giovedì 13 novembre 2014

Drake Angeli duo - Full concert


Isole che Parlano Festival Internazionale -15 settembre 2013 - ore 18.30 - Cine Teatro Montiggia, Palau - Hamid Drake batteria, voce - Paolo Angeli chitarra preparata, voce. - Captured Live on Ustream athttp://www.ustream.tv/channel/isole-c...

mercoledì 12 novembre 2014

Guitars Speak: la chitarra di Noël Akchoté


Download Podcast

Questa sera alle 21 ascolteremo le musiche di Noel Akchoté. Chitarrista jazz, improvvisatore, compositore, esponente della free music, Noel Akchote è un musicista dotato di doti singolari. Nel corso della sua lunga e intensa carriera ha sviluppato un singolare interesse per la musica polifonica vocale medioevale e rinascimentale. In questa puntata ascolteremo i suoi arrangiamenti per chitarra delle musica di Orlando di Lasso, Gesualdo di Venosa, Guillaume de Machaut, Claudio Monteverdi e Giovanni Pieluigi da Palestrina.




This night we will listen to Noel Akchote's music. Jazz guitarist, improviser, composer, a free music devote, Noel Akchote is a musician with unique qualities. During his extensive and long career and has developed a unique interest in the Medieval and Renaissance vocal polyphony. In this Guitars Speak's episode we will hear his guitar arrangements of the music of Orlando di Lasso, Gesualdo di Venosa, Guillaume de Machaut, Claudio Monteverdi and Giovanni Pierluigi da Palestrina.

http://radiovocedellasperanza.it/



martedì 11 novembre 2014

Ensemble Phoenix Basel playlist on Blog Chitarra e Dintorni



Portrait: Ensemble Phoenix Basel – at home and around the world
Personnel
The Ensemble Phoenix Basel was founded in 1998 by Swiss conductor and pianist Jürg Henneberger, flutist Christoph Bösch and percussionist Daniel Buess. Right from the start, this highly versatile orchestra for contemporary music had a significant impact on the cultural scene of its home city. Today, it is one of the most important groups of its kind in Switzerland and has also gained an international reputation.
The number of musicians onstage can range from two to almost thirty, making the ensemble ideally suited for performing the works of contemporary composers. This might be fairly common practice in companies these days, but what gives the Ensemble Phoenix Basel its unique edge is how it incorporates, and is driven by, the impulses and preferences of its individual members.

http://www.ensemble-phoenix.ch/


Ensemble Phoenix Basel in concert

Ensemble Phoenix Basel                                                    logo phoenix  
phoenix
«eclipse of reason»


Sonntag 16. / Montag, 17. November 2014, 20.00 Uhr, Gare du Nord Basel 
 

Programm:

Maja Solveig Kjelstrup Ratkje (*1973):And Sing While Thou On Pressed Flowers Dost Sleep für Ensemble und Tonband (2012) - 21'
 

Olivia Block (*1970): Ten Signals for two percussions,
electronics, flute and clarinet (2014, UA) - 10'  
 
Volker Heyn (*1938): eclipse of reason für weibliche Stimme, vierzehn Instrumentalisten und Tonband (2007-11) - 23'
Anne-May Krüger - Mezzosopran

Ensemble Phoenix Basel:
Christoph Bösch - Flöten
Toshiko Sakakibara - Klarinette, Bassklarinette
Remo Schnyder - Sopran-/Baritonsaxophon
Miguel Perez - Fagott
Michael Büttler - Posaune
Maurizio Grandinetti - E-Gitarre
Daniel Buess - Schlagzeug
Daniel Stalder - Schlagzeug
Helena Bugallo - Klavier
Samuel Wettstein - Klavier/Synthesizer
Sebastian Gottschick - Violine
Lisa Rieder - Violine
Caterina Comas - Viola
Martin Jaggi - Violoncello
Aleksander Gabrys - Kontrabass
Thomas Peter - Elektronik
Christof Stürchler - Klangregie

Jürg Henneberger - Leitung
           
 


 "Eclipse of Reason" hiess ein Buch, das Max Horkheimer nach dem Zweiten Weltkrieg in den USA veröffentlichte, und in dem er sich mit der Frage auseinandersetzt, wie es den Nazis gelang, ihre Politik als "rational" zu positionieren. Volker Heyn nimmt darauf keinen direkten Bezug; er zitiert in seinem Stück eclipse of reason aus einem anderen Buch, nämlich "Imperium der Schande" (2005) von Jean Ziegler. Ziegler zeichnet darin aus seinem Erleben als UNO-Beauftragter die desaströsen Spuren nach, die die Profit-Mechanismen multinationaler Konzerne nach wie vor in der Dritten Welt hinterlassen. Wie Ziegler nimmt Heyn in seinem Stück für weibliche Stimme und grosses Ensemble kein Blatt vor den Mund, der «Ton» ist durchaus nicht nur durch die Texte anklagend, ja scharf, sondern gerade auch in den instrumentalen Interventionen etwa der zwei um einen Viertelton gegeneinander verstimmten Klaviere.Eine zentrale Stimme wirkt auch im Stück der norwegischen Komponistin Maja Solveig Kjelstrup Ratkje. Sie ist jedoch nur über einen Sampler (mit unbearbeiteten Aufnahmen) verfügbar, und dient als Materialvorlage für die Instrumentalklänge wie auch für zeitliche Proportionen, etwa über die spektrale Analyse von Multiphonics. Der Titel des Stücks And Sing While Thou On Pressed Flowers Dost Sleep enstammt dem dritten Akt von A Midsummer Night's Dream von William Shakespeare.Von der amerikanischen Komponistin Olivia Block wird ein neues Stück zu hören sein. Block widmet sich mit Vorliebe in ihren Performances dem Prepared Piano, häufig in Ergänzung von Live-Elektronik. Für dieses Werk hat sie sich nun allerdings entgegen dem ursprünglichn Plan für zwei Schlagzeuger entschieden.
André Fatton 

