lunedì 19 gennaio 2009

Luca Trevisani in residenza al Museo Carlo Zauli


L'artista veronese Luca Trevisani sarà il prossimo ospite della residenza d'artista al Museo Carlo Zauli per l'anno 2009, anche quest'anno curata da Daniela Lotta.


per info sull'artista http://www.lucatrevisani.com/

Speciale Paolo Angeli: Discografia

























Books:
- Paolo Angeli Canto in Re, Il canto a chitarra nella Sardegna settentrionale, ISRE 2005
(Book+live CD+ a box of 4 CDs - with recordings from 1929 to 1967 - dedicate to the history of traditional music for guitar in the North of Sardinia).

Recordings:
- Paolo Angeli Tessuti, Plays Frith & Björk ReR PA03, 2007
- Paolo Angeli Nita l’angelo sul trapezio ReR PA02, 2005
- Paolo Angeli Bucato ReR PA01, 2003
- Paolo Angeli Linee di fuga Erosha ERH 012, 1998
- Paolo Angeli Dove Dormono gli Autobus Erosha ERH 006, 1995

- Paolo Angeli-Evan Parker-Ned Rottemberg Free zone Appleby 2007 PSI08/04, 2008
- Paolo Angeli-Mats Gustafsson Andature Portanti, Phonometak Series #2 Wallace 82, 2007
- Paolo Angeli (with Dan Breen, Audrey Chen, Mike Evans, Neil Feather, Katt Hernandez) Mede, Hight Zero 014, 2004
- Paolo Angeli Drawing Circe, ArtShip recording 53, 2003
- Paolo Angeli-Hamid Drake Uotha Nubop 001, 2005
- Paolo Angeli-Antonello Salis Ma.Ri Auand 005, 2003

- Riccardo Pittau Congregation V IV MMV Death Jazz Improvvisatore Involontario 07, 2008
- Orquestra Mediterranea Orquestra Mediterranea SESC SP04/06, 2006
- Adriano Orru Solos and Duets TCZ 007, 2005
- Alberto Masala Proveniamo da estremi Erosha ERH 018, 2002
- Stefano Zorzanello Mistress Erosha 014, 1999
- Fred Frith Stone, brick, glass, wood, wire (graphic score) I dischi di Angelica 1999
- Fred Frith Pacifica Tzadik 1998
- LM&I Colpi secchi/Giro di basso Erosha ERH 008, 1996
- LM&I/Jon Rose Rosemberg's revised Timetable Erosha ERH 004, 1995
- LM&I A propos de... Erosha ERH 001, 1993


He also appears on the following CDs:
- AA.VV. Isole che Parlano 00/03 ICP01, 2003
- AA.VV. Isole che Parlano Erosha ERH 015, 2000
- AA.VV. Tajra la voce creativa Caranas 108 1999
- AA.VV. Trasmigrazioni Il Manifesto 1996
- Jon Rose Techno mit Stoerungen ein projekt von Jon Rose 1996
- Diamant Brin Skitnica Erosha 1995
- Fastilio Fastilio Erosha ERH 003, 1995
- AA.VV. (with Banda Roncati) Festival Internazionale di Musica Angelica CaiCai 1994
- AA.VV. (with Butch Morris/Eva Kant) Festival Internazionale di Musica Angelica CaiCai 1993
- AA.VV. (with Fred Frith/Eva Kant) Festival Internazionale di Musica Angelica CaiCai 1992
- AA.VV. (with LM&I) Festival Internazionale di Musica Angelica CaiCai 1991
-Happening digitali interattivi edited by Tommaso Tozzi 1992

Speciale Paolo Angeli: Biografia



Nato nel 1970, inizia a suonare la chitarra a 9 anni. Cresce a Palau in un ambiente musicale estremamente stimolante. La chitarra e la voce del padre - suo primo maestro - l’autobus con la batteria, le galline e i meloni, i gruppi rock ‘diroccati’ in una vecchia falegnameria - alle prese con i concerti di piazza e le serate di carnevale - lo indirizzano verso una navigazione senza barriere stilistiche nel mondo della musica.

Diplomato Nautico, nel 1989 si trasferisce a Bologna. È durante l'occupazione universitaria del 1990 che nasce il Laboratorio di Musica & Immagine: variopinto ensemble di 14 musicisti che - scardinando le barriere tra i generi musicali e praticando composizione e improvvisazione collettiva - si pone all’attenzione dei principali festival europei di musica innovativa. Sospeso tra il post-rock da camera di Mistress, il duo con Stefano Zorzanello, i set di improvvisazione con Jon Rose, la realizzazione dell’opera Pacifica di Fred Frith, il coro a Tasgia, le funamboliche danze dei serbi Diamant Brin e dei Trabant, inizia a suonare la tuba con la Banda Roncati - straordinaria esperienza di musica nel sociale. Nello stesso periodo è tra i fondatori della Scuola popolare di musica Ivan Illich e dell’etichetta indipendente Erosha. Simultaneamente viene folgorato dall’incontro con Giovanni Scanu - chitarrista di Luras scomparso all’età di 95 anni - da cui apprende le forme e i moduli del canto a chitarra gallurese e logudorese.

Dall’incontro-scontro tra avanguardia extra-colta e tradizione popolare nasce la chitarra sarda preparata: strumento orchestra a 18 corde - ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria - dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile. Con questa singolare propaggine - realizzata dall’artigiano Francesco Concas - Paolo rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale.

È del 1995 il suo album visionario Dove dormono gli autobus, eseguito live dall’ottetto Fraìli. Nel 1997 vince il concorso Posada Jazz Project e incide Linee di fuga primo lavoro con la chitarra modificata. Nel 2003 pubblica Bucato, CD live in ‘Solo’ prodotto dalla label inglese ReR, sintesi di quattro anni di concerti in tutta Europa. Seguono le tournée in Canada e Stati Uniti, immortalate nelle pubblicazioni live Mede e Drawing Circle. Nello stesso anno, su richiesta di Pat Metheny, progetta un nuovo modello di chitarra sarda preparata e nella Liuteria Stanzani nascono due chitarre gemelle, una delle quali è adottata dal musicista americano. Nel 2005 realizza per la ReR Nita, l’angelo sul trapezio, colonna sonora immaginaria che vede coinvolti gran pare dei musicisti della scena creativa bolognese. Nita è una sintesi sospesa tra la creatività dei colletivi e la freschezza della musica tradizionale sarda. Il 2007 si apre con l’eclettico Tessuti - progetto in Solo dedicato alle composizioni di Fred Frith e Björk - con il vinile Andature Portanti e con il work in progress Ritagli di Tempo, rilettura live di tutti i suoi lavori realizzati in studio.

Tra i sodalizi artistici va citato il duo con Fred Frith, quello con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis - con il quale ha inciso Ma.Ri, caleidoscopico CD live interamente improvvisato - e il duo con Hamid Drake - il CD Uotha documenta l’ispirata esibizione nel festival Jazz di Sant’Anna Arresi.

Paolo Angeli è laureato in Etnomusicologia al DAMS di Bologna. Dal 1997 collabora con l’ISRE, alla costituzione della fonoteca Archivio Mario Cervo. Come ricercatore ha pubblicato Canto in Re - volume storico analitico sul Canto a Chitarra, accompagnato da un cofanetto di 4 CD con incisioni datate tra il 1930 e il 1967. Insieme a Nanni Angeli è il direttore artistico di Isole che parlano, rassegna sospesa tra tradizione e innovazione che si svolge dal 1996 a Palau.

Ha suonato con Fred Frith, Jon Rose, Otomo Yoshide, Antonello Salis, Hamid Drake, Evan Parker, Pat Metheny, Nuno Rebelo, Lukas Simonis, Andy Ex, Verian Weston, Robert Dick, Lukas Ligeti, Phillip Greenlief, Shoko Hikage, Alex MacSween, Gino Robair, Tim Perkins, Frank Schulte, Carlo Actis Dato, Gianni Gebbia, Alberto Masala, Audrey Chen, Mike Evans, Neil Feather, Katt Ernandez, Dan Breen, Janet Fader, Camel Zekri; con la conduzione di Elliot Sharp, Butch Morris, Giancarlo Schiaffini, Fred Frith.
Si esibisce continuativamente nei festival, teatri, gallerie, avant-jazz club di Europa, Canada, Stati Uniti, Russia, Brasile. Nelle situazioni informali e in Gara ha accompagnato i più noti Cantadores ancora in attività. Ha svolto conferenze sul Canto a chitarra nei Festival Internazionali, nei Conservatori e nelle Università italiane e francesi.
Paolo Angeli Website: http://www.paoloangeli.it/

domenica 18 gennaio 2009

Contemporary music in live audio streaming


Organizzatore: Francesco Cuoghi, Gabriel Maldonado, Maurizio Barbetti
Inizio: lunedì 19 gennaio alle ore 21.00
Data fine: lunedì 19 gennaio alle ore 23.00
Dove: Libreria Bibli, Via dei Fienaroli 28, Roma, Italy


http://82.211.11.85:20032/listen.pls

Torneo Internazionale di Musica TIM 2009



Ideato da Luigi Fait nel 1990, il Torneo Internazionale di Musica si svolge secondo uno schema quasi rivoluzionario per una competizione musicale. Dopo le preselezioni d’idoneità, seguono 4 fasi – Selezioni definitive, Quarti di Finale, Semifinali e Finali - in cui i concorrenti, senza limiti d'età, sono giudicati da una giuria internazionale e dall'intero pubblico in sala. La formula ha riscosso un successo inimmaginabile fin dalla sua prima edizione, svoltasi a Roma nell’arco di 31 concerti con la partecipazione di 184 musicisti selezionati. Dalla terza edizione, i partecipanti hanno superato i 3000 e da allora oscillano intorno ai 4000, con provenienze da 70 paesi; mentre le selezioni e i concerti si svolgono in vari paesi europei. La competizione, aperta a quasi tutte le discipline musicali compresa la composizione e alla critica musicale, premia ad ogni edizione i vincitori di ogni disciplina con contratti di lavoro per la stagione seguente, presso gli enti amici del concorso distribuiti in vari paesi europei


sabato 17 gennaio 2009

Musica, attualità e impegno sociale nel blog del chitarrista casertano Carmine Migliore

DAL MISSISSIPI AL VOLTURNO, STORIE DI BLUES NELL'INFERNO DI GOMORRA

"Canto la voglia di vita e di riscatto dei neri d'America, dei bambini di Gaza e di Beslan"

CAPUA – Musica di qualità, impegno sociale e nuove tecnologie nel blog del chitarrista Carmine Migliore, già raggiungibile da qualche giorno all'indirizzo http://www.migliorecarmine.blogspot.com/."

Dal Mississipi al Volturno, storie di blues nell'inferno di Gomorra", questo il titolo che il musicista casertano ha scelto per presentare la sua nuova avventura artistica: un proprio diario on-line, caratterizzato ancora una volta da una particolare attenzione per l'attualità. "Canto la voglia di vita e di riscatto dei neri d'America – è scritto nel messaggio di benvenuto ai lettori -, dei bambini di Gaza e di Beslan, dei bambini persi nelle strade perdute del mondo. Ma mi accompagna da tempo un pesante fardello di tristezza: non c'è più pace nella mia terra, le armate infernali di Gomorra sono ovunque, e vogliono cancellare i sogni della mia generazione .Lo spartito dell'odio dell'armate infernali di Gomorra ogni giorno viene imbrattato di nuovo sangue, sigillato con il piombo che mortifica corpi indifesi, che costringe con la minaccia del terrore ad abbassare la testa, a voltare lo sguardo dall'altra parte. E anche se spesso gli strumenti di morte dell'armate infernali di Gomorra sembrano sovrastare il suono della mia chitarra, non mi arrendo, perché verrà il tempo della loro sconfitta".A breve, infine, tante altre interessanti novità per gli internauti e i fan del chitarrista: un sito ufficiale rinnovato nell'aspetto e nei contenuti ( come dimostra la nuova homepage di http://www.carminemigliore.it/, dove è possibile ascoltare il brano "Lettera a mio figlio"), e un canale su YouTube con i migliori filmati delle sue performance dal vivo.

XIII edizione incontri chitarristici del Mediterraneo: le foto parte terza



Zema e Barricelli durante la prova di liuteria

Duo Zema


Mario Grimaldi, Angelo Barricelli, Lorenzo Frignani, Silvia Zanchi e Davide Serracini




Liuteria Sansone


XIII edizione incontri chitarristici del Mediterraneo: le foto parte seconda

Laurent Boutros con l'allieva Serena




Antonino Scandurra



Giorgio Albiani, Laurent Boutros, Eszter Lencses, Angelo Barricelli Salvatore Zema, Ciro Carbone


Giorgio Albiani


venerdì 16 gennaio 2009

"La chitarra dell'800" al Museo degli Strumenti Musicali


Il corso annuale "La chitarra dell’Ottocento" si svolgerà quest'anno presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, P.za S.Croce in Gerusalemme, 9 -Roma ed il suo programma si svolgerà nell'arco di due anni.

Anche quest'anno la Erom, Edizioni Romana Musica, offre 10 borse di studio che verranno assegnate, su richiesta, al corsista che dimostri, presentando il suo curriculum, di avere le competenze adeguate per seguire il corso o partecipi all'audizione preliminare la mattina di sabato 24 gennaio. L'assegnazione della borsa di studio dà diritto a seguire gratuitamente il corso.

Nel mese di febbraio si svolgerà il concerto dei corsisti 2008, durante il quale verranno presentate due revisioni scelte tra i lavori dei partecipanti pubblicate dalla Erom.

La partecipazione è aperta sia ad allievi effettivi, anche se provvisti di strumento moderno (durante le lezioni saranno messe a disposizione dal Maestro chitarre originali d’epoca) sia ad allievi uditori.

Il costo completo del corso è di €.600 annuali (comprensivi della quota di iscrizione) per gli allievi effettivi, e della sola quota di iscrizione annuale (80 €.) per gli allievi uditori.
Gli assegnatari della borsa di studio dovranno corrispondere la sola quota di iscrizione annuale (80 €.).

Per partecipare all’assegnazione della borsa di studio occorre inviare un curriculum artistico-culturale, unitamente alla specifica richiesta ed alla domanda di iscrizione, e/o partecipare ad un’audizione il 24 gennaio. A parità di valore artistico, varrà la priorità di arrivo dell’iscrizione.

Le iscrizioni e le richieste per le borse di studio dovranno pervenire tramite e-mail indirizzata a info@rossorossini.com, cui ci si può rivolgere anche per avere ulteriori informazioni.

Il corso si svolgerà al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, P.za Santa Croce in Gerusalemme, 9 (S.Giovanni)-Roma, dalle ore 10,00 alle 13,30 e dalle 15,00 alle 18,00 nelle seguenti date (fissate fino a giugno 2009): 24 gennaio, 21 febbraio, 28 marzo, 18 aprile, 23 maggio e 13 giugno.


Durante gli incontri, a cadenza mensile, si approfondiranno i metodi, il repertorio e la prassi esecutiva della musica per e con chitarra del primo ottocento suddivise in lezioni pratiche individuali e teoriche collettive.

Alcune opere approfondite durante il corso daranno vita a revisioni realizzate dai corsisti stessi; le migliori saranno segnalate dal docente alla casa Editrice Erom, Edizioni Romana Musica per la realizzazione di una antologia di brani del primo ottocento.

Per il conseguimento del diploma di fine corso gli allievi dovranno esibirsi in un concerto pubblico, alla presenza di una commissione presieduta dal docente del corso, presentando brani dal repertorio studiato durante l’anno. Dovranno inoltre presentare una tesina su argomenti concordati con il docente, le migliori relazioni saranno pubblicate dalla Casa Editrice Erom, Edizioni Romana Musica.

I migliori corsisti saranno invitati a partecipare alle manifestazioni concertistiche organizzate dalla Rosso Rossini per l’anno 2009.

Francesco Taranto

info@rossorossini.com
http://www.rossorossini.com/
francescotaranto@francescotaranto.it
http://www.francescotaranto.it/

XIII edizione incontri chitarristici del Mediterraneo: le foto parte prima



Antonino Scandurra e Lorenzo Frignani




Davide Serracini






Angelo Barricelli e gli allievi




Angelo Barricelli, Salvatore Zema e Silvia Zanchi con le sue chitarre



A lezione


XIII edizione incontri chitarristici del Mediterraneo di Enzo Tromba

In quattro giorni strepitosi il maestro Salvatore Zema, direttore artistico, della XII edizione degli incontri chitarristici del Mediterraneo, ci restituisce il ritratto di un appuntamento che ha messo in scena un’ampia schiera di musicisti , che con le loro note hanno dato voce ai significati più inafferrabili.Nei Saloni di rappresentanza del Comune e della Provincia di Reggio Calabria si sono tenute le masterclass ed i concerti di mezzogiorno con trenta giovani, belli, giocosi, che hanno suonato con piglio solare di luminoso ottimismo, apprendendo la lezione dai nove grandi maestri che si sono alternati in uno splendido intreccio di chitarre dal suono sontuoso e cesellato. Il Salone delle esposizioni dell’Amministrazione Provinciale ha ospitato l’aristocrazia della liuteria italiana Candela, Di Lernia, Fasanaro, Frignani, Grimaldi, Sansone, Scaglione, Scandurra, Serracini e Silvia Zanchi. Un perfetto gioiello d’equilibrio esecutivo, il concerto di giovedì 11 dicembre tenuto all’auditorium del Conservatorio “Cilea” dal toscano Giorgio Albiani ,che esegue una serie di brani , un pellegrinaggio dell’anima, che fa scaturire brevi prose di grande intensità, insieme ironiche, sarcastiche.Una valanga di classici della chitarra suonati con virtuosismo, esce dalle mani dello spagnolo Javer Garcia Moreno, uno dei migliori interpreti d’oggi. Suono fabulatore, espresso nella consueta prosa altiloquente, quello messo in scena dal catanese Agatino Scuderi e dal napoletano Ciro Carbone, venerdì 12 dicembre all’Auditorium del Cipresseto.Cammei fascinosi incisi con drammatica vitalità esecutiva le note che escono dalla chitarra di Scuderi.Una miscela di fraganza sonora, l’esecuzione di Carbone, musica napoletana, tracce di ballate provenzali.Il che ci conferma che, quando la musica è veramente bella e riuscita, può appartenere a molte epoche perché il suo senso continua a dispiegarsi ad ogni nuova lettura.Un prezioso intarsio di suoni e forme musicali il concerto di sabato13 dicembre nel salone delle conferenze del palazzo della Provincia, tenuto dal casertano Angelo Barricelli e dal francese d’origini armene Laurent Boutros. Barricelli potremmo nominarlo esperto in “paesologia”, disciplina inesistente ma necessaria, la sua chitarra ci racconta l’abbandono e lo smarrimento, la memoria e l’oblio con un timbro esatto e crudo che fotografa la realtà del nostro mezzogiorno.Gli indizi autobiografici che traspaiono dall’esecuzione di Boutros, nei suoi brani che lui scrive, trasmettono la condizione del dolore la ferita che ha segnato il popolo armeno insieme all’impossibilità di raccontare la realtà direttamente.Un concerto che esprime grande vitalità e che racchiude la ricerca di mille sentieri, quello di domenica 14 dicembre al Palazzo della Provincia del messinese Nicola Oteri e dell’ensemble di chitarre palermitano “V.Bellini”.Le note di Oteri come dispositivo per misurare il tempo, traducendolo in sentimenti emozioni, ricordi.Il suono dell’ensemble di chitarre “V.Bellini” restituisce un’anima alle cose, le trasforma in specchi eloquenti in allegorie mute. Splendidi questi quattro giorni dedicati a chi ama la chitarra, ma anche a chi voglia lasciarsi stregare dal sogno della Fata Morgana.


Enzo Tromba

giovedì 15 gennaio 2009

Arturo Tallini plays Cage 4'33''


Una nota su 4'33''

4'33'' è il pezzo che rappresenta la presenza-assenza

quella di colui che ci sta di fronte, parla con noi, ci guarda e sta pensando ad altro
è altrove, e noi ce ne accorgiamo per il vago senso di inquietudine e fastidio che ci prende la pancia;
una promessa non mantenuta, una solitudine schiacciante, del musicista e del pubblico, a fronte di una comunicazione apparente

....un concertista che attacca....senza mai arrivare a suonare una nota....

Il concertista sul palco, diventa così l'icona del nulla....

ma egli è anche porta aperta su tutto ciò che noi possiamo diventare e intuire dopo 4’33’’di silenzio


Arturo Tallini


56 anni fa il compositore americano John Cage (1912-1992) presentava in pubblico la composizione 4,33, ovvero 4 minuti e trentatrè secondi di silenzio, tanti dovevano bastare al pianista che si apprestava ad eseguire musica classica. John Cage aveva osservato quei pianisti che quando si siedono davanti al pianoforte, prima di battere sui tasti, si concedono lunghi istanti di concentrazione, perfino minuti. Nel 1952 Cage li ha battezzati per tutti 4,33. Fondamentale fu la scoperta del silenzio come spazio di vita sonora, con John Cage quale massimo esploratore. Il silenzio, ha scritto Cage, "è quell'aspetto del suono che può essere espresso sia dal suono che dalla sua assenza, tanto positivamente che negativamente." In genere quando si viene a conoscenza di questo pezzo la prima reazione è quella di meraviglia, poi di dubbio, e infine di divertimento: è senza alcun dubbio una presa in giro.Una provocazione? Anche, ma non solo, perché questa musica ha un senso e, al di là di tutto, si ascolta. La musica è provocata dai rumori involontari o meno dell'esecutore e del pubblico, nonché dell'ambiente circostante. Una possibile chiave di lettura per questo “brano” può essere la rinuncia a qualsiasi intenzione. La rinuncia alla centralità dell'uomo. Il silenzio non esiste, c'è sempre il suono: il suono del proprio corpo, i suoni dell’ambiente circostante, i rumori interni ed esterni alla sala da concerto, il mormorio del pubblico se ci si trova in un teatro, il fruscio degli alberi se si è in aperta campagna, il rumore delle auto in mezzo al traffico. Cage vuole condurre all'ascolto dell'ambiente in cui si vive, all'ascolto del mondo. È un'apertura totale nei confronti del sonoro, del suono. Se vogliamo si tratta di una rivoluzione estetica in chiave teatrale: è la dimostrazione che ogni suono può essere musica.
Berio ha scritto: “musica è tutto ciò che ascoltiamo con l’intenzione di ascoltare musica, e che tutto può diventare musica” (1), Cage ha rivoluzionato il concetto di ascolto musicale, ha cambiato l'atteggiamento nei confronti del sonoro, ha messo in discussione i fondamenti della percezione.
Una musica d'ambiente? Non proprio. La musica d'ambiente propone dei modelli musicali (melodie, ritmi, una forma qualsiasi, non invadente in genere) in un contesto non musicale (aereoporti, centri commerciali...). In maniera del tutto inversa Cage propone un modello non musicale in un contesto musicale (un concerto). Perché eseguire questa composizione silenziosa?Prendiamola come un invito: 4'33'' è una proposta divertita di un compositore umorista, che prende la vita e la musica come un bellissimo gioco infantile in cui ci si meraviglia ancora delle cose. Allora chiudiamo gli occhi e percepiamo i più piccoli rumori delle persone e delle cose che sono intorno a noi.C'è un senso? Non so .. ma alla fine è davvero così importante che vi sia un senso?

Empedocle70

mercoledì 14 gennaio 2009

Video di Pablo Marquez

Bach Sanata Nº 1 by Pablo Márquez (I Adagio)



Bach Sonata Nº 1 by Pablo Márquez (II Fugue)



Bach Sonata Nº 1 by Pablo Márquez (III Siciliano)



Bach Sonata Nº 1 by Pablo Márquez (IV Presto)

martedì 13 gennaio 2009

Ensemble Arc En Ciel in concerto Domenica 25 gennaio

Corte Coriano Teatro
http://www.cortecorianoteatro.it/




Domenica 25 Gennaio 2009 ore 17
Ensemble Arc En Ciel






































Prima parte
Antonio de Cabezòn Tiento 1557

G. P.Telemann (1681-1767)

Adagio - Allegro - Grave - Allegro in re maggiore

Alessandro Marcello ( 1684-1750 )
Adagio per strumento solista e ensemble


Autore ignoto (tradizione popolare)
Hava Nagila Testi estratti dal diario di Anna Frank
Danza Slovena - Danza Rumena - Danza Serba - Danza Croata

Celso Machado
Danze Brasiliane
Cateretê (Dança Popular de Minas Gerais )
Xote (Dança Popular de Nordeste)
Ciranda (Roda, roda ) Pablo Neruda Oceano...
Cantiga (Minar) Pablo Neruda Cuerpo de mujer
Ponteio ( Agalopado)
Catira (Bati sola )
Frevo (Isquenta ô pé )

Arvo Pärt Fratres 1977/82

Stepan Rak ( 1945 ) Rumba 1989

Beatles Yesterday 1965

Seconda parte

Aldo Vianello Deja vu 1998

Ensemble Arc En Ciel

L'Ensemble "Arc En Ciel" è formato da giovanssimii chitarristi ed ex alunni provenienti dalle esperienze della Scuola Media Alighieri-Fermi (indirizzo musicale) e dalla sezione musicale del Liceo Albert Einstein di Rimini.

L'Ensemble è al suo terzo anno di attività e già nel primo anno ha partecipato con successo allo spettacolo " Danza per una Vita " al Teatro Novelli di Rimini promosso dalla Provincia di Rimini.
Nel 2008 ha tenuto numerosi concerti con gradito riscontro del pubblico.

Scopo dell'Ensemble è muoversi con serietà accademica e ironica allegria tra il repertorio tradizionale e popolare adatto all'insieme degli strumenti a pizzico.

