giovedì 18 agosto 2011

Biennale Musica di Venezia 2011: Lamento di Medea


Lamento di Medea

lunedì 26 settembre ore 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
LAMENTO DI MEDEA (2011, 70’) prima es. it.
teatro musicale in forma di concerto
musica Wim Henderickx (1962)
libretto Peter Verhelst
soprano Selva Erdener
Hermesensemble
duduk Raphaela Danksagmuller, flauto Karin De Fleyt, clarinetto/clarinetto basso Peter Merckx, viola Marc Tooten, chitarra elettrica Matthias Koole, live electronics Jorrit Tamminga, percussioni Gaetan La Mela, Wim Henderickx
direzione Wim Henderickx
Medea, Giasone e gli Argonauti: per quanto i loro destini siano inestricabilmente legati dalla leggenda del vello d’oro, è la figura femminile, sulfurea e tragica, a stagliarsi sui pallidi eroi maschili e a vivere di vita propria, fonte di ispirazione artistica nei secoli. Questa volta a misurarsi con il mito e il tragico destino della maga Medea è la musica del compositore belga Wim Henderickx, da anni impegnato sul versante del teatro musicale, facendo dell’area multimediale il proprio terreno privilegiato di indagine insieme ad una squadra di artisti come l’Hermes ensemble e gli attori del collettivo Veenfabriek. Dopo il debutto lo scorso maggio al deSingel di Anversa, noto spazio per la ricerca tra danza, musica, teatro, architettura, Medea arriverà in prima italiana per la Biennale di Venezia in forma di concerto con il titolo Lamento di Medea. Il testo, un adattamento contemporaneo della tragedia euripidea, è del narratore e poeta belga Peter Verhelst, coevo e compatriota di Wim Henderickx, compositore che spesso include nei propri lavori suggestioni musicali dall’oriente.
In questa versione concertistica, la soprano turca Selva Erdener - già solista per l’Opera di Stato di Ankara, dove si perfeziona con Roman Verlinsky e Lidia Pronina - si assume il compito di interpretare tutti e quattro i lamenti che compongono l’opera: Passione, Disperazione, Declino, Dolore. “Non si tratta di un testo veramente semantico – scrive Henderickx - ma di suoni musicali privi di significato. La musica evoca un mondo interiore fatto di sofferenza, passione e dolore. La cantante è accompagnata da un duduk, uno strumento tradizionale armeno simile a un flauto, il cui suono si avvicina incredibilmente alla voce umana. Il materiale musicale è composto da un’ampia melodia, caratterizzata da frequenti quarti di tono, ed elaborata per la maggior parte in modo eterofonico (con differenti variazioni della melodia realizzate simultaneamente). L’elettronica crea una sorta di “ronzio” costante, e costituisce lo sfondo sonoro del brano. La cantante e gli strumenti sono amplificati in modo da arricchire il colore del loro suono, dando così una dimensione in più all’opera. Il flauto, la viola e il clarinetto, tipicamente occidentali, sono accompagnati da due percussionisti e una chitarra elettrica, a tratti sorprendentemente vicini al carattere melodico e introspettivo della musica, altre volte spezzandolo” (W. Henderickx).
Wim Henderickx (Lier - Belgio, 1962). Ha studiato composizione e percussioni al Conservatorio Reale di Anversa. Successivamente ha partecipato all’Internationale Ferienkurse für Neue Musik a Darmstadt e ha frequentato lezioni di sonologia all’IRCAM di Parigi e al Conservatorio Reale di Musica dell’Aia. Insegna composizione e analisi musicale ai Conservatori di Anversa e Amsterdam.
È autore di musica da camera, musica sinfonica e teatro musicale. Come compositore in residenza presso Muziektheater Transparant, ha scritto diversi pezzi di teatro musicale: Achilleus, A Total Entführung, Medea. Le culture straniere sono spesso fonte d’ispirazione per Henderickx, che fra i suoi lavori annovera tre Ragas, Confrontationsper percussioni occidentali e africane, mentre dopo un viaggio in India e in Nepal, ha iniziato a lavorare a Tantric Cycle, una serie di composizioni che hanno l’oriente come fonte d’ispirazione. The Seven Chakras per quartetto d’archi, Void/Sunyata un pezzo di teatro musicale, Disappearing in Light per mezzo-soprano, flauto contralto, viola e percussioni, Tejas per orchestra eMudra per ensemble sono parti di questo ciclo. Nel febbraio 2011, Groove! per percussioni e orchestra è stato eseguito per la prima volta dalla Brussels Philharmonic. Attualmente sta componendo un brano sinfonico per l’Orchestra Nazionale Belga che vedrà la luce nel marzo 2012.

