sabato 19 novembre 2011

Concerto di Giuseppe Chiaramonte


Concerto di Giuseppe Chiaramonte Chitarra Elegiaca
Domenica 04/12/2011 Ore 15:30
Cappella Madonna di Fatima, Basilica SS. MM. Nereo e Achilleo, Viale Argonne 56, Milano

Programma:
Johann Sebastian Bach: Sarabanda dalla partita per violino BWV 1004
Johann Kaspar Mertz: Elegia Fernando Sor: Fantasia Elegiaca op.59
Augustin Barrios Mangoré: Julia Florida, La Catedral

Durante il concerto verranno lette alcune poesie tratte dalla raccolta "Come un melisma" di Giuseppe Chiaramonte.


Prossime masterclass di Arturo Tallini




  • 27 e 28 Novembre 2011 presso la Civica Scuola delle Arti, in Roma, via Bari 22, inserita in un più complesso progetto di perfezionamento (vedi qui). Per la specifica Masterclass di Arturo Tallini, vedi qui
  • · 7-11 Dicembre 2011 a Monterotondo nel corso del 6° Festival Internazionale di Chitarra Città di Monterotondo(vedi qui).

venerdì 18 novembre 2011

Recensione di Les Consolationes di Helmut Lachenmann, Kairos 2008


Questa recensione copre una grave lacuna all’interno del mio blog. Nell’anno in cui vede finalmente riconosciuti i suoi meriti, vedi i concerti e le celebrazioni recenti a Milano Musica, è obbligo recensire questo doppio cd dell’ottima casa discografica Kairos interamente dedicato alle musiche di Helmut Lachenmann.

Era davvero obbligo, non solo in considerazione del ruolo e del posto che Lachenmann ricorpre all’interno della musica contemporanea ma anche e soprettutto per il fatto che in questa doppia opera troviamo il suo pezzo per chitarra più famoso: quel Salut fur Caudwell composto e dedicato nel 1977 agli stessi interpreti che effettuano questa registrazione, i chitarristi Wilhelm Bruck e Theodor Ross. Pezzo metafisico. Dove i silenzi e i suoni che escono dai due strumenti a sei corde fanno proprio un spazio non delimitato, per un opera dal significato politico e pensata in onore al poeta marxista Christopher Caudwell, morto in quel grande crogiuolo di speranze e di utopie che fu la guerra civile spagnola contro il dittatore Franco, spalleggiata dall’italietta fascista.

Ma la chitarra trova posto anche nei Concertini del 2004 (recentemente suonati a Milano Musica con la presenza alla chitarra di Elena Càsoli) altra opera dove il titolo inganna per lasciare posto non a delle visioni musicali integrate ma a delle occasioni per i singoli strumenti, mentre cede il posto alle voci inquietanti e mormoranti di Les Consolationes, datato 1967-69, 1977-78.

Descrive qualcosa di reale questa musica? Riescono a realizzare qualcosa di concreto queste forme di astrattismo mentale? Esiste una funzione associata alla forma? E’ pura arte in se stessa? Autoconclusiva, quindi indipendente e immortale per definizione?

Al di là di queste domande, a cui non so dare risposta, rimangono le sensazioni forti date dall’ascolto e in questo senso queste musiche si differenziano (parlo del risultato finale, ovviamente) da certe forme ultraminimali presenti nella musica liberamente improvvisata tanto cara a personaggi come Derek Bailey. Di Lachenmann restano le parole di elogio di Luigi Nono: "è un musicista fornito di una capacità di invenzione prismatica, timbrica, temporale tale da sottoporre al materia sonora a trasformazioni di una rapidità che, all'inizio. è difficile da percepire."


giovedì 17 novembre 2011

Recensione di Spillane di John Zorn, Nonesuch Records 1987


Spillane! Basta già da solo il nome quasi 25 anni dopo a mettere i brividi, con quell’urlo iniziale nella title track che da solo vale come dichiarazione di intenti e manifesto artistico per tutto ciò che Zorn ha realizzato successivamente. E’ il primo disco che bisogna comprare per approcciarsi al compositore/improvvisatore/sassofonista newyorchese e purtroppo non è nenache facilissimo da trovare a prezzi ragionevoli dato che non è mai più stato ristrampato a causa delle incomprensioni e della rottura contrattuale avvenuta con la Nonesuch Records qualche anno dopo con l’uscita di Torture Garden dei Naked City.

Se posso fare un paragone questo disco equivale a quel Lumpy Gravy, ai sughi grumosi di Frank Zappa. Sono simili. In essi entrambi hanno concetrato in uno spazio angusto e limitato temporaneamente tutta una serie di idee, intuizioni, poetiche, schizzi musicali da cui avrebbero continuato ad attingere e continuato a sviluppare con rigorosa e ferrea coerenza negli anni a venire.

