mercoledì 14 ottobre 2009

Speciale Laverna.net: intervista con Empedocle70 parte terza


Empedocle70: Come sono i rapporti con la SIAE? Mi pare che voi avete optato per il modello di licenza creative commons, ce ne volete parlare?

LORENZO ISACCO: I nostri rapporti sono ottimi. I loro con noi un po’ meno...forse...
Il problema non sussiste praticamente più: si, noi abbiamo aderito alla CCL come dicevo prima e questa licenza ci permette di assolvere ai diritti d’autore degli artisti in modo autonomo ed automatico: l’artista decide di mettere a disposizione la propria opera in modo gratuito e libero, utilizzando come canale distributivo strutture come Laverna.net, che svolgono tale compito in totale armonia con tale licenza, facendo in qualche occasione anche da tramite tra gli autori ed i fruitori, che possono decidere di chiedere (passo fondamentale) l’utilizzo di certa musica direttamente all’autore. Forniamo, in qualche caso, anche questo tipo di consulenza, ed è anche per questo che abbiamo aperto le sezioni radiofoniche e video di Laverna.net. Lascio approfondire maggiormente la questione del funzionamento della licenza a Mario, che è un esperto del settore.

MARIO MARINO: Come ho detto le Creative Commons sono state decisive per la nascita delle Netlabel. Sarà anche perché io non ho mai pubblicato un disco vero e proprio, ma quando sento parlare di SIAE mi sembra di essere un ragazzino che si stupisce del racconto dei "vecchi": "ma davvero un tempo esisteva un baraccone burocratico che serve solo a mantenere i suoi dipendenti? Incredibile..". E' solo una piccola anticipazione di quello che sarà tra qualche anno. Se solo fossi in grado di descrivere bene lo sguardo smarrito dei dipendenti dell'ufficio SIAE di Padova quando siamo andati a chiedere l'autorizzazione per un evento musicale interamente basato su musica Creative Commons.. ("Open" allo Stalker di Padova il 12 Marzo 2005)...


Parlaci del rapporto che avete instaurato tra internet e il downloading, credete che questi due fenomeni abbiano cambiato il modo in cui si produce e si ascolta la musica? Avete mai pensato di tornare alla produzione del supporto fisico, cd, vinile?

LORENZO ISACCO: Domandona! Certo che l’ha cambiato, in modo radicale ed irreversibile! La possibilità di scaricarti solo un brano che ti piace, ha svincolato milioni di poveri impigriti fan che non osavano più andare in un negozio di dischi per comperare l’ultimo dico dell’artista XYZ che altro non era che un bel “The Best” uguale a quello di un anno prima, MA, attenzione, contenente ben UN inedito UNO! O due, quando erano generosi.
Beh, la rete, la diffusione, la facilità di fare “click” ed avere entro pochi minuti un brano (che se poi non ti piace lo butti via, oppure scarichi tutto il resto del disco) sono tutte cose che oramai la gente non potrà più dimenticare. Se hai uno smart phone, poi, spesso lo trasformi in una stazione multimediale, un lettore MP3 in piena regola. La comodità e facilità, la diffusione e la scelta per l’utente, sono tutte cose che son cresciute a dismisura con l’avvento del downloading. Il mondo della musica è radicalmente cambiato. Solo una cosa non cambierà mai: la musica!
E qui potrei parlare per ore, ma la cosa che mi preme dire, riguardo alla tua domanda, è che la musica è sempre stata e sempre sarà una forma d’arte per feticisti. Chi più chi meno. Come la scultura, la pittura, la scrittura.. Avere “in mano” i l prodotto dell’arte dell’artista è una necessità alle volte quasi fisica. Ecco allora che in un’era nella quale apro il cellulare, metto le cuffie, digito “musica ambient” e scarico gratuitamente dei brani di elevata qualità artistica da Laverna.net (non è pubblicità, vero?) il disco o il CD acquisiscono una importanza quasi esclusivamente per feticisti. Ma è proprio in quest’ottica che non moriranno mai, anzi, è proprio di questi tempi la rinascita, in termini molto più ridotti, anche dati i sempre alti costi di produzione, proprio del vinile, in particolare.
E’ un oggetto da collezione, da esibire agli amici, da guardare e riguardare he he..
E per i puristi del suono, è indubbio che il vinile produce, nelle condizioni migliori, il miglior suono ancora attualmente possibile. Detto questo, non ti svelo niente per ora, ma il 10 di dicembre, se ti farà piacere, potremo fare un annuncio simpatico che.. si sposa appieno con questa domanda.

MIRCO SALVADORI: Come ti ho accennato prima, io arrivo dall'era vinilitica. Per noi il passaggio al cd è stato traumatico: ci dava fastidio l'impossibilità di avere in mano una copertina, il non poter leggere tutte le sue note ed impararle a memoria - virgole comprese - ma eravamo dei pazzi! E non credere, lo siamo ancora e forse di più! Siamo riusciti a passare dal vinile al cd e dal cd al download (free!) senza andare ad interrompere il flusso dell'immaginazione e della fantasia uditiva e questo sta a significare che tutti quei discorsi sull'insostituibilità del disco son cose che lasciano il tempo che trovano. Certo: ancor oggi mi vado a scegliere un buon vinile dalla mia discoteca e me lo ascolto con gusto ma questo non mi limita e non mi impone di non andarmi ad ascoltare, per esempio, un buon Enrico Coniglio downlodato di fresco dal nostro sito con il suo nuovo lavoro.

MARIO MARINO: Quoto in pieno il buon Mirco! Io adoro il vinile ma ho sempre cercato di correggere tendenze feticistiche che molto spesso ho notato in noi musicofili. Il supporto, compreso il nobile PVC, è pur sempre un pezzo di plastica, conta solo il suono che ne esce..




continua domani..

1 commento:

press Italian Project ha detto...

Venuta benino però, eh?