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lunedì 27 luglio 2015

Review of La voce contemporanea in Italia, Stradivarius 2011


Fifth volume devoted by the Stradivarius to composers and musics related with the use of the voice in the Italian contemporary music, always within "times future". What to say? I have been very surprised. The well interpreted passages by the Duo Alterno (Tiziana Scandaletti soprano and Riccardo Piacentini piano) have decidedly left me to the first listening surprised. Until now (but I admit a personal scarce interest for the voice against my prefernce for the guitar and the instrumental music) to the word "contemporary" I always had met voices like Cathy Berberian or Joan La Barbara or however an idea of voice used against with the opera tradition. Instead this record goes to an other direction, here the voice becomes a pretext to activate a link with the opera and the melodrama traditions and for an abandonment of noise and atonal forms for the game of melody.
Sacrilege? Abandonment of the "sacred" verb of Darmstadt? A nostalgic recovery? Or perhaps … it can be that after the excesses of the romanticism (in a sense) and the European avantgard (in the other) are those people that compose new music returning or better mediating toward "melody?" What can be better then do it through the sweetness and the tradition of the opera and the tradition of the Italian melodrama? How to explain otherwise the seven “Canzoni d’amore”by Lorenzo Ferrero and “Canson piemontèisa” and “Quattro canzone napulitane” by Riccardo Piacentini? To talk and tosing about love don't seem to ever have been the goals of the cold underlying logic to the dodecafonic and the atonal music.
The Duo is not alone in this cd that we could quietly rename of "songs of love for contemporary music", they accompany them the flute of Carla Savoldi, the l’Orchestra I Pomeriggi Musicali directed by Roberto Giannola and the electric guitar of Virginia Arancio.
It will be for my explicit preference for the electric six strings but I really enjoyed the passage by Victor Andrini "Marcello's Divertissement" where the guitar of Virginia Arancio plays with and against the piano and the voice of the Duo, bringing a sonic distorted substratum in the languid melody of the passage, an element of disturb (guitar sometime follows the piano sometimes the voice) and at the same time bringing some depth in the music. A sonorous depth not so perfect anyway, the recording is perhaps more careful to the qualities and the dynamics of the voice and the plan and it doesn't put well in prominence the "dirt" expressed by the electric guitar clipping the wings of her dynamics but patience.. the risult is an interesting piece that can be object of study for those people who I want to widen their own repertoire.

martedì 14 ottobre 2014

Virginia Arancio e Elena Casoli in concerto



SABATO 18 OTTOBRE 2014, ORE 17 E ORE 18

GALLERIE D’ITALIA - PIAZZA SCALA


SALA MATTIOLI
ORE 18 

Elena Càsoli chitarra 
Virginia Arancio chitarra

Giacinto Scelsi (1905-1988)
Ko-Tha - tre danze di Shiva (1967) 
per chitarra trattata come strumento a percussione 
I Danza  - 9’
Fausto Romitelli (1963-2004)Solare  (1984) per chitarra  - 11’
Giacinto Scelsi
Ko-Tha - tre danze di Shiva (1967) 
II Danza  - 5’
Fausto Romitelli
Coralli  (1987) per chitarra - 8’ 
Giacinto Scelsi
Ko-Tha - tre danze di Shiva (1967) 
III Danza  - 8’
Fausto Romitelli 
La lune et les eaux (1991) 
per due chitarre - 10’