mercoledì 17 agosto 2011

Biennale Musica di Venezia 2011: Luigi Nono - A floresta é jovem e cheja de vida

Luigi Nono - A floresta é jovem e cheja de vida

domenica 25 settembre ore 15.00
Sala degli Arazzi della Fondazione G. Cini
Luigi Nono A floresta é jovem e cheja de vida (1966)
prima audizione della versione a 8 canali con gli interpreti originali su supporto a cura di Veniero Rizzardi con l'assistenza di Alberto Bianco
regia del suono Alvise Vidolin

in collaborazione con Fondazione G. Cini - Istituto per la Musica – laboratorioarazzi, Fondazione Archivio Luigi Nono, Conservatorio Statale di Musica “A. Steffani” Castelfranco Veneto
A floresta é jovem e cheja de vida è una delle opere-chiave della vicenda artistica di Nono. Venne concepita tra il 1965 e il 1966 insieme allo scrittore Giovanni Pirelli come ipotesi di nuovo teatro musicale basato su testi documentari, ossia lettere, dichiarazioni, discorsi, che nell’intento degli autori dovevano riflettere l’esperienza soggettiva della partecipazione, spesso dolorosa o fatale, alle lotte di liberazione anti-imperialistica di quegli anni (Vietnam, Cuba, Angola, ma anche rivolte studentesche e lotte operaie).
A floresta divenne il modello per quasi tutti i lavori che Nono compose nei dieci anni a venire e fu l’opera che, come direttore e regista del suono, accompagnò più a lungo di ogni altra, in numerosi festival e concerti. Per diverse ragioni, prima di tutto per la sua natura di composizione sperimentale, non venne mai fissata in una partitura. Soltanto nel 1998, su insistenza di numerose istituzioni concertistiche che intendevano riproporla, l’editore Ricordi affidò a un compositore - Maurizio Pisati - e a un musicologo - Veniero Rizzardi - l’iniziativa di ricostruire un testo eseguibile basato sulle parti ‘stenografiche’ degli interpreti, sui quaderni di regia di Nono, sui numerosi documenti cartacei, sonori, visivi depositati presso l’Archivio Luigi Nono di Venezia. Ciò che ne risultò è un partitura sui generis che, fedele al dettato di Nono e dettagliata quanto più possibile, rende trasmissibile l’opera a nuove generazioni di esecutori. Un problema fondamentale, tuttavia, che non è possibile sciogliere, riguarda il fatto che ogni nuovo interprete è destinato a ricalcare un modello in gran parte originato dall’improvvisazione senza essere, di necessità, al centro dell’esperimento musicale come lo erano gli esecutori originali.
Questa ricostruzione filologica, a partire da materiali utilizzati per la produzione discografica del 1966, è un'esperimento che intende restituire a floresta nella sua originalità con tutti i suoi interpreti. E può essere curioso scoprire quante e quali personalità vi avessero partecipato. Il nastro magnetico era stato realizzato presso lo storicoStudio di Fonologia musicale della RAI di Milano con l’assistenza di Marino Zuccheri. Questi materiali registrano le voci di Liliana Poli, Kadigia Bove, Elena Vicini, Umberto Troni, Franca Piacentini, Enrica Minini e gli attori delLiving Theatre. Gli strumentisti sono William O. Smith al clarinetto, mentre gli esecutori alle lastre di rame sono diretti da Bruno Canino. A tutto questo si aggiungono suoni di sintesi.