In Spillane c’è tutto: l’amore per il cinema, la cartoon music, la gestione dei blocchi musicali, la musica contemporanea, il jazz, la scrittura, l’improvvisazione, New York, la velocità accecante del grind core, l’indie rock, la decadenza, la sporcizia, il collezionismo musicale, il pane azzimo, la shtetl, i giubbotti in pelle, la rabbia, il Giappone, il porno, il desiderio e la sua assenza.

I chitarristi non possono trascurare la presenza di Bill Frisell, di Albert Collins (semplicemente fantastico e monumentale, di Robert Quine, gli amanti dell’avanguardia gli archi del Kronos Quartet, all’epoca fece scandalo, oggi si continua a scavare, ada analizzare, a correggere la mira. E’ il vaso di pandora di Zorn e le note del booklet valgono come mille saggi per capire la sua poetica. Imprescindibile. Confido che l’anno prossimo per il venticinquesimo anniversario Zorn faccia uscire una nuova versione con inediti come ha fatto per The Big Gundown.

mercoledì 16 novembre 2011

Guitars Speaks programma radio sulla chitarra in onda su Radio Voce della Speranza


Questa sera ore 21.00 Guitars Speak su Radio Voce della Speranza


Settima puntata e ancora una registrazione live dai concerti tenutesi allo Scarpon Live Club a Mestre. Mercoledì sera ascolteremo il Bach Guitar Duo in un concerto registrato il 22 marzo 2011. Musiche di Bach, Buxtehude, Telemann e Witt. Alle chitarre i Maestri Florinod Baldissera e Vittorino Nalato!

lunedì 14 novembre 2011

Recensione di Jeff Beck's Guitar Shop



Caro Mr. Beck, le scrivo così, su due piedi. Questa sera sono andato dal mio negoziante di fiducia e nel suo angolo dell'usato ho trovato questo suo "Jeff Beck's Guitar Shop" del 1989. Che disco Mr. Beck, lo conoscevo già e lo conoscevo bene: la mia copia in vinile, comprata nel 1989, sembra la faccia della luna, una luna in vinile a 33 giri, tanto l'ho fatta girare sul piatto, tanto l'ho ascoltata, persino la cassetta su cui avevo riversato l'album era diventata inascoltabile.
La verità è che lei è un grande Mr.Beck, quanti anni ha? 65? Al diavolo, sembra che lei non li senta neanche, che lei si sia fatto fare un ritratto dallo stesso pittore di Dorian Gray, diciamoci la verità lei ha fatto piazza pulita attorno a lei. No, non faccia quella faccia, è tutto vero, chi erano i guitar heroes della sua epoca? Lei, Jimmy Page, Eric Clapton, Pete Townsend ... e tanti altri che non ce l'hanno fatta, che sono diventati immortali innanzi tempo .. e quanti sono ancora in attività? Andiamo chi ce l'ha fatta ad invecchiare adesso è un pensionato di lusso .. tra Ibiza e la Toscana .. e lei invece sempre lì, sempre sulla breccia, pronto a prendere una chitarra, una qualsiasi, anche scordata, dal manico storto magari e cavarci fuori una musica capace di ribaltare un masso.
Ma come diavolo fa Mr. Beck? Lei non è un virtuoso nel senso convenzionale. So che è capace di starsene una settimana senza suonare, senza esercitarsi e poi se ne parte per un tour .. e che invece di studiare lo strumento preferisce dedicarsi a riparare le auto d'epoca, poi prende in mano una sei corde e butta tutti giù dal palco. A ogni tour, a ogni disco, tutti i chitarristi corrono a imparare, a vedere che si è inventato stavolta, a cosa è stato capace di tirare fuori dal cilindro ... ma come fa? Mistero.
Ma torniamo a questo disco, mica lo sapevo che era uscito, ero andato a casa di un amico e mi aveva fatto ascoltare Blow by Blow e il mio cervello era andato in orbita, puff ... volato, giuro, abbiamo passato il pomeriggio a farlo girare sul piatto, a imparare a memoria pezzi come Scatterbrain, 'Cause we ended as lovers ... e quando sono uscito sono entrato nel mio negozio di dischi per comprarlo. Subito e in fretta anche. Non l'avevano e così ho comprato questo, così sulla fiducia. Grand disco, mai pentito della scelta. Poi l'ho comprato Blow by Blow .. e anche Wired ma che disco questo, così stassera finalmente lo faccio girare sul cd e lo "suono" a memoria, li so a perfezione i brani, sono vecchi amici, mi stupisco solo un attimo perchè .. li ricordavo col fruscio e le imperfezioni del vinile, ma la musica e la sua chitarra sempre lì, a ricordare cos'è un guitar hero e perchè lo è! E che copertina .. bellissima! Adesso che ho il cd col vinile ci faccio un quadro.... 39 minuti e una manciata di secondi da urlo, con una chitarra che vince la forza di gravità e diventa una bandiera, un suono, la perfetta testimonianza che il rock non morirà mai e che lei è uno dei suoi più grandi profeti. Lunga vita Mr. Beck! Continui ad invecchiare così, non c'è fretta, lei l'immortalità se l'è già guadagnata ... continui a suonare, la prego.