venerdì 30 agosto 2013

Festival LesDigitales a Lugano - trio The Rome Em

Festival LesDigitales a Lugano
31 Agosto 2013

Parco Panoramico di Guidino

trio The Rome Em

THE ROME EM

  • The Rome Em
    CH / IT / DE
  • Un computer è il cuore della musica elettronica minimalista con strumenti dal vivo del trio The Rome Em. Tre strumenti, chitarra, flauto dolce e generatore analogico, creano un ricco spettro sonoro. Il computer ne registra frammenti e li organizza secondo una struttura ritmica. Un pulsare minimale, bassi profondi ed un tessuto sonoro delicato evolvono in una atmosfera forte e profonda. The Rome Em combina strumenti classici con l'estetica della contemporanea Electronica, tra performance dal vivo e musica sintetizzata, tra concerto e club.
    I tre musicisti, con background tanto diversi come la musica barocca, sperimentale, elettronica e contemporanea, condividono l'intenzione di superare i cliché esistenti e reinventare da zero l'idea musicale e la sua espressione sul palco. Quasi impossibile catalogare The Rome Em. I membri del gruppo lavorano anche su strutture improvvisative avanzate. Marcel, compositore, si concentra sulla programmazione di strutture ritmiche matematiche mentre Virginia e Teresa arricchiscono il progetto di una esperienza strumentale di alto profilo.
    Virginia Arancio – chitarra (I)
    Teresa Hackel – flauto dolce (D)
    Marcel Saegesser – elettronica, composizione (CH)

sabato 20 ottobre 2012

giovedì 20 ottobre 2011

Recensione di Autori Vari, La voce contemporanea in Italia, Stradivarius 2011


Quinto volume dedicato dalla Stradivarius alle nuove leve per quanto riguarda il canto e l’uso della voce nella musica contemporanea italiana, sempre nell’ambito della raccolta “times future”. Che dire? Sono rimasto molto sopreso. I brani ben interpretati dal Duo Alterno (Tiziana Scandaletti sopranao e Riccardo Piacentini pianoforte) mi hanno lasciato al primo ascolto decisamente spiazzato. Fino ad ora (ma ammetto un mio scarso interesse “trans generico” per la voce a favore della chitarra e della musica strumentale) alla parola “contemporanea” avevo sempre avviancato voci come Cathy Berberian o Joan La Barbara o comunque una idea di voce usata come strumento in netto contratso con la tradizione operistica. Questo disco invece va in tutt’altra direzione, la voce qui diventa un pretesto per attivare un raccordo con la tradizione operistica e del melodramma e per un abbandono di forme rumoristiche e atonali a favore del gioco della melodia.
Sacrilegio? Abbandono del “sacro” verbo di Darmstadt? Un recupero nostalgico? O forse … può essere che dopo gli eccessi del romanticismo (in un senso) e dell’avanguardia extra colta europea (nell’altro) coloro che si occupano di comporre nuove musiche stiano tornando o meglio mediando veros la “melodia”? Cosa di meglio che farlo attraverso la dolcezza e la tradizione della voce operistica e della tradizione del melodramma italiano? Come spiegare altrimenti le sette “Canzoni d’amore” di Lorenzo Ferrero e la “Canson piemontèisa” e le “Quattro canzone napulitane” di Riccardo Piacentini? Parlar e cantar d’amore non sembrano essere mai stati gli obiettivi della fredda logica sottostante alla dodecafonia e alla musica atonale …
Il Duo non è da solo in questo cd che potremmo tranquillamente rinominare di “canzoni d’amore per musica contemporanea”, lo accompagnano il flauto di Carla Savoldi, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Roberto Giannola e la chitarra elettrica di Virginia Arancio.
Sarà per simpatia di parte per la sei corde elettrica ma proprio il brano di di Victor Andrini “Marcello’s Divertissement” dove la chitarra di Virginia Arancio gioca con e contro il pianoforte e la voce del Duo, apportando un substrato sono distorto nella melodia languida del brano, un elemento di disturbo (ora fa il verso al pianoforte ora alla voce) e allo stesso tempo apportando un elemnto di profondità nel brano. Profondità sonora non proprio riuscita, la registrazione forse più attenta alle qualità e alle dinamiche della voce e del piano non mette ben in risalto la “sporcizia” espressa dalla chitarra elettrica tarpando un po’ le ali della sua dinamica, ma pazienza .. rimane sempre un pezzo interessante che può essere oggetto di studio per coloro che vogliono allargare il proprio repertorio.

venerdì 15 aprile 2011

ARANCIO / SAEGESSER


TONUS-MUSIC LABOR
KRAMGASSE 10, 3001 BERN
SA 16. APRIL 2011, 19:00 - 02:00 UHR

BRUCHSTÜCKE VON BLAU / ARANCIO, SAEGESSER
Virginia Arancio (g, voc,performance),
Marcel Saegesser (comp, electronics).

