martedì 28 settembre 2010

Intervista con Giacomo Parimbelli, prima parte

La prima domanda è sempre quella classica: come è nato il suo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o ha suonato?

Più che avere amato io la chitarra, è stata lei a guardarmi con le sue linee semplici e graziose, con la stabilità della tessitura delle corde, ora mute, ma pronte ad elargire da subito suoni. Quello che mi ha conquistato della chitarra credo sia la sua accessibilità, il suo non avere segreti né di tecnica né di forme. Preciso inoltre che da bimbo sognavo di suonare il liuto nei castelli, eppure ebbi poca icongrafia di tale immagine onirica. Da quando ho iniziato a toccar la chitarra in modo relazionato e con circospezione, avrò cambiato circa 200 chitarre, dai livelli base a quelli più alti e rari per manifattura liutaria.

E’ uscito recentemente il suo nuovo lavoro discografico, un’interessante antologia dedicata alla musica italiana del ‘900 eseguita con una chitarra del liutaio Pietro Gallinotti, come è nato questo progetto e come arrivata tra le sue mani questa chitarra?
L'idea è giunta dopo la visione delle pubblicazioni cartacee su Gallinotti a cui ho collaborato. Il progetto ha avuto la sua genesi dalla reale constatazione di un'assenza discografica in merito che pareggiasse le buone pubblicazioni a lui dedicate. Ovvero dare la possibilità di ascoltare realmente il suono-tipo di una chitarra Gallinotti con musiche italiane al liutaio coeve. Alle musiche han fatto seguito alcune letture recitate sul tema gallinottiano e la registrazione di un documento sonoro dell'epoca con la medesima chitarra a cura del primo proprietario ( per dimostrare l'inalterabilità del suono, o meglio quali le migliorie a cui esso è incorso nel tempo ).

Lei sembra avere una particolare predilezione verso l’aspetto documentaristico e saggistico della musica, i suoi due libri :“ Liuto e chitarra a Bergamo nei secoli, Benvenuto Terzi” e il “ Dizionario dei chitarristi e liutai italiani”, vanno nella direzione di una attenta analisi storico musicale con una certosina cura per le citazioni e le fonti, vuole parlarci di questi due libri? So che lei sta curando tra l’altro un progetto volto al censimento di tutti i chitarristi, mandolinisti e liutai italiani, come sta procedendo questa iniziativa?

Il libro partì attorno alla figura di Benvenuto Terzi, ma poi progressivamente scoprìi una vasta mole di documenti rari ed inediti sulla storia del chitarrismo bergamasco. In particolare sulle figure di Giovanni Antonio Terzi, Lodovico Antonio Roncalli ( e relative note sulle conoscenza di Papa Roncalli circa l'illuestree antenato ), Donizetti, Mayr e Angelo Mazzola, nocnhè sulla riscoperta della dinastia dei liutai ottcenteschi Rovetta. Di tutte queste figure sono emerse autentiche chicce musicologiche che ho sentito il bisogno di rendere pubbliche agli studiosi ed appassionati della chitarra. Ma non solo. Molti chitarristi, musicologi e storici, mi han tributato veri ringraziamenti: tra questi un nome noto del chitarrismo milanese, vi ha trovato l'inedita foto giovanile del padre in una Estudiantina del bellunese. L'altro tema che ha reso celebre questio libro, è stata la prima cronologia dei liutai attivi in Bergamo dalle origini ad oggi: e proprio sulle sue origini sono stati pubblicati, per la prima volta, documenti che attestano che il maestro dei cremonesi Amati e di tutta la tradizione liutaria si allochi in terra bergamasca a Martinengo. Quindi un luogo nuovo e certificato, nè Cremomna nè Brescia: le due città che storicamente si contendono la paternità dle violino.
Così è stato anche per la ristampa del Dizionario del 1937: un'opera presto obliata, nata in un'epoca bellica ed in una società ancora molto analfabetizzata, presente poi solo negli scaffali di una nicchia di uno sparuto stuolo di chitarristi classici. Questa la motivazione: far conoscere alle giovani generazioni i trascorsi musicologici ( e quanto erano il loro livello di approfondimento ed avanzamento di studi ) sul tema della chitarra, repertorio, esecuzione, regionalizzazione e relativa liuteria. E' stato così possibile rimettere in circolo in Italia e all'estero un documento essenziale del primo '900 italiano, del quale esistevano solo circa 30 sbiadite copie orginali.
Per quanto riguarda il censimento moderno, si tratta di una fase iniziale di autocompilazione da me ideata, che ha trovato posto e seguito in una sorta di dizionario on-line disponibile su internet. Scaricando un apposito modulo di compilazione i chitarristi, liutisti, mandolinisti e liutai possono spedirte le proprie credenziali ad un gruppo redazionale di colloboratori che metteranno poi in rete i dati trasmessi.
continua domani
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