domenica 13 novembre 2011

Guitars Speaks programma radio sulla chitarra in onda su Radio Voce della Speranza


Mercoledì 16 Novembre ore 21.00 Guitars Speak su Radio Voce della Speranza


Settima puntata e ancora una registrazione live dai concerti tenutesi allo Scarpon Live Club a Mestre. Mercoledì sera ascolteremo il Bach Guitar Duo in un concerto registrato il 22 marzo 2011. Musiche di Bach, Buxtehude, Telemann e Witt. Alle chitarre i Maestri Florinod Baldissera e Vittorino Nalato!


Ecco i Podcast delle prime sei puntate!

- 09/11/2011

Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: La puntata di oggi, (siamo già arrivati alla sesta) parlerà di due cd, due compilation interamente dedicate alla chitarra contemporanea e all'improvvisazione: I Never Meta Guitar(Solo Guitars for the XXI Century) della Clean Feed e GUITARS: AN ANTHOLOGY OF EXPERIMENTAL SOLO GUITAR MUSIC della italianissima casa discografica "Setola di Maiale"

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- 02/11/2011

Guitars Speak 05 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Andrea Aguzzi ci presenta in questa puntata, un concerto del chitarrista Veneziano Diego Vio, i brani che sentiremo spazieranno in improvvisazioni del chitarrista, con musiche; Jazz, Bossa nova e per finire un tocco di Classica con il Notturno di Chopin.

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- 26/10/2011

Guitars Speak 04 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Andrea Aguzzi ci presenta in questa puntata, il concerto del chitarrista Giacomo Costantini, dove interpreta musiche di: Fernando Sor, Dionisio Aguado, Josè Viñas, Francisco Tarrega, Enrique Granados. Il luogo del concerto e la registrazione è stato lo Scarpon Live Club a Mestre, martedì 8 marzo 2011.

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- 19/10/2011

Guitars Speak 03 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Questa settimana il racconto delle "sei corde" passa dall'Africa. Andrea Aguzzi ci parlerà del musicista del Mali Ali Farka Toure.

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- 12/10/2011

Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Questo è il primo di una serie di concerti realizzati presso Lo Scarpon Live Club di Mestre. In questa puntata Andrea Aguzzi ci presenta il chitarrista Carlo Siega in un concerto registrato il 22 febbraio 2011, con brani di Ulrich Krieger, Silvius Leopold Weiss, Heitor Villa Lobos, Lou Harrison ed Eve Beglarian.

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- 05/10/2011
Un nuovo programma si aggiunge alla famiglia di Di che musica sei? su Radio Voce della Speranza: "Guitars Speak" e chi se non Andrea Aguzzi, il creatore del Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche poteva condurlo? Ogni mercoledì sera dalle 9 alle 10 ci sarà un incontro dove le chitarre racconteranno la propria musica nella voce di Andrea Aguzzi. Nella prima puntata ascolteremo interpreti come: Andrès Segovia, John Fahey, Derek Bailey, Joe Pass.

Scaricate e ascoltate la puntata cliccando QUI

sabato 12 novembre 2011

dotGuitar, il nuovo WeBlogMagazine italiano dedicato al mondo della chitarra

dotGuitar, il nuovo WeBlogMagazine italiano dedicato al mondo della chitarra


I nuovi articoli autunno 2011:

Incontri Mauro Tamburrini: Andrew York, un chitarrista da Grammy! http://www.dotguitar.it/home/intervista.html
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Discografia: http://www.dotguitar.it/home/disco.html
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Composizioni: http://www.dotguitar.it/home/composizioni.html
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Recensioni: http://www.dotguitar.it/home/recensioni.html
->
Video Youtube: http://www.dotguitar.it/home/youtube.html

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NEW!!! dotGuitar/CD La nuova WebEtichetta discografica dedicata al mondo della chitarrahttp://www.dotguitar.it/zine/cd/dotguitar_cd.html