„Ist Dir schon Mal aufgefallen, wie irrsinnig zerstückelt die Gegenwart ist, wenn man einen Augeblick auseinander nimmt in seine einzelnen Bestandteile und sie dann neu zusammenfügt?»
R.D. Brinkmann

Fünf Bruchstücke aus stehendem Bass / Textfragmenten / Gitarrenobertönen / schepperdem Holz / und Groove reihen sich - in zufälliger Computergenerierter Abfolge - unzählige Male aneinander und bilden eine poetische Klanglandschaft. Mittels Reduktion, Repetition und Variation entfalten sich Klänge und Stimmungen über sieben Stunden. Wiederholtes Besuchen der Installation ist empfehlenswert.

www.marcelsaegesser.com

lunedì 4 ottobre 2010

Recensione del concerto di Virginia Arancio, 28 - 08 - 2010, Fornesighe (BL)


Nella suggestiva cornice della cittadina zoldana di Fornesighe, nelle montagne bellunesi, si rinnova lʼimpegno della Associazione culturale “Al Piodech Zoldan” a favore della promozione di attività musicali che vedono protagonista la chitarra.
A confermare lʼottimo lavoro dellʼanno scorso, é stato riproposto anche questʼanno un progetto per favorire la maturazione artistica con lʼeducazione pedagogico-formativa del Laboratorio del M° Florindo Baldissera e della Masterclass di Elena Càsoli, rivolta allʼ esplorazione del repertorio
contemporaneo. Ad arricchire lʼ attività didattica, una piccola “stagione”concertistica visti impegnati sia musicisti ospiti, sia gli allievi stessi.
Ed é proprio in questo contesto che, sabato 28 agosto, si inserisce il concerto della chitarrista piemontese - bernese dʼ adozione- Virginia Arancio.
Lasciata dunque nel silenzio la voce elettronica e più sperimentale della chitarra, il programma proposto muove lungo un percorso tanto eterogeneo quanto straordinariamente coerente, dove la voce narrante delle sei corde dimostra di avere ancora molte cose da comunicare.
Si comincia con Wie Fliehen, composizione frutto dellʼimmaginazione della compositrice australiana Cathy Milliken, cofondatrice dellʼ Ensemble Modern, suscitata da Volaverunt, Capriccio 61 del complesso degli 80 Caprichos dellʼ artista spagnolo Francisco Goya. Il carattere fortemente ritmico e percussivo della prima sezione, eseguita principalmente sulla quinta corda a vuoto, viene scandito da violenti accenti che, in un rapporto antinomico, si contrappongono ad una seconda più estesa e lirica sezione che però ne risulta vittima, rinviando ad un temperamento di natura nervosa ed irrequieta.
Eʼ sempre il contatto con altre realtà artistiche a favorire in Toru Takemitsu la nascita dei quattro pezzi di All In Twilight. Ispirata, infatti, da alcune rappresentazioni del pittore Paul Klee, é musica, questa, che prende corpo, accordo dopo accordo, melodia dopo melodia, in cui la lenta trasformazione cromatica - intelligentemente ridipinta da Virginia Arancio con liricità e gestualità raffinate - avviene con il passaggio da toni scuri dei primi due movimenti sino a sfumature più chiare e liberatorie degli ultimi due.
Ancora non ne é esaurito lʼ eco, che nuove immagini compaiono: si tratta di Quattro Studi, estratti dagli Undici Studi per chitarra del compositore milanese Luca Mosca. Figurazioni queste ben concrete ma al contempo sfuggenti per la loro brevità, poiché in poche battute altamente caratterizzanti vengono rappresentati piccoli, ma altresì eloquenti, quadri musicali. Si parte
da Quinte giuste sino a giungere alla Siciliana, passando per le piccole contraddizioni di Sonorità Opposte e le tenere dinamiche di The Waves e del Piccolo Notturno, che lʼ attenta sensibilità dellʼinterprete ben riesce a creare.
Quasi a voler nuovamente cominciare un discorso precedentemente interrotto, manifestandolo con ben altra dialettica, Virginia Arancio ci ricorda ancora una volta Francisco Goya, e in particolar modo il capriccio 28, reinventato dalla fantasia dello sloveno Uros Rojko. In Chiton (Pst!) si riscoprono altre capacità espressive della chitarra, utilizzata come fosse uno strumento a percussione, in cui ritmi ben scanditi si intrecciano con la precisione formale della fantasia rinascimentale.
A chiudere, Over The Rainbow in una altrettanto personale rivisitazione di Toru Takemitsu, per sciogliere le tensioni di un percorso cromaticamente cangiante e poliedrico, che tanto si intona con i colori e i volti di queste montagne dʼagosto. Lʼ attenzione, la chiarezza espositiva del discorso musicale e la gestualità sono apparsi sempre vigili in una personalità artistica che ci si augura vivamente di poter al più presto riascoltare.


