Visualizzazione post con etichetta Derek Bailey. Mostra tutti i post
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martedì 13 gennaio 2015
Derek Bailey On the edge - documentary about improvisation
Broadcast in 1992, On The Edge was a 4-part miniseries about improvisational music in all of its forms. Written by iconoclastic improv guitarist Derek Bailey and based on his seminal book Improvisation: Its Nature and Practice in Music, the program admirably includes everything from traditional Korean music to French Catholic liturgical organ performance to downtown New York free jazz.
venerdì 26 dicembre 2014
Derek Bailey Tribute on PREPARED GUITAR
I invite you all to read this amazing tribute to the great Derek Bailey. Many thanks to Miguel Coupon: I am honored that he wanted to post my thoughts about Derek Bailey, close to incredible musicians like David Sylvian, Noël Akchoté, Scott Fields, Steve Beresford, John Butcher, Tim Sparks and many many others. Thank you so much!
http://preparedguitar.blogspot.com.es/2014/12/derek-bailey-tribute.html
http://preparedguitar.blogspot.com.es/2014/12/derek-bailey-tribute.html
giovedì 17 ottobre 2013
Henry Kaiser Interviews Derek Bailey
A great interview of Derel Bailey made by Henry Kaiser!
Derek Bailey was interviewed by Henry Kaiser on October 21, 1975 at Bailey’s home in London. The interview was transcribed and edited by Henry Kuntz, with final alterations made by Derek Bailey.
Link: http://bells.free-jazz.net/bells-part-two/derek-bailey-the-interview-london-1975/
sabato 10 agosto 2013
venerdì 9 agosto 2013
Review of Standards by Derek Bailey, Tzadik

How many things do happen on Christmas time? We are in 2001, in New York, Derek Bailey and his wife are in the big apple, the British guitarist has come here specifically to buy a new archtop guitar, what better than to call John Zorn and Ikue Mori for a traditional Christmas dinner?
You know how these things go, a new guitar, some nice glass of wine, the pleasant company ... Derek began playing for his guests. No anti-idiomatic improvisation, it's Christmas, but some standards, of course, revisited in his own way. Zorn, who knows how things goes, takes the ball. A few days after Bailey enters the recording studio and record the seven pieces that were published in 2007 for the Tzadik label.
Derek Bailey is in great shape, a true gentleman who manages with the acoustic instrument to paint small charms, to reinterpret old songs giving them a new and exciting form and showing their own, very strong, expressive autonomy and that are the most important exciting that you can ask to a fearless explorer of music and the instrument as was the great Bailey.
Sure ... we can ask ourselves if we had to wait for Bailey and a blessed Christmas night to understand that a standard can tell us more about itself than the normal 32-bar structure and the usual harmonic-melodic-time traditionally played?
Bailey plays to hide, to cut, grind in every harmonic molodica, timbre fiber, with its improvisational form that is at the same time, primitive and refined, giving us almost an hour of great music and great ideas.
Sir Bailey ... I miss you ...
mercoledì 23 maggio 2012
Guitars Speak: Derek Bailey, Pieces for Guitar
Un grande musicista. Un grande chitarrista. Un vero maestro dell'improvvisazione. Non potevamo non farvelo ascoltare qui su Guitars Speak! Questa sera ascoltiamo uno dei suoi cd più interessanti: Pieces for Guitar. Lui è ovviamente Derek Bailey.
Links:
Radio Voce della Speranza http://www.radiovocedellasperanza.it/
Streaming http://www.radiovocedellasperanza.it/streaming/default.html selezionate Forlì
domenica 20 maggio 2012
Guitars Speak programma radio sulla chitarra in onda su Radio Voce della Speranza
Un grande musicista. Un grande chitarrista. Un vero maestro dell'improvvisazione. Non potevamo non farvelo ascoltare qui su Guitars Speak! Mercoledì sera ascolteremo uno dei suoi cd più interessanti: Pieces for Guitar. Lui è ovviamente Derek Bailey!
Links:
Radio Voce della Speranza http://www.radiovocedellasperanza.it/
Streaming http://www.radiovocedellasperanza.it/streaming/default.html selezionate Forlì
sabato 10 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
Derek Bailey & DJ Ninj - Guitar, Drums N' Bass
Me lo ricordo ancora la prima volta che ho ascoltato questo disco. Era il 1996, un martedì sera, ero in radio. Arriva un amico portando la copia masterizzata (il disco era uscito per la Avant, casa discografica giapponese di John Zorn, in tiratura limitata e all’epoca non c’erano Ebay, Amazon e il mercato di importazione era chiuso come un riccio) e la mettiamo su, c’era un po’ dia ttesa per questo lavoro. Ma come? Possibile che per grande padre dell’improvvisazione radicale inglese scegliesse di suonare assieme a un DJ e proprio sulle strutture rigide della Drums N’Bass?
Tutto vero.