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Approfondimenti P.Bonaguri: Ricordo di Segovia al Convegno di Alessandria -http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/segovia1.html
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Attualità P.Bonaguri: Concorso di Benicassim 2011 - http://www.dotguitar.it/zine/attual/benicassim.html
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Analisi di repertorio P.Viti: J.Rodrigo - Concierto de Aranjuez (4a parte)http://www.dotguitar.it/zine/analisi_rep/rodrigo12.html
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Chitarra dell'800 R.Calandruccio: F.Carulli: Gli amori di Adone e Venere - Sonata Sentimentale per Chitarra o Lira op. 42 (5a parte) http://www.dotguitar.it/zine/chit800/carullicalan22.html
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Didattica di base G.Signorile: M.Giuliani - Fughetta op.113 http://www.dotguitar.it/zine/dida_base/giuliani_fughetta.html
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Scuola e Didattica R.Del Prete: A.D'Avino - Guida allo studio della tecnica chitarristica -http://www.dotguitar.it/zine/scuole/davino1.html
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Approfondimenti P.Bonaguri: Intervista ad A.Garcia Abril http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/abril1.html
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Analisi di base M.Rivelli: Sor Studio op 35 n.13 (2a parte) http://www.dotguitar.it/zine/analisi_base/sor_35_13_5.html
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Attualità M.Tamburrini: Cremona Guitar Ensemble Convention 2011 - http://www.dotguitar.it/zine/attual/cremona11.html
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Analisi di base V.Causa: H.Villa-Lobos - Studio n. 8 (2a parte) http://www.dotguitar.it/zine/analisi_base/vlobos_s8_5.html
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Approfondimenti G.Vanità: La tecnica delle sei corde da Angelo Gilardino a John Petrucci (2a parte) http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti/vanita9.html
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Trascrizioni A.Altieri: E.Morricone - Nuovo Cinema Paradiso http://www.dotguitar.it/zine/trasc/cinemaparadiso.html
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Novità discografiche scelte P.Troncone: P.Pegoraro http://www.dotguitar.it/zine/novcd/pegoraro.html
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Novità discografiche scelte P.Viti: Villa-Lobos/Zigante http://www.dotguitar.it/zine/novcd/lobos_ziga1.html
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Novità editoriali scelte P.Viti: Villa-Lobos/Zigante http://www.dotguitar.it/zine/novedit/lobos_ziga1.html
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Analisi di base M.Corcella: Castelnuovo Tedesco Concerto op.99 breve analisihttp://www.dotguitar.it/zine/analisi_base/cast99.html
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Musiche L.Fiscella: 44 miniature per chitarra http://www.dotguitar.it/zine/musiche/fiscella4.html

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Info Aniello Desiderio Masterclass annuale 2011-2012 http://www.dotguitar.it/home/master.html

info@dotguitar.it
http://www.dotguitar.it
http://dotguitar.typepad.com

Musica in Mestre

venerdì 11 novembre 2011

Recensione di REICH Con un saggio di Enzo Restagno su "La svolta americana"













Enzo Restagno è stato un critico e giornalista musicale tra i più impagabili che il nostro paese abbia mai avuto il piacere di annoverare tra i suoi concittadini, dotato di una cultura e una preparazione encomiabile ha sempre analizzato, parlato e promosso con grande coraggio e vigore la musica contemporanea ricorrendo a forme coerenti che potessero lasciare un passaggio nel tempo e fossero di aiuto a chiunque volesse confrontarsi con le avanguardie musicali del nostro secolo.
Questo libro dedicato alla figura di Steve Reich ne è un buon esempio, fa parte di una collana di edizioni monografiche tutte incentrate sulla figura di un compositore e contiene una intervista al compositore minimalista newyorchese e la traduzione del suo libro Writings On Music che a sua volta raccoglie tutta una serie di saggi e riflessioni attorno alla musica da lui scritti in vari periodi della sua lunga carriera.
Restagno è un intervistatore abile, un gentiluomo, un giornalista d’altri tempi, quasi salottiero ma che sa mettere a tal punto a suo agio il suo interlocutore da riuscire a ricavare da lui pensieri, riflessioni e analogie talmente originali e interessanti da lasciare stupiti. Con lui l’intervista diventa una lunga confidenza a cui sembra di poter assistere come se si fosse direttamente presenti al dialogo tra giornalista e intervistato, in un certo senso è quasi un erede dell’arte della maieutica socratica: riesce a far parlare la gente limitandosi a dare qualche lieve indirizzo a una conversazione che, appunto, assomiglia più a una lunga confidenza.
Leggere i saggi e le idee di Reich poi è una cosa encomiabile, scrive è da lungo tempo suo fan e quindi non può che risultare piacevole per me immergermi nelle strutture logiche di pensiero del compositore americano per riscoprire le strutture organizzative e processuali alla base del suo fare musica, è come se ci si trovasse all’interno dello sviluppo spiraliforme dell'evoluzione creativa della sua musica, ormai lontana dal minimalismo, ma sembra basata su una struttura che si rinnova con mezzi espressivi nuovi come la musica etnica e la musica ebraica. Emerge una chiarezza metodologica formidabile, vera base di sostegno della sua opera, lontana anni luce da certe “cineserie” e facili ammiccamenti all’esotismo musicale della word music. Imprescindibile per ogni fan di Reich.

