Visualizzazione post con etichetta Salvatore Sciarrino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salvatore Sciarrino. Mostra tutti i post

domenica 1 dicembre 2013

Download Podcast Guitars Speak Live: Concerto di Eugenio Becherucci



Download Podcast
Domenica 1 dicembre ore 21 su Radio Voce della Speranza

In questa puntata di Guitars Speak Live ascolteremo il concerto registrato a Frosinone nel 2003 da parte del Maestro Eugenio Becherucci. Musicista da sempre coinvolto nella musica contemporanea, Eugenio Becherucci può giustamente considerarsi come un esperto nell'ambito dell'avanguardia chitarristica. Lo ascolteremo in un recital assolutamente unico.

Eugenio Becherucci: chitarra

Concerto a Frosinone, 25.02 2003

Francesco Pennisi: Piccolo labirinto
Luca Lombardi: Thamàr y Amnòn
Salvatore Sciarrino: L’addio a Trachis
Antonio Iafigliola: Un soffio di luce
Maurizio Pisati: Ghiribizzi
Leonardo Gensini: Cadenza 12
Steve Reich: Electric Counterpoint

Noches: Eugenio Becherucci




FORLÌ: 104,5 Mhz

(Forlì, Cesena e Ravenna)

Via Curiel 53 - 47100 Forlì
Telefono & Fax 0543 414312
forli@radiovocedellasperanza.it



lunedì 1 ottobre 2012

Biennale di Venezia Giovedì 11 ottobre: Addio a Trachis II (1980, trascrizione di Maurizio Pisati 1987, 5’30”) prima es. it. ... qualche dubbio ...



L'altra sera stavo guardando l'interessante programma della edizione di quest'anno della Biennale di Venezia. Una cosa ha attirato immediatamente la mia attenzione di appassionato di chitarra contemporanea: il bel programma del concerto di Giovedì 11 ottobre del chitarrista Alberto Mesirca, intervistato qui sul blog un paio di anni fa.

ore 20.30 - Teatro alle Tese
ALBERTO MESIRCA chitarra
György Kurtág (1926) Lassan szállj és hosszan énekelj, haldokló hattyúm, szép emlékezet! ("Fly slowly and sing for a long time my dying swan, my beautiful memory" da Sándor Petofi) (2012, 6’) prima es. it.
György Kurtág Splinter I (trascrizione per chitarra di Alberto Mesirca approvata dal compositore e Editio Musica Budapest, basata su Cinque Merrycate op. 6, 1962, 1’30’’) prima es. it.
Salvatore Sciarrino (1947) Addio a Trachis II  (1980, trascrizione di Maurizio Pisati 1987, 5’30”) prima es. it.
Claudio Ambrosini Priapo assiderato (1992, 5’) prima es. it.


Una cosa ha attirato la mia attenzione: il programma parla del brano Addio a Trachis II, composto da Salvatore Sciarrino nel 1987, e qui presentato come " prima es. it." 
La cosa mi ha lasciato un poco stupito: diverso tempo fa sempre su questo blog avevo postato il video di Elena Càsoli registrato a Genova a Casa Paganini il 25.05.2006, eccolo:




Un'altro dubbio. Mi sono ricordato di aver parlato, qualche tempo fa di questo brano con Eugenio Becherucci. Sono andato a controllare sul suo sito internet e alla voce "Opere Eseguite" ho trovato conferma che anche lui, anche se non è indicato dove e quando, ha eseguito la trascrizione di Pisati del brano di Sciarrino.
Sempre più confuso ho ulteriormente approfondito la cosa. Ho trovato menzione del brano sul sito della CIDIM Comitato Nazionale Italiano Musica e ho scoperto questo:


L'addio a Trachis II




SOTTOTITOLO:
Trascrizione approvata dall'Autore


NOMI LEGATI ALL'OPERA:
Salvatore Sciarrino - compositore
Maurizio Pisati - elaboratore 
ORGANICO:
chitarra


ANNO:
1987
DURATA:
5' 30''