martedì 16 agosto 2011

DUO LUMEN: Matteo Rigotti & Mauro Tonolli in Tournee nei Balcani


DUO LUMEN in TOURNEE nei BALCANI
progetto “Orchestra Itinerante”

_Prijedor (Bosnia-Erzegovina)
_Kraljevo (Serbia)
_Peja/Pec (Kossovo)



PROGRAMMA:

Mer 24 Agosto

PRIJEDOR (Bosnia-Erzegovina)

10.00 - 12.00
Lezione-concerto presso Muzicka Skola“Savo Balaban”

14.00 - 17.00
Masterclass con gli allievi della scuola“Savo Balaban”

21.00
Concerto pubblico presso Art Gallery


Sab 27 Agosto

KRALJEVO (Serbia)

10.00 - 12.00
Lezione-concerto presso Muzicka Skola “Stevan Mokranjac”

14.00 - 17.00
Masterclass con gli allievi della scuola“Stevan Mokranjac”

21.00
Concerto pubblico presso Muzicka Skola


Lun 29 Agosto

PEJA/PEC (Kossovo)

10.00 - 12.00
Lezione-concerto presso Shkolla e Muzikes “Halit Kasapolli”

14.00 - 17.00
Masterclass con gli allievi della scuola “Halit Kasapolli”

21.00
Concerto pubblico Shkolla e Muzikes


Il progetto ORCHESTRA ITINERANTE è organizzato da Comitato Servizi e Cooperazione coi Balcani (Tn).
Il progetto porterà nei Balcani il DUO LUMEN e musicisti dell’Orchestra Giovanile Trentina (Priyanka Ravanelli e Katia Bonadiman).



Visita il sito del DUO LUMEN http://www.duolumen.it/



Tonolli Mauro, chitarrista

Agosto con ArsPublica

!

agosto con ArsPubllca

25 h21, San Vito di Cadore (Belluno), Pieve dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, Organi storici in Cadore, Mors et vita duello: Alla battaglia!
Edoardo Micheli, Le mirabolanti avventure di Tasca Micheli da Caci alla battaglia di Lepanto
Alessio Rossato, Désarmé
Marco Molteni, Mir
Guido Boselli, A Selvareggi: attesa, assalto e morte del Ferrucci
Filippo Perocco, Canto llano del caballero
Riccardo Vaglini, Capriccio sopra l'Homme armé
Marjia Jovanovic organo

23, Agios Lavrentios (Grecia), Festival Music Village 2011
Federico Costanza, Mutosso (première)
DissonArt Ensemble diretto da Beat Furrer

Biennale Musica di Venezia 2011: SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg

SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg

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sabato 24 settembre ore 20.00
Teatro alle Tese
SWR SINFONIEORCHESTER BADEN-BADEN UND FREIBURG
Béla Bartók (1881-1945) Tanz-Suite per orchestra (1923, 18’)
Peter Eötvös (1944) Konzert für zwei Klaviere (2007, 20') prima es. it.
Peter Eötvös Replica per viola e orchestra (1998, 15’)
Igor Stravinskij (1882-1971) Agon (1953-57, 23')
pianoforte Andreas Grau e Götz Schumacher
viola Geneviève Strosser
direttore Peter Eötvös
Dedicato al compositore e direttore d’orchestra Peter Eötvös, che riceverà il Leone d’oro alla carriera nel corso della serata, il concerto inaugurale del 55. Festival avrà per protagonista una delle orchestre tedesche d’eccellenza, la SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, che ha fatto la storia, a partire dagli anni ’50, del Festival di Donaueschingen con oltre 400 prime esecuzioni. L’orchestra, che ha conquistato un posto “centrale nella cultura europea”, secondo Sylvain Cambreling, sarà diretta per l’occasione dallo stesso Eötvös.
Erede di una tradizione musicale forte come quella ungherese, con figure come Bartók, Ligeti, Kurtág, Peter Eötvös ha vissuto in prima persona tutte le avventure più importanti della ricerca musicale dagli anni '60 in avanti. “Direttore d'orchestra di precoce ed enorme talento – recita la motivazione del premio - è stato assistente per molti anni di Karlheinz Stockhausen, sia come compositore che ben presto come direttore prediletto dei suoi lavori, incluse le grandi opere create alla Scala trent'anni fa (fra cui Donnerstag aus Licht, 1981). Anche Boulez, dagli anni '70, gli ha affidato la direzione musicale del neonato Ensemble Intercontemporain. Queste esperienze straordinarie al fianco dei più grandi compositori hanno immerso Eötvös in un fiume ricchissimo di pensiero e pratica musicale, formando un musicista e un artigiano assolutamente completo, che negli ultimi vent'anni ha mostrato una fecondissima forza creativa di compositore. In entrambe le attività, Eötvös unisce una conoscenza e un orecchio di rara finezza ad una allegria iconoclasta e sperimentale”.
Il concerto rende un doveroso tributo alle ascendenze bartókiane della musica di Eötvös con l’esecuzione di Tanz-Suite, un brano oggi raramente eseguito, ma che a Bartók diede una improvvisa popolarità, cui sono affiancatiKonzert für zwei Klaviere e Replica di Eötvös, a mostrare i legami con la lezione del passato e insieme i suoi sviluppi più avanzati. Il concerto si conclude sulle note di Agon di Stravinskij, partitura per balletto, un genere in cui il compositore russo ha sperimentato molte delle sue più importanti innovazioni musicali.
Commissionato in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’unione fra le città di Buda e Pest nel 1923, che vedeva al fianco di Bartók altri grandi nomi della musica ungherese, Ernö Dohnányi e Zoltán Kódaly, Tanz-Suite è un omaggio alla tradizione popolare balcanica e porta a compimento la maturazione del compositore su tali materiali, la sua capacità di metabolizzare i codici linguistici folclorici per restituirli sotto una forma nuova e originale. Al suo esordio, il pezzo ebbe una tiepida accoglienza, e soltanto dopo l’esecuzione del 1925 a Praga (Festival SIMC), seguirono almeno 50 esecuzioni nel breve arco di un anno. Ma dopo questo exploit, le esecuzioni di Tanz-Suite si fecero sempre più rare. Come una vera suite, il pezzo inanella cinque danze – di provenienza slovacca, ungherese, valacca e araba - collegate da un ritornello che ha funzione di leitmotiv, ma a volte anche combinate fra loro. “Così ad esempio, la melodia del primo tema del primo pezzo ricorda la musica popolare araba più antica, mentre il ritmo si ricollega a quella dell’Europa orientale. Il tema del ritornello è talmente fedele allo schema di certe melodie popolari ungheresi, che potrebbe ingannare anche un esperto studioso. Il secondo pezzo è di carattere ungherese, mentre il terzo alterna elementi ungheresi e valacchi” (B. Bartók).
Konzert für zwei Klaviere di Eötvös riecheggia consapevolmente la lezione del Maestro ungherese nell’utilizzo di scale parallele e nella combinazione di pianoforte e percussioni. All’origine del concerto in cinque movimenti è un pezzo del 2005, CAP-KO, concepito proprio per il 125° anniversario della nascita di Béla Bartók, un pezzo da cui sono scaturite diverse versioni. Il titolo è l’acronimo di “Concerto for acoustic piano, keyboard and orchestra”, dove la tastiera digitale aggiungeva una nota a quella suonata dal pianista secondo intervalli determinati dal compositore, in maniera da creare un effetto di moltiplicazione e, almeno apparentemente, di virtuosismo del pianista. Del 2007 è la versione interamente acustica, proprio per sfidare i solisti a raggiungere lo stesso grado di precisione utilizzando soltanto le loro quattro mani, senza ausili tecnologici.