giovedì 10 novembre 2011

MASTERCLASS ANNUALE di GUIDO FICHTNER


Recensione di "HENZE" A CURA DI ENZO RESTAGNO


Il volume che EDT riedita per onorare gli ottant'anni del “gatto” Henze se ha il difetto di essere ormai datato di diversi a quindi non può ragguagliarci sulle estreme conseguenze del suo stile, rimane però di utilissima lettura per la serietà dei piccoli saggi che illustrano le varie sezioni di un catalogo che già allora si poteva tranquillamente definire sterminato. Sono però le parole dello stesso compositore che generosamente spende sia nella lunga intervista/narrazione che nell'incantevole diario di lavoro dell'opera La Gatta inglese a rimanere, a mio avviso, la parte più interessante di questo volume.
Parole che mi hanno fatto riflettere non solo per il loro contenuto ma anche per il modo con cui vengono espresse, siamo lontani anni luce da quei toni faticosi e pedanti cari a tanta saggistica musicale: Henze sa raccontare se stesso e la sua arte con elegante e arguta semplicità, con quell’ understatement dell’uomo veramente colto che sa esattamente quello che vuole, che dice e che fa.
Le sue teorie e idee ci vengono passate tradotte nelle forme del racconto, collegando ad ogni astrazione del pensiero una realtà che si può vivere e quasi toccare: Henze sa comunicare e anzi trasmette un palese bisogno di comunicazione con l'interlocutore.
Forse perché Henze è un artista mai imprigionato dentro un'ideologia (certo non in quella dell'Avanguardia, a lui spesso così ostile) e questa libertà si manifesta anche nella sua noncuranza per ciò che viene considerato "alla moda": nel suo diario di lavoro termini come "serie dodecafonica" o "atonalità" convivono tranquillamente a fianco tradizionalissimi e impronunciabili a Darmstadt come "tema", "melodia".
All'origine di questo sentire eterodosso credo ci sia il Teatro, il testo letterario da mettere in scena, storie da far vivere, da raccontare, da interpretare attorno a cui modellare la sua musica. E certamente la collaborazione artistica con i massimi protagonisti della scena letteraria (due nomi per tutti: Auden e Bachmann) ha prodotto alcune tra le migliori pagine di teatro musicale dal dopoguerra ad oggi. Altrettanto importante la figura di homus politicus di Henze, il miraggio di Cuba, le scuole di musica impiantate in tutto il mondo, la rivoluzione politica del Sessantotto a cui anche la sua musica reagisce trasformandosi profondamente, basti pensare all'impegno politico con lavori come La Zattera della Medusa o El Cimarron.
Henze fa i conti con la Nuova Musica accogliendone i vocaboli ma trasformandoli in strumenti espressivi propri e rifiutandone con decisione l'arida cerebralità e giochetti intellettualistici, la sua scrittura è sempre aperta, mettendo assieme materiali che provenienti da mondi musicali diversi come la musica popolare o il jazz. Se Romitelli definiva se stesso compositore come un “virus” all’interno della società, forse Henze può essere visto come un “anticorpo” all’interno della stessa Nuova Musica in grado di combattere i suoi stessi eccessi grazie al suo grandissimo talento.

mercoledì 9 novembre 2011

Guitars Speaks programma radio sulla chitarra in onda su Radio Voce della Speranza


Mercoledì 9 Novembre ore 21.00 Guitars Speak su Radio Voce della Speranza


La puntata di questa sera (siamo già arrivati alla sesta) parlerà di due cd, due compilation interamente dedicate alla chitarra contemporanea e all'improvvisazione: I Never Meta Guitar(Solo Guitars for the XXI Century) della Clean Feed e GUITARS: AN ANTHOLOGY OF EXPERIMENTAL SOLO GUITAR MUSIC della italianissima Setola di Maiale, due lavori davvero interessanti sullo stato attuale della musica per chitarra.


martedì 8 novembre 2011

XVI Festival Chitarristico Internazionale del FVG

Farandola

e Centro Chitarristico "F. Tárrega"


vi invitano al

XVI Festival






Informazioni:
scrivi@farandola.it,
tel. 0039 0434 363339
cell. 0039 340 0062930
Ufficio stampa:
Clelia Delponte
clelia.delponte@tin.it
cell. 0039 347 0349679

Recensione di “Perché la musica classica? Significati,valori, futuro” di Lawrence Kramer.