Esecuzioni

Esecuzione dal vivo
Interpreti:
Maurizio Pisati (chitarra)
Data:
19 07 1989
Luogo:
Teatro Lauro Rossi, Macerata: Italia
Ciclo di esecuzioni:
VII Rassegna di Musica Contemporanea [Ciclo di esecuzioni "dal vivo"]


.
Prima esecuzione italiana
Interpreti:
Alberto Mesirca (chitarra)
Data:
11 10 2012
Luogo:
Teatro alle Tese, Venezia - Italia
Emittente o ente organizzatore:
Biennale di Venezia
Ciclo di esecuzioni:
Festival Internazionale di Musica Contemporanea - La Biennale di Venezia

Aiuto! Esecuzione dal vivo: Maurizio Pisati 19/07/1989! Teatro Lauro Rossi, Macerata nell'ambito del festival creato dal compianto Stefano Scodanibbio. Grazie ai potenti mezzi del blog ecco cosa ho ancora trovato:



Proprio lui! Il manifesto del concerto datato 17/06/1989 dove si legge L'addio a Trachis (1987) versione per chitarra dell'omonimo brano per arpa di Maurizio Pisati prima esecuzione assoluta. Io non sono leghista, quindi per me Macerata sta in Italia .. confesso di avere parecchia confusione .. abbiamo un brano a cui piace giocare con le prime esecuzioni, con il tempo e con i suoi esecutori ... mi date una mano a capire che cosa si ascolterà alla Biennale di Venezia giovedì 11 ottobre?

domenica 28 dicembre 2008

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna 27 novembre 2008 – 15 gennaio 2009

Collezioni mai viste. Sette autori per scoprire le facce in ombra delle collezioni del MAMbo

A cura di Maurizio Giuffredi, Fabio Fornasari, Fernando Torrente – Associazione 0gKcon Uliana Zanetti
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

27 novembre 2008 – 15 gennaio 2009


Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenterà, dal 27 novembre 2008 al 15 gennaio 2009, un ciclo di sette serate-incontro che sonderanno quegli aspetti degli ambienti e delle collezioni del MAMbo percepibili anche senza l’uso della vista.
Il progetto, intitolato “Collezioni mai viste” e curato da Maurizio Giuffredi, Fabio Fornasari, e Fernando Torrente dell’Associazione 0gK, si avvale della partecipazione di sette autori, uno per ciascuna serata, provenienti da diversi ambiti creativi, che proporranno interventi appositamente ideati o rielaborati per l’occasione: Stefano Bartezzaghi, Ugo Cornia, Ottonella Mocellin/Nicola Pellegrini, Paolo Nori, Salvatore Sciarrino/Lost Cloud Quartet, Giacomo Verde.
Il progetto, di natura sperimentale, intende dilatare e diversificare le possibilità di accesso al museo, esplorando ambiti inventivi e discorsivi comuni a vedenti e non vedenti.

Questi incontri permetteranno di concentrare l’attenzione sul lato non-visivo dell’arte, che dalle avanguardie a oggi ha assunto un’importanza sempre maggiore e che, talvolta, si manifesta in modo del tutto autonomo.

Lo sviluppo di una specifica abilità, allo stesso tempo corporea e mentale, che alcune opere richiedono, permette di ritrovare un sapere e un sentire che hanno fatto parte del nostro passato più lontano e che il primato pervasivo di una vista intesa come strumento unico di conoscenza ci ha portato a smarrire.

Quell’abilità che talvolta l’opera richiede è attivabile da ogni non vedente, il quale tuttavia crede, come gli hanno insegnato, di non poter entrare nei musei perché l’arte è solo visiva o, tuttalpiù, tattile.

In modo complementare un vedente pensa che l’unico modo di vedere sia percepire con gli occhi. Tra questi due estremi c’è un terreno comune, da esplorare attraverso una rinuncia a quell’abitudinarietà che porta a percepire le cose secondo modalità stereotipe. Un terreno in cui, passando attraverso le opere e l’ambiente che le ospita, sono possibili frequentazioni, incontri, scambi di sapere, costruzioni di nuove abilità.