Ensemble Phoenix Basel Website
Gare du Nord Basel

lunedì 10 novembre 2014

Recensione di Deghe di Paolo Angeli e Hamid Drake, Arti Malandrine 2014


Paolo Angeli e Hamid Drake tornano a suonare e a registrare assieme, approfittando della cornice live offerta dal Festival Isole Che Parlano nel 2013. La dimensione live è sicuramente quella che meglio si confà per questi due musicisti che in questo secondo loro cd in duo (dopo l'ottimo Uotha uscito per l'italiana Auand) confermano le loro rispettive doti creative di eccellenti improvvisatori dotati di un intuito e una reciproca empatia davvero fuori dal comune.
Se vi state chiedendo come mai nelle foto che accompagnano questa recensione vedete il cd accompagnato da un dolce è perchè mentre lo ascoltavo ho preparato una versione personale di tiramisù, per la festa di compleanno di mio figlio. I golosi troveranno la ricetta del tiramisù Angeli-Drake alla fine della recensione.
Ma torniamo alle musiche. Rispetto al precedente disco in duo si sente che è passato del tempo e che nel frattempo questi due musicisti hanno aumentato il loro personale bagaglio di percorsi creativi musicali. C'è molto Mediterraneo in questo concerto, c'è profumo di Andalusia e di Flamenco, di Sardegna e di musica araba, di jazz e di rumore, di Bjork e di Corsica. Paolo Angeli continua sul percorso delineato nel recente lavoro solista Sale Quanto Basta senza dimenticare il passato, lo testimoniano l'eccellente versione di Joga di Bjork e Scampoli di Corsica. Ascoltare Paolo Angeli significa sempre di più non solo ascoltare le musiche di un grande musicista ma aderire a un percorso creativo-evolutivo dove la tradizione accetta di essere rinnovata e incrementata e dove l'avanguardia consciamente paga i proprio tributi alla musica popolare. Ben pochi sono riusciti con così grande abilità a gestire questi due pesanti bagagli.
 


 
Ricetta Tiramisù Angeli Drake
 
Ingredienti:
-  1 cd Deghe
- 250 gr. di ricotta
- 250 gr. di mascarpone
- savoiardi
- cioccolato fondente sminuzzato
- 2 pesche
- 2 cucchiai di zucchero
- caffè
 
Prendete il cd Deghe e mettetelo sul vostro impianto audio e fatelo partire. Mentre ascoltate la musica del duo cominciate a unire e a sbattere assieme con una frusta lo zucchero con la ricotta, una volta morbida aggiungete il mascarpone e mescolate e sbattete finchè non diventa una crema omogenea a cui aggiungere i pezzetti di cioccolato fondente.
Preparate un piatto di portata e immergete i savoiardi velocemente nel caffè amaro e disponeteli a strati alternando la crema e i savoiardi.
Tagliate finemente a fettine le pesche, mettetele su una teglia con sopra la carta da forno, cospargetele di zucchero e mettetele in forno a 180 gradi per 15 minuti in modo che si caramellino. Una volta raffreddate usate per guarnire il dolce.
Buon appetito. Ricordatevi però che questo dolce riuscirà solo se nel farlo ascolterete il cd di Paolo Angeli Hamid Drake. Viceversa la crema impazzirà. Siete stati avvertiti.


sabato 8 novembre 2014

CORSO DI PERFEZIONAMENTO CHITARRISTICO Docente EMANUELE SEGRE

“ASSOCIAZIONE CULTURALE E MUSICALE DE FALLA”
Bari

CONCERTO E MASTERCLASS

 12 - 13 - 14 Dicembre 2014
CORSO DI PERFEZIONAMENTO CHITARRISTICO
( per solisti , ensemble e formazioni da camera )