Premessa. Mai guardare il titolo di un libro prima di decidersi di leggerlo … il titolo di questo libro per me è infatti bruttissimo! Perché uno deve giustificare il proprio desiderio di ascoltare la musica classica? E perchè deve proprio farmelo sapere? Non ho mai letto libri intitolati “perchè il jazz? O perchè il punk?” Ho iniziato quindi a leggere il libro con prudenza, aspettandomi … ecco ci siamo subito, il signor Kramer, dotto accademico, che ha voluto scrivere questo libro per tutti gli ascoltatori di musica nel pio e elevato desiderio di convincere tutti della “superiorità” della musica “colta”, termine che lo stesso Kramer dichiara democraticamente di non amare affermando, bontà sua di non voler imbracciare le armi del crociato e dello strenuo difensore convinto comunque della grande bontà del genere musicale da lui tanto amato e ascoltato.
Kramer mostra le cifre del declino nelle vendite e negli ascolti della classica paragonandoli al periodo aureo negli anni ' 50 quando le radio facevano a gara a trasmettere programmi a lei dedicata e le televisioni stesse erano dotate di importanti orchestre.
L'inizio è promettente ma presto lo scrittore si impantana, gli mancano le qualità dello storico, e le capacità di analisi dell'economista e del sociologo, dice sì che le cause vanno a cercarsi nei cambiamenti economici e sociali, ma quando si tratta di venire al punto sorvola allegramente, introduce qualcosa a proposito dei cambiamenti tecnologici ma non gli si sente citare ne internet ne l'importanza del download ne dei cambiamenti di mercato. Una analisi dei cambiamenti avvenuti all'interno delle etichette discografiche? Neanche a parlarne, nelle prime trenta pagine sembra di leggere le parole di qualcuno che non sa in che mondo vive.
Una gran delusione Sig. Lawrence … forse lei a tal proposito dovrebbe leggere i saggi di Reynolds e di Toop e anche di Attadi, in questo senso sono anni luce davanti a lei. Poi. Poi Lawrence cambia marcia e inizia a parlare di musica .. e le cose cominciano a cambiare. Abbandonati gradatamente i tentativi patetici di confrontare la classica con gli altri generi musicali (Lawrence parla genericamente di rock e jazz e ma non sa citare una sola nota né un solo autore di queste musiche, chissà mai cosa ha ascoltato ….) l'autore comincia ad immergersi nella sua musica preferita e finalmente la sua prosa e il suo saggio cominciano a decollare. Lawrence è un vero appassionato e sa come tradurre la sua passione in parole, a leggerlo commuove, contagia l'entusiasmo con cui parla delle sue musiche preferite e comincia a invogliarti ad ascoltare questa benedetta musica. Abbandonata la retorica sterile dell'erudito, veste abilmente i panni del bravo e distinto professore che sa trascinare e ammaliare i propri studenti con il suo sapere e con la bellezza della sua dialettica, finalmente leggere il libro diventa un vero piacere e le pagine scorrono velici e rapide!

Leggete solo queste righe a pagina 72 …

“II modernismo, in una delle sue definizioni, è un' ostilità di principio nei confronti di tutte le tradizioni, incluse quelle relative alla persona. Rompere lo stampo della melodia significa rompere lo stampo di un'identità falsa o impoverita. Conosciamo tutti la sensazione di essere tormentati da una melodia che troviamo sospetta, una melodia che in qualche modo ci degrada. Per alcuni compositori, il peso delle condizioni di vita nel ventesimo secolo rendeva sospette tutte le melodie. Alcuni rinunciarono a impiegarla in maniera ascetica, in nome di un ideale elevato, 0 presunto tale, inclusa la trasformazione continua e priva di ripetizioni di ciò che altrimenti sarebbe stata la linea melodica. Altri pretesero l' assenza della melodia, la sospensione della sua eloquenza, per favorire un incontro con la musica come fenomeno puramente sensoriale o ritmico. Alcune musiche moderniste ricercano il piacere di trame e colori puri; altre mirano a immergersi in una massa sonora priva di direzione e libera da secondi fini. Sono tutte possibilità assai ricche, che qui posso solo limitarmi a citare. Per quanto ricche, sono comunque una trama secondaria nella nostra storia. II fato della melodia e il sogno del suo ritorno sono forze tenaci e potenti. I tipi di identità che invocano sono ampiamente creduti e desiderati. Persino nel secolo modernista, il dramma della melodia ha resistito. E' rimasto il nocciolo della questione, ciò che rende la musica classica tuttora rilevante. “