“Il primo movimento apre con un trio di rullanti, posti ai lati e al centro. Il loro timbro varia a seconda del punto esatto in cui la bacchetta li colpisce. In questo modo, ho composto un contrappunto melodico in tre parti. Quando i solisti e l’orchestra entrano, questo contrappunto allarga la sua gamma espressiva e diventa molto diversificato nel timbro. Verso la fine, le rapide serie di semicrome degli archi creano un’inconfondibile allusione a Bartók di cui ricordano l’ultimo movimento del Concerto per orchestra. La maggior parte del secondo movimento è dominata dall’intervento costante e parallelo dei due pianoforti. Ho usato un ampio numero di scale diverse per generare una grande energia cinetica. Le serie sono punteggiate dagli assoli intermittenti delle percussioni e integrate dai controcanti dell’orchestra su note lunghe e legate (legato). Segue senza intervallo il terzo movimento: più statico, caratterizzato da acuti attacchi ritmici e dal prevalere di un ottone nel registro grave. Il tempo aumenta gradatamente e le parti del pianoforte assumono sempre più impeto, fino a raggiungere il climax verso la fine del movimento. Ho intitolato il terzo movimento: ‘Bartók attraversa l’oceano’. Per tutto questo movimento si segue un tempo lento. Le regolari successioni di accordi dei due pianoforti, che procedono suonando crome uguali, si contrappongono ai più brevi fraseggi dei corni e delle trombe. La musica diventa in breve più nervosa come sentiamo una secca esplosione in fortissimo di tutta l’orchestra. Poi, un tranquillo duetto dei pianoforti conclude il movimento, assieme a un ‘motivo d’addio’ di tre note della prima tromba. L’ultimo movimento è un’altra accelerazione folle, con i due pianisti e i tre percussionisti nel ruolo dei protagonisti. I ritmi sono più irregolari di prima, con accenti sincopati e complesse alternanze tra note e pause che si aggiungono a un senso di eccitazione per tutto il pezzo” (Peter Laki/Peter Eötvös).
Il brano successivo, Replica, che Eötvös intende nel senso di “risposta”, mostra invece legami con la sua opera di maggior successo, Le tre sorelle di cechoviana memoria, anche per la vicinanza cronologica nella loro composizione. Il legame tra i due lavori si istituisce nell’aspetto del commiato, motivo conclusivo di ognuna delle tre parti dell’opera, che caratterizza anche il concerto, e si istituisce musicalmente nell’effetto di teatro strumentale che assume il concerto – dove gli attori sono gli strumenti, fra cui ha un ruolo centrale la fisarmonica. La disposizione tradizionale dell’orchestra cambia: i fiati in fondo al palcoscenico, davanti agli strumenti a corda, le cinque viole disposte ad anello intorno al solista, con cui intessono un fitto dialogo. “Tuttavia il dramma non si evolve in superficiali gesti ‘drammatici’ ma piuttosto nell’infinita combinazione di timbri e registri, messi ancora più in rilievo dal tempo, relativamente lento. Il costante monologo dell’assolo dello strumento appare sotto una luce nuova ogni volta che cambia il concomitante commento dell’orchestra. La viola trova il suo ‘compagno ideale’ – per usare l’espressione di Griffith – nel flicorno. Quando le loro voci si intrecciano a formare un duetto, dopo il culmine dell’esplosione tragica, si assiste a uno dei momenti più avvincenti del lavoro. Ma la loro relazione non è destinata a durare: alla fine, l’assolo della viola rimane irrevocabilmente isolato e sparisce nell’oscurità, evocato dalle maracas (suonate dal violinista) mentre cala un sipario immaginario” (Birgit Gotzes).
Ultima composizione per balletto di Stravinskij, Agon viene commissionato dall’impresario Lincoln Kirstein e da George Balanchine per il New York City Ballet. Dopo la felicissima esperienza con i Ballet Russes di Diaghilev e Vaslav Nijinskij, il nome di Stravinskij si lega ad un altro coreografo di origini russe, Balanchine, ugualmente destinato a rivoluzionare il mondo del balletto e a regalare alcuni dei suoi capolavori proprio sulle note del compositore e compatriota, comeApollon Musagète nel 1928 e Orpheus nel 1948. Destinato a restare nella storia del balletto contemporaneo, Agon, presentato in prima assoluta il 27 novembre 1957 a New York, mette in scena una vera e propria esibizione agonistica fra 12 danzatori sulle musiche composte per un’orchestra di 112 elementi. Appartenente alla fase cosiddetta seriale di Stravinskij, che tratta con l’originalità che gli è consueta, il pezzo è un compendio di un’intera biografia artistica, con suggestioni che rimandano alle tanti fonti d’ispirazione e alla sua infinita gamma espressiva.