Docente

EMANUELE SEGRE
  
Infotel: 347.6052769
Associazione Culturale e Musicale “DE FALLA - ”Bari 


Emanuele Segre - Definito al suo esordio americano “a musician of immense promise” (The Washington Post), ha suonato come solista con Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca, con la English Chamber Orchestra diretta da Salvatore Accardo, la Rotterdam Philharmonic Orchestra, i Solisti di Zagabria, la European Community Chamber Orchestra, l’Orchestra da Camera Slovacca, la Süddeutsches Kammerorkester. Ha inoltre collaborato con l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha suonato in duo con Patrick Gallois.
Il chitarrista Emanuele Segre ha eseguito concerti a New York, Los Angeles, Boston, San Francisco, Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna, Salisburgo, Praga, Berlino, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Madrid, Roma, Istambul, Varsavia, Seul.
Negli Stati Uniti ha tenuto Recitals al Jewish Theological seminary di New York e al B’nai B’rith National Jewish Mueum di Washington; a Londra, si è esibito alla Wigmore Hall per ‘Art Festival; in Israele ha tenuto concerti e masteclass alla Bar-Jlan University di Tel Aviv, al Festival estivo della Jerusalem Academy of Music a Mizra, un concerto con la BeerSheva Sinfonietta in occasione di un Festival internazionale al Museo d’Arte di Tel Aviv e Recital al teatro Sherover di Gerusalemme. È stato invitato a partecipare a prestigiosi Festival internazionali quale quello di Marlboro (USA), quello di Bratislava (Cecoslovacchia), di Stresa e Settembre musica (Italia), le “Semaines Musicales de Tours” e il “Festival de Radio France et de Montpellier” (Francia), il Festival di Bregenz (Austria).
Ha vinto numerosi concorsi, tra i quali, nel 1987 a New York, l’East & West Artists Prize che gli ha offerto il debutto alla Carnegie Recital Hall e il Pro Musicis International Award. Nel 1989 è stato selezionato per l’”International Rostrum of Young Performers” dell’UNESCO.
Jean Françaix gli ha dedicato il suo concerto per chitarra e orchestra che egli ha anche inciso per la casa discografica WERGO.

Segre ha registrato vari altri CD per la DELOS, CLAVES, AMADEUS e altre case discografiche.
Nato nel 1965, ha studiato con Ruggero Chiesa al Conservatorio di Milano, dove si è diplomato con lode e menzione speciale, seguendo successivamente corsi di perfezionamento con Julian Bream e John Williams. Ha studiato anche violino e composizione.

venerdì 7 novembre 2014

L'arsenale 2014 Nuova Musica a Treviso

L'arsenale 2014

Nuova Musica a Treviso

Con Novembre arriva la nuova rassegna de L'arsenale.
Sabato 8 alle 20:45 nella sede museale di Santa Caterina, i 40 coristi dell’Astra Choir di Melbourne apriranno la sesta edizione di Nuova Musica a Treviso con un programma che percorre con grande originalità quasi un millennio di musica corale.
I concerti proseguiranno poi nella chiesa di San Gregorio.
Le domeniche quest’anno prenderanno la forma del concerto-aperitivo. Domenica 9 alle 17:30, Fie Schouten, da Amsterdam, ci proporrà un programma dedicato al clarinetto basso.
Venerdì 14 alle 20:45 sarà la volta dell'ensemble tedesco Horizonte diretto in questa occasione dal compositore Valerio Sannicandro.
Gli ultimi due appuntamenti della rassegna vedranno domenica 23 alle 17:30 il pianista de L’arsenale, Roberto Durante, in un concerto solistico per pianoforte amplificato e sabato 29 alle 19.30, l’ensemble L’arsenale al completo che, dopo gli ultimi concerti a Timisoara e Wroclaw, ci presenta un programma basato sugli ultimi lavori realizzati per il suo inconfondibile organico.

SABATO 08 ore 20:45
Museo di Santa Caterina

The Astra Choir
John McCaughey, direttore
Catrina Seiffert, soprano
Matthew Thomson, tenore
Jerzy Kozlowski, basso

The Astra Improvising Choir
Joan Pollock, direttore

Kim Bastin, organo

Musiche di D. Dediu, H. von Bingen, E. Gyger, G. Pauletta, H. Schütz, A. Schoenberg, C. Gesualdo, G. Verdi

DOMENICA 09 ore 17:30 
Chiesa di San Gregorio

Fie Schouten, clarinetto basso

Musiche di M. Kagel, R. Hirs, R. de Raaff, D. Dramm, I. Henneman, Friessen/Halley

VENERDì 14 ore 20:45 
Chiesa di San Gregorio

Ensemble Horizonte
Sabine Ochsenhofer, flauto
Jörg-Peter Mittmann, oboe
Merve Kazokoglu, clarinetto
Helene Schütz, arpa
Mareike Neumann, violino
Maria Pache, viola
Johannna Zur, violoncello
Valerio Sannicandro, direttore

Musiche di J. Combier, M. Kishino, Y. Pagh-Paan, J. P. Mittmann, S. Sciarrino, V. Sannicandro, I. Xenakis, J. Darbellay

DOMENICA 23 ore 17:30 
Chiesa di San Gregorio

Roberto Durante, pianoforte amplificato

Musiche di G. Scelsi, F. Perocco, G. Crumb, F. Liszt, M. Kagel

SABATO 29 ore 19:30 
Chiesa di San Gregorio

Ensemble L'arsenale
Livia Rado, soprano
Ilario Morciano, sax
Igor Zobin, fisarmonica
Lorenzo Tomio, chitarra
Roberto Durante, pianoforte e synth
Filippo Perocco, direttore

Musiche di P. Perezzani, M. Longo, G. Malancioiu, F. Perocco, L. Tomio

http://festival.larsenale.com/

Biglietto: 3€ concerto singolo
info: segreteria@larsenale.com
tel: +39 338 8640153

Cinzia Milani playlist on Blog Chitarra e Dintorni


Cinzia inizia giovanissima lo studio della chitarra classica e si diploma da privatista, all’ età di 18 anni, al Conservatorio “A. Boito” di Parma. Dopo aver studiato con diversi insegnanti, approfondisce la tecnica chitarristica con il Maestro Mauro Storti, famoso ed apprezzato didatta. In seguito studia analisi interpretativa con il compositore argentino Oscar Roberto Casares, con il quale amplia anche l’interpretazione del repertorio musicale argentino....

http://www.cinziamilani.com/biografia.htm


giovedì 6 novembre 2014

Recensione di Guitar di Cinzia Milani, Amadeus Paragon 2013


Terza prova discografica per Cinzia Milani, già allieva di Mauro Storti e qui alle prese con un repertorio a metà strada tra il neo classico e il contemporaneo. Rispetto ad altri suoi colleghi la Milani sembra aver scelto una strada sì legata alla contemporaneità ma  contemporaneamente (scusate il gioco di parole) aperta anche alla tradizionale melodicità insita nello strumento classico. Il libretto che accompagna il cd parla infatti di “un viaggio dal Novencento a oggi, iniziato da Castenuovo-Tedesco .. continuando con Domeniconi e le sonorità dell’incontro tra occidente e oriente date anche dall’accordatura particolare dello strumento, passando per Prandi e Margola .. per arrivare alla contemporaneità mediterranea di Betta e all’incontro tra chitarra e elettronica con Cacciola”, tutto assolutamente vero.
La sensazione è quella di un viaggio con e attraverso la musica, eseguito e gestito in maniera tale da creare un senso ideale di movimento e di delicato equilibrio tra le musiche registrate dal cd.  Confesso di aver maggiormente apprezzato i lavori di Prandi, Margola, Betta e Caciolla, nulla di personale contro Castelnuovo-Tedesco e Domeniconi, ci mancherebbe, semplicemente di questi brani, tra l'altro ben eseguiti da Cinzia Milani, avevo già avuto modo di ascoltare altre interpretazioni (segnalo che Milani ha scelto di eseguire il Capriccio Diabolico senza tener conto degli interventi e delle modifiche operate da Segovia) e quindi la mia attenzione si è accentrata sui brani di "fresca" composizione.

Davvero un bel lavoro, come potete leggere nell'intervista, Cinzia Milani sembra aver davvero imboccato un percorso creativo davvero interessante.

mercoledì 5 novembre 2014

Festival Corde d'Autunno 2014 Carlo Marchione a Milano - Masterclass e Concerto

Festival Corde d'Autunno 2014

Carlo Marchione a Milano - Masterclass e Concerto


Scarica il MANIFESTO

per pronatare clicca qua
 

Prossimi Eventi

Sabato 8 novembre 2014 dalle ore 14:00
mostra di liuteria: Angelo Vailati - Danilo Bazzana - Roberto Rozado
Masterclass - Carlo Marchione

Domenica 9 novembre 2014 ore 18:00 

CARLO MARCHIONE

Mostra di liuteria domenica 9 novembre apertura alle ore 15:00
prova comparata degli strumenti alle ore 16:00 

Angelo Vailati - Danilo Bazzana - Roberto Rozado



Altri apputamenti:
Sabato 13 dicembre 2014
Masterclass - Marco Socias
Domenica 14 dicembre 2014 ore 18:00
MARCO SOCIAS
 
Domenica 18 gennaio 2015 ore 19:00
Concerto Orchestra di Chitarre

Domenica 8 febbraio 2015 ore 19:00
Concerto di Chiusura - Orchestra Corde d'Autunno e Andrea Dieci
a

 
Per informazioni sui concerti, masterclass, orchestra di chitarre e mostra di liuteria visitare il sito  www.cordedautunno.it 

artisti 2014: Carlo Marchione, Marco Socias, Pietro Locatto, Elisa La Marca, Duo Ida Presti, Andrea Dieci e Marta Dolzadelli
Docenti: Paolo De Lorenzi - Tommaso Iannello - Marco Ramelli -  Marco Cristofaro -  Matteo Staffini

Guitars Speak: la chitarra di Les Paul


Download Podcast

Questa sera alle 21 ascolteremo suonare su Guitars Speak il grande Les Paul, al secolo Lester William Polfuss (Waukesha, 9 giugno 1915 – New York City, 12 agosto 2009), è stato un chitarrista e inventore statunitense. È stato il creatore della celebre chitarra che porta il suo nome (Gibson Les Paul), la prima solid body della storia. A lui è inoltre accreditata l'invenzione della registrazione multitraccia e di effetti come il delay. 