Carlo Siega

sabato 20 marzo 2010

Virginia Arancio e Deseo de Tango in Concerto a Marzo


Venerdi' 26 Marzo 2010
Quintetto Deseo de Tango
Musica di A. Piazzolla, R. Mederos, H. Potenza.
Musikklub Mehrspur, Zurigo

Sabato 27 Marzo 2010
Quintetto Deseo de Tango
Musica di A. Piazzolla, R. Mederos, H. Potenza.
Schneckenmannstrasse 8, Zurigo

Martedi' 30 Marzo 2010
«Die Verschollenen» (2010)
Ein szenisches Konzert für fünf MusikerInnen-PerformerInnen von Leo Dick (*1976)
Barbara Berger (Gesang)
Waël Sami (Gesang)
Virginia Arancio (Banjo)
Susanne Zapf (Violine)
Samuel Stoll (Horn)
Pascal Viglino (Schlagzeug)

Kleintheater, Bundesplatz 14, Luzern
http://www.forumneuemusikluzern.ch/

lunedì 16 novembre 2009

Trash TV Trance Fausto Romitelli


Fausto Romitelli
Trash TV Trance
Werke von Fausto Romitelli (1963 –2004)
Mi, 18. November 2009 20.00 Uhr
Dampfzentrale Bern
Kesselhaus Marzilistrasse 47 3005 Bern
Eine Zusammenarbeit IGNM Bern und HKB
Eintritt: CHF 25.– / 20.–
Mitglieder der IGNM Bern sowie Studierende
und Mitarbeitende der HKB haben freien Eintritt.

Blood on the floor, Painting 1986 (2000)
pour flûte (aussi flûte alto, autre accessoire
[harmonica]), clarinette (aussi clarinette basse,
harmonica), guitar électrique, clavier
électronique, violon, violon2, alto, violoncelle

Seascape (1994)
pour flûte à bec contrebasse
Simmetrie d’oggetti (1987-88)
pour flûte à bec et guitare

Trash TV Trance (2002)
pour guitare électrique

Professor Bad Trip, lesson I (1998)
pour flûte (aussi flûte basse), clarinette (aussi
clarinette basse et harmonica), percussions,
guitar électrique, piano (aussi clavier électronique),
violon, alto, violoncelle, dispositive
électronic

Ensemble
Matthias Arter
— Leitung
Agnès Vass
— Flöte
Valentina Strucelj
— Klarinette
Gilbert Impérial
— E-Gitarre
Natalia Koziarz
— Klavier
Samuel Forster
— Schlagzeug
Ivona Krapikaite
— 1. Violine
Piotr Szabat
— 2. Violine
Claudia Mulas
— Viola
Fulvia Mancini
— Violoncello
Virginia Arancio
— Gitarre