Bailey chiese al DJ Ninj di preparare della basi su cui improvvisare liberamente. Ascoltare questo disco all’epoca mi fece fare un bel salto avanti, mi fece entrare nei meccanismi di Bailey, mi fece innamorare delle sue forme improvvisative e cambiò la mia opinione sulla scena musicale della drums n’ bass spingendomi ad approfondire l’argomento.
Riascoltare questo disco a distanza di 15 anni non fa più lo stesso effetto. Fa impressione rendersi conto di come e in quanto breve tempo il drums n’ bass si sia eclissato, riciclato, rinnovato, rinforzato in altre derivazioni elettroniche come il grime e il dubstep, ma si avverte un maggiore senso di forzatura nelle note della chitarra di Bailey. Si può scegliere di improvvisare con o contro un altro musicista e in questo caso sembra proprio che Derek abbia scelto questa seconda strada. Costretto, incanalato all’interno delle ritmiche frenetiche precampionate e elaborate già tempo prima (nel 1995) da DJ Ninj a Bailey sembra non essere rimasto altra possibilità che cercare di frangiare, logorare, aggredire questi beats che continuano i risuonare come tali indifferenti alle sue iniezioni di suoni chitarristici. Sembra un onda che si infrange contro uno scoglio. Sembra un albatross che sbatte le ali cercando di decollare e librarsi in aria. Avverto un senso quasi di claustrofobia.
O forse sono io che sono 15 meno giovane, più smaliziato e allenato a questo tipo di ascolti?
lunedì 20 dicembre 2010
Improvvisazione Sua natura e pratica in musica è uscito tradotto in italiano!

Autore: Derek Bailey
Traduzione di: Francesco Martinelli
Introduzione di: Arnold I. Davidson
Traduzione di: Francesco Martinelli
Introduzione di: Arnold I. Davidson
http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846726988
Improvvisazione è stato il primo ed è ancora il più importante libro che si occupa della natura dell'improvvisazione musicale. Derek Bailey ne ripercorre la storia in modo lucido e approfondito, dalla sua quasi totale estinzione nella musica europea fino al suo ritorno in auge attraverso l'influenza del jazz, delle musiche tradizionali e della ricerca musicale del XX secolo. Frutto di una serie di trasmissioni radio in cui il chitarrista inglese aveva discusso dell'improvvisazione musicale in diverse tradizioni, la prima edizione inglese del libro (1980) è poi servita da base per la realizzazione di un documentario, che ha condotto ad una edizione nuova, aggiornata e arricchita, che attraversa la musica tradizionale dell'India, il flamenco, il barocco, la musica organistica, il rock, il jazz, la musica contemporanea e l'improvvisazione libera, in appassionate conversazioni con alcuni tra i massimi rappresentanti di queste aree, come, fra gli altri, John Zorn, Steve Howe, Steve Lacy, Lionel Salter, Paco Pena, Evan Parker, Ronnie Scott.
Improvvisazione viene oggi presentato in un'edizione rivista e aggiornata ed è inserito in una collana che, in modo innovativo ed eterodosso, guarda all'improvvisazione in musica come ad una pratica filosofica a tutti gli effetti. «In fin dei conti - si legge nella prefazione al libro - l'improvvisazione, per chi suona e per chi ascolta, è una trasformazione del mondo e di noi stessi. È un esercizio che crea un nuovo universo acustico la cui creazione rappresenta una nuova visione dell'organizzazione estetica, etica e politica delle nostre vite».
Improvvisazione è stato il primo ed è ancora il più importante libro che si occupa della natura dell'improvvisazione musicale. Derek Bailey ne ripercorre la storia in modo lucido e approfondito, dalla sua quasi totale estinzione nella musica europea fino al suo ritorno in auge attraverso l'influenza del jazz, delle musiche tradizionali e della ricerca musicale del XX secolo. Frutto di una serie di trasmissioni radio in cui il chitarrista inglese aveva discusso dell'improvvisazione musicale in diverse tradizioni, la prima edizione inglese del libro (1980) è poi servita da base per la realizzazione di un documentario, che ha condotto ad una edizione nuova, aggiornata e arricchita, che attraversa la musica tradizionale dell'India, il flamenco, il barocco, la musica organistica, il rock, il jazz, la musica contemporanea e l'improvvisazione libera, in appassionate conversazioni con alcuni tra i massimi rappresentanti di queste aree, come, fra gli altri, John Zorn, Steve Howe, Steve Lacy, Lionel Salter, Paco Pena, Evan Parker, Ronnie Scott.
Improvvisazione viene oggi presentato in un'edizione rivista e aggiornata ed è inserito in una collana che, in modo innovativo ed eterodosso, guarda all'improvvisazione in musica come ad una pratica filosofica a tutti gli effetti. «In fin dei conti - si legge nella prefazione al libro - l'improvvisazione, per chi suona e per chi ascolta, è una trasformazione del mondo e di noi stessi. È un esercizio che crea un nuovo universo acustico la cui creazione rappresenta una nuova visione dell'organizzazione estetica, etica e politica delle nostre vite».
martedì 28 ottobre 2008
Recensione di Derek Bailey - Improvisation: Its Nature and Practice (1992) di Empedocle70

Derek Bailey (Sheffield, 29 gennaio 1930 – 25 dicembre 2005)
Paperback: 160 pages
Publisher: Da Capo Press (August 21, 1993)
Language: English
Derek Bailey è stato un chitarrista inglese, padre della “improvvisazione libera”. Nella sua lunga carriera, oltre a un’eccellente produzione discografica, ha saputo dimostrare anche una notevole capacita come giornalista e critico musicale fondando la rivista Musics nel 1975, descritta come “rivista d’arte sulla “impromental experivisation”, una delle pubblicazioni sul jazz più significative della seconda metà degli anni ’70. Nel 1980 scrive il libro “Improvvisazione: Natura e Pratica”, che fu adattato dal inglese della BBC sottoforma di serie TV divisa in quattro parti all’inizio degli anni ’90, scritta e illustrata da Bailey stesso che a sua volta ha contribuito a questa seconda edizione uscita nel 1992 per la Da Capo Press, casa editrice ben nota per l’attenzione dedicata alla saggistica musicale.
Ci tengo a fare una precisazione importante: questo non è un testo su come improvvisare o imparare a improvvisare, ad essere sincero non credo che possa nemmeno esistere un simile libro e questo lo stesso Bailey lo mette ben in chiaro da subito. Questo libro semplicemente parla di improvvisazione musicale ed è il primo libro a farlo trattando l’argomento sviscerandolo in maniera filologica, analitica ed esaustiva in tutte le sue forme: musica indiana, flamenco, barocco, organo, rock, jazz, psichedelica, contemporanea, e "free". A ulteriore sostegno alla sua tesi della difficoltà di codificare il concetto di improvvisazione e di renderlo organicamente trasmissibile tramite la tradizione scritta il libro contiene anche delle bellissime conversazioni e interviste con artisti particolarmente votati all’arte improvvisatoria: tra cui John Zorn, Jerry Garcia, Steve Howe, Steve Lacy, Lionel Salter, Earle Brown, Paco Peña, Max Roach, Evan Parker, e Ronnie Scott-Bailey.
Le 160 pagine del libro offrono una chiara e esaustiva visione del fenomeno, in considerazione dell’incredibile spettro di possibilità insite nella pratica di improvvisazione, e della sua importanza come base per il processo decisionale insito nella creazione e composizione istantanea della musica, qualunque sia il genere in esame.
Fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi all’improvvisazione, purtroppo non mi risulta ne esista una traduzione in italiano, ma comunque l’inglese scolasticamente corretto e scorrevole con cui è scritto non è di diffide comprensione.
Empedocle70
Paperback: 160 pages
Publisher: Da Capo Press (August 21, 1993)
Language: English
Derek Bailey è stato un chitarrista inglese, padre della “improvvisazione libera”. Nella sua lunga carriera, oltre a un’eccellente produzione discografica, ha saputo dimostrare anche una notevole capacita come giornalista e critico musicale fondando la rivista Musics nel 1975, descritta come “rivista d’arte sulla “impromental experivisation”, una delle pubblicazioni sul jazz più significative della seconda metà degli anni ’70. Nel 1980 scrive il libro “Improvvisazione: Natura e Pratica”, che fu adattato dal inglese della BBC sottoforma di serie TV divisa in quattro parti all’inizio degli anni ’90, scritta e illustrata da Bailey stesso che a sua volta ha contribuito a questa seconda edizione uscita nel 1992 per la Da Capo Press, casa editrice ben nota per l’attenzione dedicata alla saggistica musicale.
Ci tengo a fare una precisazione importante: questo non è un testo su come improvvisare o imparare a improvvisare, ad essere sincero non credo che possa nemmeno esistere un simile libro e questo lo stesso Bailey lo mette ben in chiaro da subito. Questo libro semplicemente parla di improvvisazione musicale ed è il primo libro a farlo trattando l’argomento sviscerandolo in maniera filologica, analitica ed esaustiva in tutte le sue forme: musica indiana, flamenco, barocco, organo, rock, jazz, psichedelica, contemporanea, e "free". A ulteriore sostegno alla sua tesi della difficoltà di codificare il concetto di improvvisazione e di renderlo organicamente trasmissibile tramite la tradizione scritta il libro contiene anche delle bellissime conversazioni e interviste con artisti particolarmente votati all’arte improvvisatoria: tra cui John Zorn, Jerry Garcia, Steve Howe, Steve Lacy, Lionel Salter, Earle Brown, Paco Peña, Max Roach, Evan Parker, e Ronnie Scott-Bailey.
Le 160 pagine del libro offrono una chiara e esaustiva visione del fenomeno, in considerazione dell’incredibile spettro di possibilità insite nella pratica di improvvisazione, e della sua importanza come base per il processo decisionale insito nella creazione e composizione istantanea della musica, qualunque sia il genere in esame.
Fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi all’improvvisazione, purtroppo non mi risulta ne esista una traduzione in italiano, ma comunque l’inglese scolasticamente corretto e scorrevole con cui è scritto non è di diffide comprensione.
Empedocle70
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