This night at 21 on Guitars Speak we will listen to  the great Les Paul, born Lester William Polfuss (Waukesha, June 9, 1915 - New York City, August 12, 2009) was an American guitarist and inventor. He was the creator of the famous guitar that bears his name (Gibson Les Paul), the first solid body guitar in history. He is also credited with the invention of multi-track recording and effects like the delay. 

http://radiovocedellasperanza.it/



martedì 4 novembre 2014

Master di II Livello in Interpreta​zione della Musica Contempora​nea



Master di II Livello in Interpreta​zione della Musica Contempora​nea, intervista con Arturo Tallini



Caro Arturo ... dopo l'ensemble Supernova vedo che ti sei lanciato in un nuovo progetto, ci vuoi parlare di questo Master di II Livello in Interpreta​zione della Musica Contempora​nea?

Guarda, mi accorgo che Supernova e il Master hanno una cosa in comune: la ricerca di ciò che si può fare se ci si libera delle etichette.
L'idea di Musica Contemporanea, che diventa qualcosa che si può studiare, conoscere, approfondire togliendole quella etichetta di
 Musica per pochi oppure astrusa, oppure non-musica secondo la cultura di chi queste etichette le affibbia….ecco, rendere la musica contemporanea un oggetto avvicinabile questa è l’idea di base del Master.
Il Master di II Livello in Interpretazione della Musica Contemporanea è l'evoluzione di una mia vecchia idea, vecchia di una decina d'anni e che io avevo proposto nel tempo varie volte senza mai riuscire a trovare le condizioni per una realizzazione; era l’idea di una sorta di Bottega Rinascimentale, sulla musica contemporanea in cui la musica d'oggi diventasse materia di studio, di approfondimento, di conoscenza e creazione sul posto. 
E, insomma, quella mia vecchia idea che era un semplice Laboratorio Annuale sulla Musica Contemporanea per Chitarra, è diventata qui a Santa Cecilia addirittura un Master di II Livello in cui insieme alla chitarra sono presenti la Viola, la Percussione, il Sassofono e il Contrabbasso. E di questa evoluzione voglio ringraziare il mio collega Francesco Telli, che per primo mi disse Perché solo un laboratorio? Perché non un master?

Quindi se ho capito bene, si tratta di una iniziativa gestita all'interno del Conservatorio di Santa Cecilia, giusto?

Certo! Abbiamo avuto l’approvazione del MIUR quest’estate, forse un po’ tardi rispetto alle esigenze organizzative, ma si sa, i tempi ministeriali sono sempre un po’… riflessivi.

Ho notato che ne fa parte anche una istituzione prestigiosa come Nuova Consonanza ....

Si, ci sembrava fondamentale, e del resto era previsto dalla struttura del bando, che gli studenti del Master avessero opportunità di lavorare all’interno di istituzioni che storicamente si occupano di musica contemporanea. E oltre Nuova Consonanza, ci sono anche la IUC (il cui Direttore Generale, Francesca Fortuna, fa parte del Consiglio di Corso del Master), Musica per Roma e l’Accademia Filarmonica Romana. Tutti enti che metteranno a disposizione le loro stagioni per Stage, Seminari e produzione musicale che vedranno coinvolti direttamente gli studenti del Master.

Ci vuoi parlare degli altri docenti che sono, oltre a te, coinvolti? Ho letto il nome di Alvise Vidolin anche ...

Insieme a me per a chitarra ci sono Daniele Roccato per il Contrabbasso, Gianluca Ruggeri, percussioni, Enzo Filippetti, Sassofono e Luca Sanzò alla viola.
E poi tutta la rosa dei docenti delle materie non strumentali, dall’uso dell’Elettronica, come, appunto uno dei numi dell’elettronica italiana, Alvise Vidolin; sono coinvolti compositori come Francesco Telli e Rosario Mirigliano, per lo studio delle forme musicali contemporanee e la grafia; e poi Antonietta Cerocchi per la Storia della Musica dal ‘900 ad oggi, Rosaria Clemente per la Musica da Camera nel repertorio contemporaneo,
Un discorso a parte merita il Laboratorio Integrato per la collaborazione fra Strumentisti e Compositori, che verrà coordinato da Tonino Battista: il Laboratorio prevede la compresenza di compositori e strumentisti e dell’idea musicale che li unisce. Il compositore avrà la possibilità di verificare insieme allo strumentista il trasformarsi della sua idea in oggetto sonoro concreto, mentre lo strumentista dovrà far appello ala propria conoscenza dello strumento ma anche alla sua fantasia per riuscire a realizzare idee musicali inedite.
É poi fondamentale la presenza di Michelangelo Lupone, che pure fa parte del Consiglio di Corso e naturalmente del Direttore del Conservatorio, Alfredo Santoloci che da subito ha accolto con entusiasmo questa idea.
Che dire… io sono molto felice di far parte di questo gruppo di lavoro e penso che il Master sia una bellissima occasione per Santa Cecilia.

Come si articola il corso e quali sono le prospettive per chi lo frequenta?

Il corso si articola in incontri mensili, in gruppi di 4 giorni, dal mercoledì al sabato.
Le prospettive occupazionali sono diverse, ti citerei quelle indicate dal piano di studi che mi sembrano sintetizzare ottimamente ciò che un musicista esperto di contemporanea può fare:

- Interprete della musica contemporanea;
- Interprete della musica contemporanea e live electronics
- Interprete in gruppi da camera specializzati nel repertorio dal Novecento storico al periodo contemporaneo;
- Interprete in ensemble con direttore specializzato nel repertorio dal Novecento storico al periodo contemporaneo;
- Interprete in formazioni orchestrali da camera;
- Interprete nell'ambito della musica applicata alle immagini;
- Interprete nell'ambito della musica applicata in tutti i possibili campi di attività.

E dopo questo corso? Quali saranno le tue prossime iniziative? Quando organizziamo qualcosa a Venezia?


Beh il Master durerà negli anni, mi auguro, quindi non si esaurirà tanto presto…. intanto mi concentro su Supernova, sul Master e sulle altre mie attività, che mi sembrano già abbastanza…..
A Venezia non so quando capiterò, ma di certo uno Spritz in Campo Margherita insieme, non e lo toglie nessuno!

lunedì 3 novembre 2014

Intervista a Cinzia Milani per Blog Chitarra e Dintorni di Andrea Aguzzi


Quando hai iniziato a suonare al chitarra e perché? Che studi hai fatto e qual è il tuo background musicale? Con che chitarre suoni e con quali hai suonato?

Fin da piccola ho sempre desiderato suonare; a circa 4 anni di età volevo imparare a suonare la chitarra; così i miei genitori mi hanno regalato dapprima l’ukulele ed io ho iniziato a divertirmi suonicchiando per conto mio. Poi mi hanno regalato la chitarra ed ho iniziato a studiarla. I miei studi si sono divisi fra la chitarra ed in seguito il violino, sviluppando così una completezza culturale musicale che esce dai confini prettamente chitarristici. Ho sempre suonato con chitarre di liuteria italiana ed ora alterno, in base al tipo di repertorio che devo interpretare, una chitarra del 1989 di Gioachino Giussani con una chitarra copia Torres di Gabriele Lodi.

So che hai studiato col Maestro Mauro Storti, come ti sei trovata con lui e che ricordi hai del suo insegnamento? 

Quando avevo 7 anni ho effettuato un’audizione col Maestro Alirio Diaz che, dopo aver valutato le mie capacità musicali, mi consigliò di studiare col Maestro Mauro Storti. Indubbiamente le mie doti tecniche sono state coltivate e potenziate grazie alla didattica del Maestro Storti con il quale ho anche scoperto e studiato un vastissimo repertorio chitarristico.

Quali sono state e sono le tue principali influenze musicali? In che modo esprimi la tua “forma” musicale sia nell’ambito dell’esecuzione che nell’improvvisazione, sia che tu stia suonando “in solo” sia assieme altri musicisti? Elabori una “forma” predefinita apportando aggiustamenti all’occorrenza o lasci che sia la “forma” stessa ad emergere a seconda delle situazioni, o sfrutti entrambi gli approcci creativi? 

In realtà un artista è continuamente stimolato ed “influenzato” da ogni sensazione che lo circonda, ogni attimo della sua vita e delle emozioni che ne fanno parte viene poi riversata nell’interpretazione della musica. L’interpretazione è frutto dell’analisi di un brano nel rispetto della struttura compositiva e della messa a punto tecnica, portata all’apice dalla voglia di comunicare emozioni e di rendere unico ed irripetibile quell’attimo di infinito.

Come è nata l’idea di realizzare il tuo ultimo cd “Guitar”? 
Hai scelto un particolare percorso attraverso la musica contemporanea partendo da Maestri come Castelnuovo-Tedesco, Domeniconi, Margola e Prandi per arrivare a due compositori contemporanei (Betta e Cacciola) che hanno scritto due brani dedicati a te per questo progetto. Come è stato collaborare con loro e che caratteristiche hanno le loro musiche? 

L’idea è nata dalla collaborazione con Amadeus e dall’incontro con Raffaele Cacciola, il quale ha appunto scritto “Note di ghiaccio” per me, realizzando una composizione per chitarra ed elettronica. Quindi abbiamo poi pensato ad un percorso che portasse l’ascoltatore fino al suo stile che io non definisco contemporaneo ma che ci parla del futuro! Il “viaggio” musicale del cd “Guitar” parte dal ‘900 di Castelnuovo-Tedesco e attraversa sonorità ed influenze stilistiche differenti giocando anche così con le immense possibilità interpretative del mio strumento. Marco Betta ci trasporta invece con il suo brano nelle atmosfere della sua terra: la Sicilia con le sue luci, i colori, i profumi, l’intensità, il mistero, la passione; il suo brano è un quadro musicale.

In precedenza avevi già realizzato altri due cd vero? 

Si, ho registrato “Ritratto di Donna” commissionato per le sonorizzazioni televisive, nato dalla collaborazione col compositore Adelmo Prandi con cui abbiamo realizzato un cd di brani inediti per chitarra. “Sonatango” , dedicato alla musica argentina, da Piazzolla fino ai compositori odierni.


Quale significato ha l’improvvisazione nella tua ricerca musicale? Si può tornare a parlare di improvvisazione in un repertorio così codificato come quello classico o bisogna per forza uscirne e rivolgersi ad altri repertori, jazz, contemporanea, etc? 

Per un musicista classico l’improvvisazione forse non esiste; il percorso di studi che viene svolto può, per certi versi, essere limitante. E’ molto importante riuscire ad addentrarsi in altre strutture armoniche e stilistiche non prettamente classiche ed aprire gli orizzonti musicali approfondendo altre culture ed il jazz, insieme alla musica popolare, è sicuramente una fonte interessantissima.

Una domanda un po’ provocatoria sulla musica in generale, non solo quella contemporanea o d’avanguardia. Frank Zappa nella sua autobiografia scrisse: “Se John Cage per esempio dicesse “Ora metterò un microfono a contatto sulla gola, poi berrò succo di carota e questa sarà la mia composizione”, ecco che i suoi gargarismi verrebbero qualificati come una SUA COMPOSIZIONE, perché ha applicato una cornice, dichiarandola come tale. “Prendere o lasciare, ora Voglio che questa sia musica.” È davvero valida questa affermazione perdefinire un genere musicale, basta dire questa è musica classica, questa è contemporanea ed è fatta? Ha ancora senso parlare di “genere musicale”? 

La musica non è catalogabile, è musica in quanto tale, in quanto espressione pura. La forza ineguagliabile della musica è che arriva dritta fin nel profondo del nostro animo esprimendo ciò che nessuna parola potrà mai tentare di esprimere, è un linguaggio universale che parte dal cuore ed arriva al cuore.

Berlioz disse che comporre per chitarra classica era difficile perché per farlo bisognava essere innanzitutto chitarristi, questa frase è stata spesso usata come una giustificazione per l’esiguità del repertorio di chitarra classica rispetto ad altri strumenti come il pianoforte e il violino. Allo stesso tempo è stata sempre più “messa in crisi” dal crescente interesse che la chitarra (vuoi classica, acustica, elettrica, midi) riscuote nella musica contemporanea, per non parlare del successo nella musica leggera, dove chitarra elettrica è ormai sinonimo di rock ... in quanto musicista polivalente e trasversale… quanto ritiene che ci sia di veritiero ancora nella frase di Berlioz? 

Penso che ancora oggi non sia in effetti semplice comporre per chitarra, o meglio riuscire a comporre brani che diano la possibilità allo strumento di sfruttare le sue potenzialità sonore e dinamiche. Sono convinta che l’eseguità del repertorio chitarristico nel passato, per lo meno da parte di “grandi compositori” che hanno scritto per altri strumenti, fosse dovuta non tanto alle difficoltà compositive ma anche alle problematiche di volume sonoro dello strumento ed alle potenzialità tecniche. Una chitarra nel 1700 non avrebbe potuto competere con un pianoforte come livello sonoro…ed ecco che la chitarra elettrica invece si è imposta nel rock!

Oggi si ha una possibilità sonora ben diversa. Luciano Berio ha scritto “la conservazione del passato ha un senso anche negativo, quanto diventa un modo di dimenticare la musica. L’ascoltatore ne ricava un’illusione di continuità che gli permette di selezionare quanto pare confermare quella stessa continuità e di censurare tutto quanto pare disturbarla”, che ruolo può assumere la ricerca storica e musicologica in questo contesto?

E’ sempre positivo che ci sia una continuità fra passato, presente e futuro e la ricerca storica musicologica assume un ruolo sempre importante nel mantenere le radici e permettere la crescita. Penso che l’ascoltatore selezioni in base al suo gusto, che è dettato chiaramente anche dal background culturale; spesso, purtroppo, questo bagaglio non è così ampio ed il risultato è che il pubblico non sceglie ma si fa trasportare dalle “onde mediatiche” del momento.

Ho, a volte, la sensazione che nella nostra epoca la storia della musica scorra senza un particolare interesse per il suo decorso cronologico, nella nostra discoteca-biblioteca musicale il prima e il dopo, il passato e il futuro diventano elementi intercambiabili, questo non può comportare il rischio per un interprete e per un compositore di una visione uniforme? Di una “globalizzazione” musicale? 