Bravo professor Lawrence .. ma la prossima volta per favore non cercare di imitare Alex Ross!

lunedì 7 novembre 2011

L'arsenale 2011 Nuova Musica a Treviso

L'arsenale 2011 - Nuova Musica a Treviso

L'arsenale 2011_Nuova Musica a Treviso

11 appuntamenti a Novembre

10 concerti, 3 conferenze, 20 prime esecuzioni

Torna per il terzo anno consecutivo il festival Nuova Musica a Treviso. Neue Vocalsolisten, Helmut Lachenmann, Emilio Pomarico, Guido Barbieri, Lillevan, l’Imaginaire, Alfonso Alberti, Henk Heuvelmans, mdi, sono solo alcune delle personalità ed ensemble presenti al festival. L'arsenale 2011_Nuova Musica a Treviso ha ricevuto il Grant-in-Aid - Siemens Foundation. Per maggiori informazioni vi invitiamo a scaricare il libretto del festival in formato pdf qui.

Venerdì 04_ Museo di Santa Caterina

ore 18.30 - Conferenza con Marco Lenzi: introduzione a Crippled Symmetry
ore 20.45 - Crippled Symmetry

Ensemble l’Imaginaire
Musiche di M. Feldman

Ingresso libero

Domenica 06_Foyer del Teatro Comunale
ore 11.30 - Matinée-1
Alfonso Alberti - pianoforte
Musiche di C. Bertrand, G. Gaslini, F. Chopin, O. Neuwirth, P. Mihelcic, G. Pesson, M. Pintscher, F. Liszt, L. de Pablo, E. Salonen
Ingresso € 3

Martedì 08_Auditorium Fondazione Cassamarca (Area Appiani)
ore 20.45 - Ausstrahlung “Audio-Visuelles Konzert”
Lillevan - videoartista, Ensemble L’arsenale
Musiche di F. Nocci
Ingresso € 5

Venerdì 11 novembre_Museo di Santa Caterina
ore 20.45 - Chiamata alle Musiche 2011!
Neue Vocalsolisten Stuttgart ed Ensemble L’arsenale
Ingresso € 5

Domenica 13_Foyer del Teatro Comunale
ore 11.30 - Matinée-2
Livia Rado - soprano, Dario Calderone - contrabbasso
Musiche di B. Furrer, G. Kurtàg, S. Borzelli, L. Tomio, M. Lenzi
Ingresso € 3

Venerdì 18_Auditorium Chiesa di Santa Croce
ore 20.45 - Tasti d’aria
Luca Piovesan - fisarmonica

Musiche di S. Gubaidulina, J. Zorn, N. Sanvido, R. Vaglini, P. Makkonen, A. La Rocca
Ingresso libero

Domenica 20_Foyer del Teatro Comunale
ore 11.30 - Matinée-3
Florian Müller - pianoforte
Musiche di A. Webern, T. Murail, W. Suppan, G. Aperghis
Ingresso € 3

Martedì 22_Fondazione Benetton Studi Ricerche, spazio Bomben
ore 20.45 - Salut für Caudwell
Lorenzo Tomio, Carlo Mattiuzzo - chitarra
Musiche di H. Lachenmann, D. Ianni, F. Svensson, M. Frengel
Ingresso libero

Venerdì 25_Auditorium Chiesa di Santa Croce
ore 18.30 - Conferenza con Guido Barbieri, Emilio Pomarico e Helmut Lachenmann
ore 20.45 - Concerto Trio MDI Ensemble

Musiche di E. Pomarico e H. Lachenmann
Ingresso € 5

Lunedì 28_Sala Concerti - Conservatorio Benetto Marcello - Venezia
ore 17.00 - Europa... ora
Conferenza con H. Heuvelmans, G. Belgeri, C.Ambrosini, V. Rizzardi, G.Trovalusci, F. Pupo, M. Ongaro, D. Goldoni.
Ingresso libero

Martedì 29_Museo di Santa Caterina
ore 20.45 - Nuove dall’Europa
Ensemble L’arsenale
Musiche di O. Schneller, M. Djordjevic, G. Bracci, S. Gubaidulina, A. Schnittke