Peter Eötvös
(Székelyudvarhely - Transilvania, 1944). Si è diplomato all’Accademia di Musica di Budapest in composizione e alla Hochschule für Musik di Colonia in direzione d’orchestra. Tra il 1968 e il 1976 ha suonato con l’Ensemble Stockhausen e dal 1971 al 1979 ha collaborato con lo studio di musica elettronica della Westdeutscher Rundfunk di Colonia.
Nel 1978, su invito di Pierre Boulez, ha diretto il concerto inaugurale dell’IRCAM a Parigi, e l’anno successivo è nominato direttore musicale dell’Ensemble InterContemporain, dove rimane fino al 1991. Ha lavorato con le più importanti orchestre radiofoniche europee ed è stato invitato sul podio dei più importanti teatri e delle maggiori istituzioni musicali del mondo - Teatro alla Scala, Royal Opera House Covent Garden, La Monnaie, Festival Opera Glyndebourne, Théâtre du Châtelet, Biennale di Venezia - lavorando con registi come Luca Ronconi, Robert Altman, Klaus-Michael Grüber, Robert Wilson, Nikolaus Lehnhof, Ushio Amagatsu.
Fra i suoi maggiori successi operistici, spesso ispirati alla grande letteratura:Three Sisters (2002) da Cechov, che debutta a Aix-en-Provence, Le Balcon(2001/02) da Jean Genet, Angels in America (2004) dal libro culto di Tony Kushner, Love and Other Demons (2008) ispirato a una novella di Gabriel García Márquez, che debutta al Festival di Glyndebourne, Die Tragödie des Teufels (2010), che ha debuttato alla Bayerische Staatsoper di Monaco.
Fra le sue composizioni sinfoniche: Atlantis (1995), zeroPoints (1999), in omaggio a Boulez, Shadows (1996), CAP-KO(2005/07), di cui esistono tre diverse versioni e dedicata a Béla Bartók, Jet Stream (2002) per tromba e orchestra eSeven (2006/07) per violino e orchestra. Fra i tantissimi premi e le onorificenze ricevute: Prix Claude-Rostand (1998), Grand Prix de la Critique (1998) e Victoires de la Musique Classique e du Jazz (1999) per Three Sisters; Prix de Composition Musicale della Fondation Prince Pierre de Monaco (2008) per Seven; premio Bartók (1997); Royal Philharmonic Society Music Award (2002); Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres (2003); Cannes Classical Award (2004) nella categoria “miglior compositore vivente” al MIDEM; Frankfurt Music Prize (2007).

lunedì 15 agosto 2011

Biennale Musica di Venezia 2011

Biennale Musica

24 settembre > 1° ottobre 2011

Il 55. Festival Internazionale di Musica Contemporaneasi terrà dal 24 settembre al 1° ottobre 2011, diretto da Luca Francesconi.
A Peter Eötvös (nella foto) sarà consegnato il Leone d'oro alla carriera, a RepertorioZero il Leone d'argento.Programma - Biglietteria >>

Biennale Musica per l’Università: in occasione del 55. Festival, la Biennale offre agevolazioni agli studenti di Conservatori e Università (gruppi min. 20 persone tra docenti e studenti). Info: promozione@labiennale.org

Festival Int.le di Musica Contemporanea

Laboratori con Ircam 2011

Per l’edizione 2011, la Biennale di Venezia ha invitato l’Ircam per una serie di laboratori destinati a giovani compositori italiani. Previsti un Laboratorio live electronics con strumenti, un Laboratorio Informatico e una Conferenza a cui parteciperanno i compositori all'Ircam. Due concerti concluderanno il programma il28 e 30 settembre: uno con brani recenti ed emblematici dell’Ircam, e un concerto-lettura di giovani compositori italiani.

Festival Int.le di Musica Contemporanea

Storia della Biennale Musica

Il Festival Internazionale di Musica Contemporanea fu fondato nel 1930 e fu la prima manifestazione ad affiancare l'Esposizione Int.le d'Arte, che aveva caratterizzato la Biennale sin dalle sue origini. La tradizione del Festival, che negli anni ha presentato prime assolute di Stravinskij, Prokofiev, Nono e altri autori, viene consolidata oggi con la direzione di Luca Francesconi, nel 2011 al suo quarto festival.

domenica 14 agosto 2011

MITO: Sentire Haiti "I bardi nativi"

TORINO - MARTEDÌ 20 SETTEMBRE 2011 - ORE 18:00
Moonlight Benjamin (ph. D. Ambrogi)
Moonlight Benjamin (ph. D. Ambrogi)

World Music

Sentire Haiti
"I bardi nativi"

Beken, voce e chitarra
con accompagnamento di percussioni

Moonlight Benjamin, voce
con accompagnamento di chitarra e percussioni


Beken, con la sua voce graffiante e le sue melodie nostalgiche, è la storica gloria musicale di Port-au-Prince. Falciato da un’auto a dodici anni, appoggiato sull’unica gamba e su una stampella, traduce da allora in parole e musica la propria sofferenza.

Rivelazione della world music nel 2008, la cantanteMoonlight Benjamin trae ispirazione dal suo vévé, spirito guida che la accompagna in scena, rendendola sensuale e coinvolgente come la danza del serpente Damballah in una cerimonia vudù.

sabato 13 agosto 2011

MITO: ’Round About Miles John Scofield Group

MILANO - MARTEDÌ 20 SETTEMBRE 2011 - ORE 21:00
Stefano Bollani (ph. P. Soriani)
Stefano Bollani (ph. P. Soriani)

Enrico Rava (ph. A. Mela)
Enrico Rava (ph. A. Mela)

Presenting Partner
Camera di Commercio di Milano

In collaborazione con
Centro Jazz Torino

Jazz

’Round About Miles

John Scofield Group

John Scofield, chitarra
Nigel Hall, voce, pianoforte
Andy Hess, basso,
Terrence Higgins, batteria

Stefano Bollani, pianoforte
Enrico Rava, tromba
Enrico Rava Tribe

Enrico Rava, tromba
Gianluca Petrella, trombone
Giovanni Guidi, pianoforte
Gabriele Evangelista, contrabbasso
Fabrizio Sferra, batteria


posto unico numerato € 20

venerdì 12 agosto 2011

MITO: Hamid Drake & Bindu “Reggaeology”

MILANO - LUNEDÌ 12 SETTEMBRE 2011 - ORE 21:00
Bindu “Reggaeology” (ph. R. Cigolini)
Bindu “Reggaeology” (ph. R. Cigolini)

Raiz
Raiz

Neo Jessica Joshua
Neo Jessica Joshua
Jazz

Parte I
Hamid Drake &
Bindu “Reggaeology”

Reggaeology

Napoleon Maddox, beatbox, voce
Jeff Parker, chitarra
Jeb Bishop, trombone
Jeff Albert, trombone
Joshua Abrams, contrabbasso, guimbri
Hamid Drake, batteria, tabla, frame drum, voce
Special guest
RAIZ, voce

__________________________

Parte II
IsWhat?!

Napoleon Maddox, beatbox, voce
Jack Walker, sassofoni, flauto, voce
Dave Kane, basso
Hamid Drake, batteria
Special Guest
Neo Jessica Joshua, voce


posto unico numerato € 15

giovedì 11 agosto 2011

MITO: A Certain Ratio

TORINO - MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE 2011 - ORE 22:00
A Certain Ratio
A Certain Ratio

in collaborazione con Spazio 211

Pop Rock
A Certain Ratio

Jez Kerr, voce e basso
Donald Johnson, batteria
Martin Moscrop, chitarra, tromba
Tony Quigley, tastiere, sassofono
Liam Mullan, tastiere
Denise Johnson, voce