Ho più la sensazione che a volte ci si trovi davanti qualcosa di estremamente incomprensibile e stravagante presentato sotto la parola “contemporaneo”, quasi a significare che più le persone non colgono il significato e più è una grande opera, e mi riferisco alle arti in generale. Quindi penso che i grandi artisti siano persone che si sono immerse nel passato per vivere ed esprimere nel presente ciò che è e sarà: il presente che forma il futuro è frutto del passato. Ed è proprio questo il messaggio del cd “Guitar”, un’interpretazione di oggi che guarda al passato pensando al futuro.

Ci consigli cinque dischi per te indispensabili, da avere sempre con se.. i classici cinque dischi per l‘isola deserta.. 

Se approdassi in un’isola deserta penso che non porterei mai con me cinque dischi! Tuttalpiù creerei nuove sonorità … a parte gli scherzi, potrei consigliare un cd dell’artista Mariza (fado portoghese), un cd di Paolo Fresu, un cd di Scarlatti trascritto ed interpretato dai fratelli Assad, un cd di Atahualpa Yupanqui e Mercedes Sosa, ed il cd delle musiche di De Andrè riarrangiate in chiave jazz da un quintetto strepitoso per la Casa del jazz….ma ce ne sarebbero molti altri da consigliare…

Quali sono invece i tuoi cinque spartiti indispensabili? 

Non ho spartiti “indispensabili”, sono una viaggiatrice in continua scoperta di nuove avventure musicali; ho alcune musiche che interpreto a cui sono particolarmente legata per vari motivi: “Adio Querida” del popolo ebraico, “Alfonsina y el mar” di Ariel Ramirez, “Adios Nonino” di Piazzolla, l’Adagio dal Concierto de Aranjuez di Rodrigo.

Il Blog viene letto anche da giovani neodiplomati e diplomandi, che consigli ti senti di dare a chi, dopo anni di studio, ha deciso di iniziare la carriera di musicista? 

Di essere sempre se stessi ad ogni costo e di ricercare la propria identità musicale, frutto di un percorso e non di un’imitazione. La chitarra necessita, ancor di più rispetto ad altri strumenti, di musicisti che portino cultura musicale e valorizzino l’estrazione popolare dello strumento nobilitandolo, non di funamboli delle corde e repertori pseudo moderni-pop. Per il resto essere musicista è uno stato di essere.

Con chi ti piacerebbe suonare e chi ti piacerebbe suonare? Che musiche ascolti di solito? 

Mi piacerebbe suonare con Paolo Fresu, sarei curiosa di abbinare il suono della sua tromba ad un suono “classico” della chitarra rivisitando il repertorio e vedere dove ci porta! Ascolto un po’ di tutto, passo da Vasco Rossi a Scarlatti, dalla musica celtica al jazz, e via dicendo…sono allergica all’abitudine e in continua evoluzione e ricerca, quindi curiosa di scoprire sempre qualcosa. Ogni tanto ho talmente tanta musica in testa che ho bisogno di silenzio…e nel silenzio ritrovo la mia musica.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Su cosa stai lavorando?

In questo periodo sto suonando lo splendido Doble Concierto para guitarra y bandoneon di Piazzolla con l’Orchestra Femminile Italiana ed il grande musicista Gino Zambelli; il prossimo appuntamento è il 3 dicembre all’Auditorium della Bocconi di Milano, in occasione della premiazione del concorso di Abbado. Non amo parlare di ciò che farò, le idee son sempre tante ed è bello non anticipare novità. Posso solo farvi venire un po’ di curiosità dicendo che in cantiere c’è un progetto di inediti.

http://www.cinziamilani.com/

venerdì 31 ottobre 2014

Recensione di Storm di Joe Morris e Chris Cretella, 2014



Una vera e proprio tempesta di corde, plettri, unghie e chitarre con le corde di nylon. Se “nomen est omen” il titolo del cd rappresenta perfettamente i contenuti musicali in esso rinchiusi, Joe Morris e Chris Cretella agiscono a 360 gradi suonando le loro chitarre classiche in modo innovativo e diverso dal solito. Nelle loro complesse costruzioni improvvisative creano una articolata architettura sonora nel quale la normale e conosciuta timbrica della chitarra classica viene completamente sconvolta.
Perché stupirsene? E’ dal 1969 che Joe Morris ha scelto di gestire la propria carriera e la propria visione musicale sempre all’insegna della ricerca, dell’innovazione e del puro integralismo creativo. Coerenza, integrità e puro spirito artistico sono da sempre le motivazioni che lo spingono a spingere sempre più avanti i limiti della propria creatività, motivazioni che qui troviamo perfettamente condivise da Chris Cretella, suo allievo presso il New England Conservatory of Music.
Il risultato non è sicuramente un cd dalle soluzioni melodiche o orecchiabili ma l’espressione di un pensiero artistico, musicale, creativo e improvvisativo radicale, innovativo che richiede un ascolto impegnato, intenso e dedicato. Non lasciatevi spaventare dalle cascate di suoni e dal carattere torrenziale della loro musica: Storm è una delle cose più interessanti che ho ascoltato nel 2014.

Molto bello anche il packaging del cd, semplice, minimale, pulito e preciso. Spero che le mie foto possano renderne giustizia.