Ingresso libero

Recensione di Il grande sogno inglese di Jon Savage


Che ci fa un libro che parla di punk music in un blog dedicato principalmente alla musica contemporanea? Apparentemente niente e quindi non dovrebbe trovarsi qui. Ma questa seconda edizione del libro di Jon Savage è una vera delizia. E' un libro fantastico, splendidamente scritto, aggiornato, annotato. Questa edizione poi è quasi di 1000 pagine, è stata aggiunta una corposa seconda parte, contenente la trascrizione integrale delle interviste che avevano fornito la documentazione per il testo originario. E' una occasione perfetta per riscoprire un'opera ancora oggi insuperata, e lo sforzo di Jon Savage è evidente: mai letto un libro così ben dettagliato, informato e con tanto sense of humor. Quasi settanta pagine di discografia, note e bibliografia questo libro rappresenta un ottimo veicolo di approfondimento per quel fenomeno chiamato Punk, un fatto di costume, arte, atteggiamento, moda, musica e business che si consuma nell’arco di un paio d’anni ma con ripercussioni ad ampio raggio sulla popular music di quel periodo fino ai tempi attuali.
Savage è eccezionale sia nel trasmettere quel senso di inquietudine e di voglia di cambiamento che animava quel periodo, quanto i suoi limiti concettuali e umani. Le interviste sono interessantissime e contribuiscono a definire bene lo spirito dell'epoca. Il tutto dipingendo il contesto sociale dell’Inghilterra degli anni 70. Anche in questo caso, come accadde con il r’n’r’ anni ’50, poi la contestazione negli anni ’60, sono i fruitori di un nuovo genere e la loro immagine provocatoria a subire le accuse di un degrado sociale e di corruzione morale diffuso che ha ben altre origini, sia politiche che economiche, un’impronta così indelebile in tantissime direzioni: musicale, artistica, culturale, sociale. La bellezza del punk per me risiede nel fatto che nessun altro movimento, nato da una effettiva urgenza sociale, da una controcultura esplosiva, si sia riflettuto così prepotentemente nella moda, nel costume, nel gergo, nell’iconografia giovanile. E non solo quella del suo tempo. Ad oggi la punk culture , ancor oggi, un riferimento culturale (non più di tanto musicale) vivo e pulsante. Quaranta euro valgono bene questo libro che vi terrà occupati per almeno un paio di mesetti.

domenica 6 novembre 2011

Guitars Speaks programma radio sulla chitarra in onda su Radio Voce della Speranza


Mercoledì 9 Novembre ore 21.00 Guitars Speak su Radio Voce della Speranza


La puntata di mercoledì (siamo già arrivati alla sesta) parlerà di due cd, due compilation interamente dedicate alla chitarra contemporanea e all'improvvisazione: I Never Meta Guitar (Solo Guitars for the XXI Century) della Clean Feed e GUITARS: AN ANTHOLOGY OF EXPERIMENTAL SOLO GUITAR MUSIC della italianissima Setola di Maiale, due lavori davvero interessanti sullo stato attuale della musica per chitarra.



Ecco i Podcast delle prime cinque puntate!

- 02/11/2011

Guitars Speak 05 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Andrea Aguzzi ci presenta in questa puntata, un concerto del chitarrista Veneziano Diego Vio, i brani che sentiremo spazieranno in improvvisazioni del chitarrista, con musiche; Jazz, Bossa nova e per finire un tocco di Classica con il Notturno di Chopin.

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- 26/10/2011

Guitars Speak 04 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Andrea Aguzzi ci presenta in questa puntata, il concerto del chitarrista Giacomo Costantini, dove interpreta musiche di: Fernando Sor, Dionisio Aguado, Josè Viñas, Francisco Tarrega, Enrique Granados. Il luogo del concerto e la registrazione è stato lo Scarpon Live Club a Mestre, martedì 8 marzo 2011.

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- 19/10/2011

Guitars Speak 03 Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Questa settimana il racconto delle "sei corde" passa dall'Africa. Andrea Aguzzi ci parlerà del musicista del Mali Ali Farka Toure.

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- 12/10/2011

Storia e vita della chitarra" Le chitarre che parlano" In questo incontro: Questo è il primo di una serie di concerti realizzati presso Lo Scarpon Live Club di Mestre. In questa puntata Andrea Aguzzi ci presenta il chitarrista Carlo Siega in un concerto registrato il 22 febbraio 2011, con brani di Ulrich Krieger, Silvius Leopold Weiss, Heitor Villa Lobos, Lou Harrison ed Eve Beglarian.

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- 05/10/2011
Un nuovo programma si aggiunge alla famiglia di Di che musica sei? su Radio Voce della Speranza: "Guitars Speak" e chi se non Andrea Aguzzi, il creatore del Blog Chitarra e Dintorni Nuove Musiche poteva condurlo? Ogni mercoledì sera dalle 9 alle 10 ci sarà un incontro dove le chitarre racconteranno la propria musica nella voce di Andrea Aguzzi. Nella prima puntata ascolteremo interpreti come: Andrès Segovia, John Fahey, Derek Bailey, Joe Pass.

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