Legati alla Factory Records, protagonista della scena di Manchester negli anni ’80, gli A Certain Ratio hanno incarnato una delle esperienze cruciali in quel percorso che ha portato dai cupi climi post-industriali della new wave all’esplosiva miscela rockdance della scena di Mad-chester.


ingressi € 10

mercoledì 10 agosto 2011

MITO: Classico Terzetto Italiano

TORINO - MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE 2011 - ORE 17:00
Classico Terzetto Italiano
Classico Terzetto Italiano
Classica
Jean-Jacques Printemps

Sérénade op. 12

Ferdinando Carulli

Notturno in sol maggiore

Joseph Kreutzer

Trio in la maggiore op. 9 n. 1

Gioachino Rossini

Ouverture da "Il Barbiere di Siviglia"

Classico Terzetto Italiano

Ubaldo Rosso, flauto
Carlo De Martini, violino
Francesco Biraghi, chitarra


ingresso gratuito

martedì 9 agosto 2011

MITO: La cinquecento gialla - NuvoleIncanto

TORINO - DOMENICA 4 SETTEMBRE 2011 - ORE 18:00
NuvoleIncanto
NuvoleIncanto


In collaborazione con Effeci Music

Canzone d'autore

La cinquecento gialla

NuvoleIncanto

Fabrizio Cotto, voce e chitarra
Gigi Venegoni, chitarre
Piero Mortara, fisarmonica e tastiere
Angelo Ieva, basso
Fabrizio Gnan, batteria

Lucio Diana, allestimento e regia

Produzione e testi di Effeci Music


L’Italia che cambia, tra gli anni ’60 e ’70, tra il boom economico e le prime vacanze al mare, le gite fuori porta, la chitarra e il beat, fino agli anni di piombo. Con la società cambiano le canzoni, la scrittura ed il loro significato nella vita quotidiana. Un cammino vissuto attraverso gli avvenimenti narrati dall’autoradio di una cinquecento gialla, simbolo di un periodo lontano cui fanno da colonna sonora Paoli, Tenco, De André, Endrigo, Battisti, Guccini, Area, Finardi e altri ancora.


Posto unico numerato € 10

lunedì 8 agosto 2011

MITO: “SASSY” a tribute to the “DIVINE ONE”

Joyce E. Yuille
Joyce E. Yuille
Jazz

“SASSY” a tribute to the “DIVINE ONE”

The Sarah Vaughan Project

Sandro Gibellini (Special guest), chitarra

Dall’incontro tra il chitarrista Sandro Gibellini e la cantante afroamericana Joyce E. Yuille è nato questo tributo a Sarah Vaughan, una delle maggiori interpreti della musica afroamericana del ’900.


ingressi € 10

domenica 7 agosto 2011

Speciale Paolo Angeli


Care Lettrici e cari Lettori del Blog, questa settimana dedichiamo uno speciale a un chitarrista sì ma un chitarrista assolutamente particolare e originale: Paolo Angeli, chitarrista, compositore, creatore di strumenti, al crocevia tra la musica di avanguardia e la tradizione popolare sarda. L sua ricerca musicale può e deve essere di stimolo per tutti a dimostrazione di quanti campi ancora rimangono da esplorare al nostro strumento preferito.

Ringrazio sentitamente Stefano Bonelli per avermi permesso di consultare, attingere e citare dalla sua bellissima Tesi di Laurea: “La chitarra sarda preparata Uno studio di caso per investigare la relazione tra strumenti ed attività di produzione musicale, secondo i principi della scuola storico-culturale”

http://www.bonellistefano.it/

Empedocle70

sabato 6 agosto 2011

Speciale Eugenio Becherucci


Care lettrici e cari lettori del Blog è con grande piacere che "iniziamo" il nuovo anno con uno Speciale dedicato a uno dei più interessanti chitarristi-compositori italiani: Eugenio Becherucci.
Artista eclettico ed interessante, di grande sensibilità e raffinatezza ha sempre dimostrato un grande interesse e un grande talento verso la musica e il repertorio contemporaneo, non poteva quindi mancare la sua vista al nostro Blog.

Empedocle70