Teresa Hackel
— Blockflöte
Celine Herrero
— Kontrabassblockflöte
Roman Lerch/Beat Müller
— Elektronik

martedì 1 settembre 2009

mdi ensemble in concerto 5 settembre 2009 Teatro del Tempo Chiasso


Sabato 5 settembre 2009, ore18.00
Cinema Teatro - Chiasso

La Via Lattea
http://www.teatrodeltempo.ch/

George Crumb
Night of the Four Moons

mdi ensemble:

Sonia Formenti, flauto
Virginia Arancio, chitarra
Giorgio Casati, violoncello
Simone Beneventi, percussioni
Luisa Castellani, soprano

Yoichi Sugiyama, direttore

domenica 19 aprile 2009

Deseo de Tango in concerto il 25 aprile I N N E N S I C H T


Deseo de Tango in concerto
I N N E N S I C H T
25/04/2009 ore 20:15,
Ref. Kirche Konolfingen

Tanguedia - Astor Piazzolla
Contrabajissimo - Astor Piazzolla
Cloud Over Purple - Jürg Itten
Acacia Toward Sky - Jürg Itten

*****

Night Club 1960 - Astor Piazzolla
Memorias y olvidos - Rodolfo Mederos
Soledad - Astor Piazzolla
Tanquimia - Hugo Potenza
Concierto para quintetto - Astor Piazzolla

Virginia Arancio Gitarre, Christian Baur Violine, Florine Juvet-Henny Akkordeon, Marija Savicevic Klavier, Simone Schranz Kontrabass
Jürg Itten Kompositionen und Projektmanagement, Sarah Rausis Bild

http://www.deseodetango.com/
http://www.jitten.org/

venerdì 10 aprile 2009

Tango: Tango. “Ansia fiera en la manera de querer”. * di Virginia Arancio



Gli inglesi usano un'espressione efficace riferendosi alle piccole dispute in cui la colpa è di entrambe le parti: It takes two to Tango. E davvero è così. Non solo il Tango si balla in due, ma "si fa" in due. E le due parti sono ugualmente responsabili - nella distinzione dei ruoli - della riuscita della magia. I due ballerini cercano costantemente quell'equilibrio che li fa convergere, lo correggono ad ogni passo, rispondono e reagiscono al compagno. Una donna che segua il proprio uomo come una foglia che si lascia scorrere su un torrente, non sta ballando davvero il Tango. L'equilibrio è più sottile. E’ un gioco di attrazione tra i due partner. L’uomo e la donna stretti in un abbraccio eseguono e improvvisano passi molto diversi, per dare vita ad un’unica danza. I ruoli sono distinti, ma i ballerini convergono nella stretta dell’abbraccio e in quell’equilibrio intrecciano i loro passi. Esercitano costantemente una forza sull’altro, sia per attrarlo a sé, per dare un impulso, per reagire, per abbellire, per guidare o per seguire.
L'attrazione e la repulsione regolano l'universo e anch'esse per esercitarsi hanno bisogno di due "parti" entro cui esprimersi, così il Tango per esistere ha bisogno di due elementi.

