuscire a capire quando avvengono le svolte impercettibili che portano a una struttura musicale nuova.
Come scrive lo stesso Tibet nelle note che accompagnano il cd (avvolto in una custodia cartonata decorata da disegni e simboli quasi esoterici in linea con il nome della label discografica di Van Wiessen) questo disco dalla durata intelligentemente breve (solo 37 minuti) e non “vessatoria” sembra rappresentare uno sforzo di concentrazione e di astrazione temporale. A un primo ascolto non dice nulla. Bisogna sforzarsi e allora come in un quadro zen cominciano a delinearsi strutture, processi e disegni racchiusi in una sorta di bolla temporale dalle pieghe barocche.

venerdì 23 settembre 2011

2001: Jozef van Wissem - Narcissus Drowning (Persephone 003



Anche in Narcissus Drowning il risultato non cambia, al musica mantiene quel certo senso di straniamento contemporaneo. La struttura dei brani è rigoramente moderna, lasciando afferrare qua e là qualche accenno e rimando rinascimentale che rapidamente scompare nel mare sonoro che contraddistingue la musica di Van Wiessem. La musica è piacevole, rilassante e scorre tranquilla e sorniona. Ma i conti non tornano. Non si tratta di easy listening o di piattume ricamato alla Giovanni Allievi. L’orecchio torna a chiedere un nuovo ascolto rivelando via via una struttura e un contrappunto musicale cangiante e mutevole che non stanca, non è banale, non si esaurisce in pochi ascolti, non è sterile tappezzeria sonora. Affascinano, lo ammetto, quei suoni che escono dalla camera del tempo, c’è un certo non so che alla Arcimboldi, guardi il quadro una volta e vedi una faccia, lo riguardi e scopri che è un insieme di verdure e di frutta, ci torni ancora e scopri nuovi dettagli e che se rovesci il quadro scopri un’altra faccia o un paesaggio … quello sche sembrava semplice denota invece una interessante complessità e un progetto e un lavoro non indifferente.

giovedì 22 settembre 2011

2000: Jozef Van Wissem - Retrograde, A Classical Deconstruction (Persephone 002)




Come già scritto in precedenza, la maggior parte dei lavori di Jozef van Wissem sono basati sull'applicazione dell'immagine a specchio sulle composizioni con il liuto, lavoro idiomatico per le tablature del liuto del 1600 d.C. Grazie a degli studi compiuti a New York City insieme a Patrick O'Brien, il buon Van Wiessem ha scoperto infatti che, a partire dal Medioevo, una delle varianti del cantus firmus, ossia la melodia data, è la riproduzione al contrario della stessa. La prima applicazione da parte di Van Wissem di questo metodo è risultato nella pubblicazione dell'album Retrograde. A Classical Deconstruction (Persephone 002), nel quale il compositore ha scritto centinaia di tablature classiche del liuto come fossero immagini specchiate, copiandole a partire dall'angolo in basso a destra per finire a quello in alto a sinistra. A queste inversioni, o palindromi musicali (tipiche anche di certi assoli scritti da Frank Zappa per Steve Vai) sono state aggiunte nuovi temi, accenti e ritmi. Il tutto è stato poi rimescolato, tagliato, cambiato di posto, mischiato ed amalgamato insieme creando lavori totalmente nuovi, sulla falsa riga, dicevamo, di quanto fatto dallo scrittore William Burroughs per i suoi romanzi. Il risultato di questo suo radicale approccio al liuto rinascimentale è una musica che non segue una tradizionale progressione lineare né sfocia in un climax, ma piuttosto rimane sullo stesso livello di intensità e di tranquillità.

martedì 20 settembre 2011

Jozef Van Wissem


Van Wissem possiede tra l’altro è il titolare dell'etichetta discografica Incunabulum, e ha lavorato e collaborato con artisti quali Maurizio Bianchi, James Blackshaw, Tetuzi Akiyama, Current 93, David Tibet e Gary Lucas. Con Blackshaw ha formato il duo Brethren of the Free Spirit, il quale ha pubblicato due lavori con la Important Records. La rivista The Wire (nume tutelare britannico della stampa dedita alla musica di avanguandia) ha definito il suo album solista Stations of the Cross un "piccolo capolavoro".
Negli ultimi 10 anni sono usciti diversi sui lavori, creando una discografia significativa:

  • 2000: Jozef van Wissem - Retrograde, A Classical Deconstruction (Persephone 002)
  • 2001: Jozef van Wissem - Narcissus Drowning (Persephone 003)
  • 2002: Gary Lucas e Jozef van Wissem - Diplopia (BVHaast 0103)
  • 2003: Jozef van Wissem - Simulacrum (BVHaast 0104);
  • 2004: Tetuzi Akiyama e Jozef van Wissem - Proletarian Drift (BVHaast 0404)
  • 2004: Gary Lucas e Jozef van Wissem - The Universe of Absence (BVHaast 0105); The Wire Tapper 12, CD compilation della rivistaThe Wire; Reduce stress in just over an hour, CD compilation della stazione raido WFMU
  • 2005: Lost in the Afternoon - CD compilation della stazione raido WFMU; Jozef van Wissem - Objects in Mirror are closer than they appear (BVHaast 0905)
  • 2006: Jozef van Wissem - A Rose By Any Other Name, Anonymous Lute Solos Of The Golden Age (Incunabulum 001)
  • 2007: Jozef van Wissem and Tetuzi Akiyama - Hymn for a Fallen Angel (Incunabulum 003)
  • 2007: Jozef van Wissem - Stations of the Cross (Incunabulum 004)
  • 2008: Brethren of the Free Spirit - Duetto di liuto barocco a 12 corde con James Blackshaw, CD/LP (audioMER 2008)
  • 2008: Jozef van Wissem - A Priori (Incunabulum 009/Audiomer CD/LP)
  • 2008: The Garden of Forking Paths - (Important Records)
  • 2008: Brethren of the Free Spirit - The Wolf also shall dwell will the Lamb (Important Records)
  • 2009: Jozef van Wissem - It Is All That Is Made (Important Records)


Dato il suo approccio “alla Burroughs” e una certa attitudine “Do It Yourself” quasi di estrazione underground è molto probabile che il signor Van Wiessem sarebbe risultato simpatico a Lester Bangs. In ogni modo ha suscitato la mia sincera curiosità dato che nella mia discoteca hanno trovato posto tre suoi lavori, l’iniziale Retrograde, A Classical Deconstruction, uscito su Persehone nel 2000, il seguito Narcissus Drowning del 2001 e A Priori del 2009 uscito per la sua etichetta Incunabulum.



lunedì 19 settembre 2011

Jozef Van Wissem


Jozef Van Wissem è un bel tipo. Nelle foto sui suoi dischi e su internet appare sempre con lo stesso look: capelli biondi a caschetto, vestito rigorosamente di nero, faccia allegra come quella di un funerale, l’aria metidabonda e persa tra l’emo e il dark metal.
Insomma non ispira molta allegria, semmai una certa attitudine tardo romantica, meglio quindi passare all’ascolto dei suoi dischi che sono delle piacevoli sorprese.
Jozef van Wissem è infatti rinomato per il suo approccio inusuale al liuto del Rinascimento ed al liuto barocco, probabilmente gli strumenti meno usuali nel mondo della musica contemporanea.
La sua attitudine è quella conservare la tecnica classica del liuto mettendola a disposizione di un approccio completamente moderno e contemporanea, copiando ed incollando tra loro brani classici con meccanismi vicini al cut “and paste” letterario di William Burroughs, invertendo le melodie, aggiungendo pezzi e basi elettroniche ed infine registrando il tutto. Cosa che mi piace moltissimo, Van Wissem, nonostante l’uso di sottili manipolazioni elettroniche del suono, rimane in larga parte fedele al timbro ed alla risonaza particolari del liuto, oltre che alla tecnica classica utilizzata per suonare lo strumento. Il risultato è un certo piacevole senso di “stordimento” musicale come se vedessi passare una carrozza con i fregi e gli stucchi settecenteschi ma a propulsione solare.
Grazie a questo suo approccio concettualmente radicale Van Wissem ha iniziato ad essere conosciuto dal pubblico qualche anno fa, anche grazie al grande quantitativo di collaborazioni che vanta con musicisti e artisti appartenenti a qualunque genere (e sotto genere) musicale.