Il musicista Aldo Vianello è loro guida e coordinatore http://www.musicavianello.it/

Ensemble

Aldo Vianello conductor
+ Serena Montanari chitarra basso – mandolino
*Maria Costanza Vianello violino - foglio

Prime chitarre
+Marta Cavalli (voce) , Michael Barletta* ( bass – electric guitar ) , +Chiara Gentilini

Seconde chitarre

Giulia Rastelli* (recitante) , Giorgia Barbero°

Terze Chitarre
*Debora Armanni , *Antonella Tomaselli ,* Lorenzo Pratelli , Linda Duranti° , Cristian Bartolini°

Quarte Chitarre
Virginia Bezzi* , Davide Capelli*

* Liceo Albert Einstein di Rimini° Scuola Media Alighieri- Fermi di Rimini + Aggiunti

Recensione di Musica Del Delfin di Pablo Marquez di Empedocle70


Pablo Marquez è un chitarrista classico argentino la cui abilità e virtuosismo sono stati messi a disposizione di situazioni, collaborazione e ambiti musicali disparati e diversi tra loro. Ha suonato con gruppi quali Ensemble Intercontemporain, nonché con gruppi di musica tradizionale argentina, studiando anche con il maestro di bandoneon Dino Saluzzi, mentre il suo coinvolgimento con la musica contemporanea ha portato anche lui a collaborare con compositori come Luciano Berio, Gyorgy Kurtag e Maurizio Kagel.
Musica Del Delfin, uscito per la ECM New Series nel 2007, è una raccolta di musiche di Luys de Narvàez, musicista e compositore spagnolo nato nel 1500. I 17 pezzi contenuti nel cd erano stati originariamente scritti per la vihuela, uno strumento simile alla chitarra in voga nel 16 ° secolo e che oggi viene visto da molti come un precursore dell’attuale strumento a sei corde che conosciamo e tratti dalla raccolta di Navarez pubblicata nel 1580 come Los Seys Libros del Delphin de Musica, dove si trovano diversi tipi di fantasie, brani secolari e canzoni religiose. Per questa incisione, Marquez ha scelto diciassette di queste quaranta opere. Lo stesso Marquez nel bel libretto che accompagna il cd (puro stile ECM) sottolinea il suo più profondo rispetto per la musica di Narvaez di lavoro, spiegando come gli siano accorsi venti anni lo studio della musica rinascimentale al fine di dotarsi delle necessarie abilità per poter suonare con la chitarra classica queste composizioni: uno dei suoi obiettivi era quello infatti quello di dimostrare la assoluta attualità della musica rinascimentale mostrando come essa possa essere riprodotta anche senza vihuela e con la moderna chitarra classica. Non si può non confermare che l’obiettivo è stato raggiunto con successo! Marquez riesce a creare un ambiente elegante e intimo, rendendo Musica del Delphin un cd bello, piacevole, orecchiabile e rilassante, in grado di offrire numerosi spunti di riflessione. Queste musiche non sono tenui ricordi di un passato ormai estinto, ma nelle mani di Marquez diventano momenti sospesi, composizioni astratte, veri ideali musicali riportate alla vita dal discreto e gentile virtuosismo di questo grande chitarrista.

Empedocle70

lunedì 12 gennaio 2009

MILONGA DE LA EMERGENCIA


IL TORCHIO

vi invita alla:

MILONGA DE LA EMERGENCIA

(...tienimi che ti tango )
Musicalizador: Peppe di Gennaro

Venerdì 16 gennaio 2009 h. 22.00

Info: 3337537731 - 3207159944

Per prenotazione tavoli entro e non oltre le h. 18.00
presso:SpazioTorchio

via colonnello Aliperta

Parco degli Aromi

Somma Vesuviana (NA)

Tellus su UbuWeb di Empedocle70



Di UbuWeb, il mitologico archi­vio database avantgarde, abbiamo già parlato. Di recente però la mia attenzione si è concentrata sulla pubblicazione on line, da parte dello stesso UbuWeb, dell'intero, o quasi, catalogo Tellus, audio magazine in cassetta che in un decennio esatto, tra il 1983 e il 1993, sfornò un totale di 27 uscite (in realtà gli ultimi tre numeri videro la luce in cd). In termini di singoli brani, questo si traduce in circa 400 mp3 liberamente scaricabili dal sito, ed è veramente un tesoro che vale la pena approfondire. Ma, al di là dell'innegabile valore sia storico che prettamente qualitativo della proposta, il ritorno di Tellus ha contribuito a rinfocolare il dibattito sugli antenati reali o presunti di quelle pratiche di condivisione/scambio tipiche dell'Era della Rete che, a parere di molti, furono di fatto anticipa te dal tape network anni '80.
Tellus è un progetto ideato da Joseph Nechvatal come una vetrina dell’avanguardia newyorkese, nato in quel clima tipico degli inizi anni 80 in cui confluirono la tradizione avant e gli ultimi fuochi no wave secondo una tradizione già consolidata negli anni 70 . A partire dal numero 5 del 1984 ad ogni uscita corrispose un tema specifico (Audio VisuaI> The Sound'of Radio, just Intonation, Power Electronics, persino Tango, ecc), in generale ogni nastro era un piccolo riassunto delle tendenze che animavano un sottobosco newyorchese perennemente in bilico tra rock, sperimentazione multimediale, sound-poetry, retaggi minimal, esaltazioni, eccetera. Tra i protagonisti della serie troviamo nomi quali Sonic Youth, Uve Skull, Michael Gira, Liquid Liquid, Rhys Chatham, Glenn Branca, Christian Marclay, John Zorn. Tellus nasce all’interno di un fenomeno, quello della cassette culture e del succitato tape network, le cui fondamenta poggiavano su due elementi base: prima di tutto la scelta di un supporto audio la cassetta a nastro senza dubbio amatoriale, ma economico e facilmente duplicabile da chiunque avesse a disposizione una piastra. In secondo luogo l'esistenza di una rete fatta di fanzine, newsletter, indirizzari ecc in cui era possibile scambiare i materiali principalmente via posta, secondo una prassi esplicitamente "orizzontale". Se una descrizione del genere vi fa pensare a un versione primitiva della masterizzazione dei cdr o del file sharing non è un caso. Sono in molti a ritenere che la cosidetta economia del dono risieda proprio in quel circuito i cui protagonisti andranno anni dopo a ingrossre le file del movimento no-copyrighyt. All’epoca l’industria discografica reagì, con uno slogan "Home Taping is Killing Music" che non può che far pensare alle crociate antipirateria dei giorni nostri. Tellus però vantava una singolare caratteristica che, per quanto apparentemente secondaria, non è da sottostimare. La scelta del supporto nastro era considerata in sé un gesto, più che politico, artistico. Il formato in questione veniva caricato da tutta una serie di valori che, lungi dall'assecondare il grido di battaglia dei pirati del nastro, ne ingigantiva semmai l'aura di feticcio, così da invogliare il pubblico al possesso, più che allo scambio, della copia. Gran parte della cassette culture dell'epoca si nutriva di questa come di altre ambiguità, e la propensione per i packaging ufficiosi, le edizioni limitate, le copie firmate ecc, finiva, anziché distruggere il mercato, per crearne uno nuovo, certo sotterraneo, certo di nicchia, certo parallelo, ma pur sempre un mercato. D'altronde non è un caso che quella stessa cassette culture così come la vynil culture sia rinata negli ultimi anni fino ad essere celebrata presso musei, pubblicazioni e retrospettive varie. Al di là dello sguardo storico su un fenomeno oramai concluso, è proprio la famigerata nuova generazione di tape label che nasce non per alimentare, ma per difendersi dalle scorrerie corsare. Persino Wikipedia recita: "la facilità, spesso indesiderata, con cui i contenuti di cd e cdrfiniscono nei programmi di file sharing, può essere una delle ragioni che ha portato al ritorno della cassetta". Come a dire: trasformare in mp3 una traccia del cd di turno ci vuole poco, ma se di mezzo c'è un nastro... be', come minimo vi servono un paio di cavi e un programma di editing audio. I corsi e ricorsi della storia. Il nastro grigio magnetico che tanto spaventava l'industria si è trasformato in una specie di riserva contro i danni da lui stesso, se non causati, quantomeno aniticipati. Meditate, gente, meditate... tanto su UbuWeb ci torneremo ancora!

p.s. ascoltate la Tellus nro 10 All Guitars! 1985 (curated by Live Skull founding member Tom Paine, incl. Lee Ranaldo, Glenn Branca, The Magnum Band, Blixa Bargeld with Arto Lindsay and Marc Cunningham, Mark C. and Marnie Greenholz from Live Skull)

Empedocle70

sabato 10 gennaio 2009

Speciale Eugenio Becherucci: altre recensioni

Da “Strumenti e Musica” luglio 2002
Opere contemporanee per chitarra incise da Eugenio Becherucci
E’ stato pubblicato nei giorni scorsi un ottimo CD di musica contemporanea per chitarra.
Ne è interprete il M° Eugenio Becherucci, validissimo concertista, docente presso il Conservatorio di Frosinone. La selezione dei brani proposti nel CD, intitolato The guitar music of the next age, intende mettere in evidenza le molteplici sonorità espressive che la chitarra può regalare. La raccolta comprende undici opere compste dai chitarristi Podera, Cavallone, Becherucci, Gammanossi, Giuffredi e Jappelli, tra i più rappresentativi della nuova generazione. Come indicato nella prefazione, nel CD è possibile ascoltare le voci di diversi autori e di apprezzarne la varietà di stili e le differenti scelte operate dagli stessi in rapporto alla scrittura e ai diversi indirizzi di ricerca (si va dal modale-tonale all’atonale-seriale). Accomuna tutti gli autori una sensibilità simile verso le peculiarità timbriche dello strumento che porta a riscoprire la chitarra come unica protagonista. Sempre viva la tensione d’ascolto, grazie alla varietà dei brani; il risultato è di gradevole fruibilità. I compositori non necessitano certo di presentazione in quanto sono conosciuti ed hanno all’attivo numerose composizioni, pubblicate da varie case editrici.
Eugenio becherucci dimostra grandi capacità sia tecniche sia interpretative, che ben evidenziano le caratteristiche degli ottimi brani presentati, destinati ad entrare nel nuovo repertorio dei chitarristi. Il CD è pubblicato dalla casa discografica Sinfonica di Milano.
Marta Paginoni