Così il Tango è il prodotto di una relazione, la colpa è di entrambi i ballerini. E una melodia può davvero tentare di sfuggire e slanciarsi nelle libertà più ardite o sussurrare desolata, se sotto ha un ritmo che continua inesorabile nella sua fierezza e affonda implacabile il colpo ad ogni accento.
Quasi due anni fa partecipai ad un progetto sul tango (intitolato appunto “It takes two to Tango”, nel quale erano coinvolti anche altri artisti, pittori, attori, scrittori) i cui fini erano l’esplorazione del Tango nella sua essenza e l’analisi di come questo suo essere “relazione” si esprimesse in ambiti artistici diversi. Il progetto, sin dai primi incontri, si caratterizzò per una componente fortemente fisica dell’esperienza di ricerca svolta insieme. Già al secondo incontro, ancora sconosciuti gli uni agli altri, guidati da una ballerina, sperimentammo in coppie e in gruppo diverse possibili forme di contatto, di interazione tra i nostri corpi. Uno di questi esercizi (apparentemente “innocuo” e poco spregiudicato nell’ interagire con un corpo estraneo) si è impresso più distintamente nella mia memoria. A coppie, seduti per terra, schiena contro schiena, la testa sulla spalla dell’altro, dovevamo parlare con il compagno: parlare di noi e conversare, di fatto quasi sussurrando all’orecchio dell’altro. Sperimentammo un momento di intimità con uno sconosciuto, l’essergli così vicino, sentire il suo profumo, appoggiarsi a lui. E questo è in parte ciò che accade ripetutamente in una milonga: spesso la magia del Tango si avvera tra due sconosciuti, che in quei tre minuti si abbracciano e si concedono all’altro nella danza.
Altri esercizi fatti nel corso dei mesi ebbero un coinvolgimento fisico maggiore (come sperimentare gli equilibri possibili tra due corpi, il giocare col peso dell’altro, sbilanciarsi verso di lui, sostenerlo, allontanarlo o attrarlo a sé, reagire alle sue richieste, decidere se seguirlo o resistergli), ma ricordo quei minuti, trascorsi sussurrando all’orecchio del compagno e ascoltando le sue parole, come una innocua ma profonda violazione del mio spazio. Forse più sensibile in questa sfera in quanto musicista abituata a suonare per anni con altri musicisti ai quali al massimo ha stretto la mano o sfiorato la guancia per saluto o scambiato rari abbracci di stima.

Ma di fatto suonare il Tango è fatto anche di questo contatto, o meglio dell’esperienza di questo contatto. In alcune figure ritmiche sembrano disegnati i passi di danza e nel modo di suonare alcuni Tango, per esempio nei – rari - momenti in cui la melodia decide di seguire il ritmo o diventa ritmo, ho ritrovato quella fisicità. A volte quasi violenta: anche parlando di amore fedele, difficilmente il Tango lo descrive a tinte tenui: “Estas clavada en mì/ como una daga en la carne” (sei inchiodata a me come n pugnale nella carne).
Il giovane musicista che si avvicina al Tango, che vuole suonarlo, avvia una ricerca che lo deve portare a conoscere e capire (per quanto possibile nei nostri agi) le ragioni profonde che motivano il suo fraseggio, il suo carattere fiero o desolatamente depresso.
Impara anche cosa siano gli accenti del Tango: che scavano, che ad ogni colpo affondano. Alcuni brani richiedono al quintetto di rinnovare ad ogni accento la stessa intenzione ed il pezzo funziona solo se ogni membro è animato dallo stesso slancio. In fondo su quel ritmo che avanza ostinato hanno ballato migliaia e migliaia di argentini e in esso hanno riconosciuto una parte del loro sentire comune: migliaia di emigranti hanno portato dentro di sé in Argentina gli ingredienti della formula del Tango, per poi trovare in quella musica, in quella cultura una realtà in cui riconoscersi.
Il Tango contiene la storia di emigrati che hanno deciso di tagliare col loro passato europeo, spesso di non raccontarlo ai propri figli. La storia di migliaia di persone (gli emigrati e poi i loro figli) è segnata da questa lacerazione, da legami familiari tranciati, salvo poi essere riscoperti – nei momenti più incerti delle vicissitudini argentine - dai discendenti alla ricerca di una cittadinanza dimenticata. Così la nostalgia di cui tanto Tango è impregnato - letteralmente il “dolore del ritorno”, che aveva legato così saldamente Ulisse al desiderio di rivedere Itaca - per gli europei emigrati in Argentina ha spesso significato il dolore di un ritorno che mai si sarebbe realizzato. Uomini completamente dedicati alla costruzione del futuro loro e dei loro figli, in un Paese – così ricco di risorse - in cui a volte si sono sentiti più ospiti che padroni di casa.

Ed ogni accento affonda.
Virginia Arancio

Berna, Febbraio 2009

* ” Ansia feroce nel modo in cui si desidera”
dal testo de “El Choclo” (Musica di Ángel Villoldo. Tasto di Enrique Santos Discepolo).
E' possibile ascoltare un'intervsita Virginia Arancio sul podcast di Radio RSI: