sabato 4 dicembre 2010

Setola di Maiale: intervista con Stefano Giust, quinta parte


Facciamo l’ipotesi che qualche chitarrista leggendovi sul Blog trovi delle affinità tra le vostre idee e le sue musiche, che cosa deve fare per mettersi in contatto con voi per proporvi un progetto discografico? Che requisiti chiedete?


Può scrivermi una mail all'indirizzo info@setoladimaiale.net. Riguardo la musica, deve essere originale, non convenzionale, contemporanea. Soprattutto deve essere sincera e vera, onesta.


Ultima domanda, proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J. P. Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea? In quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?


Si fa musica perchè è un bisogno fisiologico quanto cosmico; il posto di chi fa musica nella nostra società è purtroppo la pattumiera. Burroughs sosteneva che l'arte, e quindi la musica, potrebbe contribuire a rendere migliore qualcuno che poi un domani potrebbe operare e dettare quelle scelte di evoluzione. Io credo più modestamente che la musica serva oggi solamente per sostenere gli affini d'animo e d'intelletto. Oggi l'arte è nella clandestinità… è diventata carboneria, o forse non ha mai cessato di esserlo. E probabilmente è giusto che sia così: non si può pretendere di essere una alternativa rimanendo dietro alla stessa barricata di coloro a cui noi non somigliamo e dai quali vogliamo prendere le distanze. Quindi per me va bene stare anche sotto la pioggia, di certo mi rafforza. Ma perchè è tanto difficile far attecchire pensieri e prassi diversi? Ho letto che oggi in Giappone sta impazzando una nuova stella del pop che è un personaggio virtuale, inesistente, un prodotto della tecnologia, algoritmi: però non c'è molto da stupirsi, già quelli in carne ed ossa sono quasi sempre dei pupazzi, ingenui politicamente e timidi culturalmente. Questa è una società dilaniata e offuscata, dove alcuni la fanno da padrone e questi non tollerano individui pensanti e autonomi. Per il potere gli artisti sono sempre stati dei nemici da ostacolare o da corrompere, perchè sono persone imprevedibili, scomode, che fan troppe domande e a cui è difficile chiudere la bocca, possono fare danni… Ma certo che possono fare "danni" quando liberano le coscenze delle persone trasformandole in individui originali! Ecco il loro ruolo, altro che pattumiera! Basta guardarsi intorno e questi segnali si possono cogliere ovunque. Le musiche di un certo tipo portano nei loro contenuti questi elementi di autonomia di pensiero, di originalità, di discussione ed ecco perchè si spendono tanti soldi per promuovere un Allevi piuttosto che un Guazzaloca.


grazie Stefano!
Empedocle70
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