Da “Seicorde” gennaio-marzo 2003
Piccole schegge di cultura
Attenzione che il titolo “The guitar music of the next age” è un po’ fuorviante. Perché questo repertorio non è per nulla ostico e la chiarezza esecutiva dell’interprete, frutto di un progetto coerente, è di per sé una guida solida all’ascolto.
Il titolo del compact sembrerebbe suggerire i toni forti e perentori di un’avanguardia. Niente paura perché in realtà si tratta di piccoli pezzi, manciate di minuti, che hanno il carattere della riflessione colta. Sono brevi lavori d’intelletto, piccole schegge di cultura, reminiscenze di storia musicale che tenta di contestualizzarsi, realizzandosi a misura di chitarra contemporanea.
Dunque nessuna rottura o contrapposizione polemica con la tradizione. Infatti i legami con quel passato che si vorrebbe superare restano, e forti. A ben vedere, non di “next age” si tratta. E’ proprio la nostra epoca, fatta di comunicazione per aforismi, alla ricerca di commistioni, del cosiddetto crossing-over o forse, per dirla in parole povere, a caccia più che altro di compromessi culturali. Poi le sonorità stesse dello strumento di Becherucci rappresentano ancora un esplicito ancoraggio alla tradizione: c’è il gusto per il bel suono, tondo, tornito, coltivato nella ricerca timbrica. Il compact si affianca all’edizione a stampa dei brani – scritti tra il 1990 e il 2001 – pubblicati sempre da Sinfonica.
Elena Caneva


Da “Il Fronimo” aprile 2003
Eugenio Becherucci
The guitar music of the next age, musiche di Marco Gammanossi, Nicola Jappelli, Eugenio Becherucci, Bruno Giuffredi, Franco Cavallone, Giovanni Podera e Vittorio Vinay (quasi tutti chitarristi) scritte negli ultimi dodici anni, ben incise e interpretate con cura e convinzione. Buina occasione per constatare che i chitarristi compositori italiani evitano certi manierismi e automatismi molto comuni nelle opere dei loro colleghi stranieri.


Da “Guitart” luglio-settembre 2004
The guitar music of the next age
Tra le case editrici maggiormente impegnate nell’opera di rinnovamento del moderno repertorio chitarristico, una delle più attive è certamente la milanese Sinfonica, sin dagli esordi distintasi per la costanza e qualità delle sue proposte, come testimoniato anche dalla presente realizzazione discografica. In questa incisione il chitarrista Eugenio Becherucci (uno specialista del repertorio contemporaneo) affronta numerosi nuovi lavori di promettenti compositori italiani, tutti editi nel catalogo della stessa casa editrice. Comune denominatore è un atteggiamento compositivo che sembra privilegiare l’indagine timbrica della chitarra, con risultati espressivi che puntano, pur nei vari linguaggi affrontati, ad una marcata peculiarità strumentale. Si parte con la propulsiva ed efficace Toccata di Marco Gammanossi (vagamente riecheggiante atmosfere alla Prokof’ev), a cui fanno seguito il più sospeso Su echi di Mompou di Nicola Jappelli (liberamente ispirato alle 6 impressioni pianistiche del compositore catalano), poi, un Tema con Variazioni dello stesso Becherucci (di carattere modale ed elaborato su interessanti modelli di scrittura), ed, ancora, l’onirico e crepuscolare Beubelet di Bruno Giuffredi, poi, i più introversi Vielle comptine au parfum d’eglantine e Tendres eclairs dans les souffles du soir di Vittorio Vinay e le articolate Tre impressioni di Franco Cavallone, ed, infine, a completare la scaletta, Notturno Indiano dello stesso Becherucci, seguito dai suggestivi Prélude à la nuit e Nocturne di Giovanni Podera e, in chiusura, dalla Bagattella, ancora di Gammanossi (coinvolgementemente venata di atmosfere “pop”). Ben centrate tutte le esecuzioni, che dimostrano come Becherucci sappia muoversi sempre a proprio agio in un repertorio così ricco.
Piero Viti e Adriano Sebastiani


Da “Il Tempo” giovedì 7 febbraio 2002
Una sala, una chitarra, un poco di luce. Così, parafrasando una celebre canzone napoletana, si potrebbe condensare il secondo concerto dei docenti del conservatorio “Licinio Refice” dato dal maestro Eugenio Becherucci martedì sera nel salone di Viale Michelangelo.
Davanti a un buon pubblico, composto da giovani studenti, da appassionati e da colleghi, Becherucci ha prima introdotto il programma illustrando gli elementi per un ascolto più consapevole. Poi ha imbracciato la sua chitarra, opera, tra l’altro, di un frusinate, il liutaio-chitarrista Nazzareno Massimiliani, e ha iniziato il suo viaggio tra le pagine del novecento: prima la virtuosistica “Toccata” di Gammanossi, poi il lirico e misterioso “Su echi di Mompou” di Jappelli, quindi due pagine di Podera, le brevi “Impressioni” di Cavallone, “Beubelet” di Giuffredi e infine, prima della conclusiva “Bagattella”, di Gammanossi, il “Tema con Variazioni”, opera dello stesso Becherucci risalente a quasi dieci anni fa.
Viaggio a volte sorprendente, a tratti convenzionale e in qualche pagina prevedibile: la chitarra, tuttavia, e le capacità tecniche di Becherucci, hanno accompagnato l’ascoltatore tra i meandri della politonalità e dell’atonalità, della scrittura accordale quasi tardoromantica come pure dell’algida formale razionalità. E hanno fatto la loro parte anche il suono, ben reso dal versatile strumento, e il “bastone”, quello ritmico, capace di sostenere il viandante nel viaggio chitarristico.
Applausi meritati al termine…
Camillo Savone