martedì 20 novembre 2007
lunedì 19 novembre 2007
Allegro ma non troppo - Bruno Bozzetto
Allegro ma non troppo è forse l’opera più conosciuta di Bruno Bozzetto, realizzato nel 1976 e liberamente ispirato a Fantasia della Disney, dal quale si distingue per un approccio più umoristico e più mirato, nonché per i minori costi di realizzazione. Qui la musica classica, più che generare immagine, fa da prestigiosa colonna sonora ad un montaggio di rapide sequenze. Il film è composto da sei episodi, ciascuno con una sua particolare atmosfera surreale, ispirati a famosi pezzi di musica classica:
· il Preludio al pomeriggio di un Fauno" di Claude Debussy
· la Danza slava di Antonín Dvořák
· il Bolero di Maurice Ravel
· il Valzer triste di Jean Sibelius
· il Concerto in do maggiore di Antonio Vivaldi
· l'Uccello di fuoco di Igor Stravinskij
Le sei musiche e i rispettivi filmati sono inseriti nel film in una storia filmata dal vero che funge così da filo conduttore di tutta l'opera. All'inizio ed alla fine del film, e fra un episodio e l'altro, ci sono sequenze girate con attori in carne e ossa, in cui il direttore dell'orchestra (Nestor Garay) è alle prese con il produttore, l'animatore (Maurizio Nichetti) ed un'orchestra recalcitrante. In queste parti dal vero la comicità nasce dalle medesime meccaniche surreali del cartone animato, applicate a personaggi in carne ed ossa. E’ lo stesso Nichetti che “improvvisa” i fumetti ispirato dalle musiche suonate dalla scalcinata orchestra e dal collerico direttore. Ne esce un film che, nella struttura simile alla famosissima "Fantasia" disneyana, riesce ad affermare una propria autonoma originalità, sviluppando tematiche attuali in uno stile moderno e rinnovato, rispetto all'ormai classico modello americano.
Video
Bolero http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/11/bolero-da-ma-non-troppo-di-bruno.html
Valse Triste http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/11/allegro-non-troppo-valse-triste.html
Bolero http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/11/bolero-da-allegro-ma-non-troppo-di.html
Slavonic Dance http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/11/allegro-non-troppo-slavonic-dance-no-7.html
Bruno Bozzetto
Nasce a Milano nel 1938 e inizia a dedicarsi al cinema sin da adolescente.
Il suo primo film è Tapum! La storia della armi del 1958. È del 1960 Un Oscar per il signor Rossi, primo film avente per protagonista questo piccolo e collerico personaggio, perfetto ritratto dell’omino piccolo borghese, quasi una versione fumettistica del Fantozzi di Villaggio. Nel 1965 esce West&Soda, parodia del genere western e terzo lungometraggio animato italiano. Vip mio fratello superuomo, remake in chiave comica del genere supereroistico, molto in voga all'epoca, risale al 1968. Dopo questo secondo lungometraggio seguono tanti filmati pubblicitari per Carosello e cortometraggi comici e satirici. Un altro suo film meno conosciuto di Allegro ma non troppo è Vip, mio fratello superuomo, che prende in giro la globalizzazione e la pubblicità.
Convinto assertore che l'animazione possa sintetizzare e rendere comprensibili anche al grosso pubblico concetti ritenuti fino a quel momento astrusi e difficili, Bozzetto ha operato anche nel campo della divulgazione scientifica, realizzando con Piero Angela circa 100 filmati inseriti nella rubrica televisiva "Quark"
In un breve cortometraggio animato con tecnica Macromedia Flash diffuso su internet intitolato L'Italia e l'Europa ha saputo ancora una volta in modo semplice ed efficace illustrare con sarcasmo alcuni tratti della società italiana odierna.
Attualmente Bozzetto è impegnato nella realizzazione di animazioni al computer con l'uso di Flash, e nella realizzazione del serial La famiglia Spaghetti.
Empedocle70
venerdì 16 novembre 2007
30 Novembre 2007 Concerto di Angelo Barricelli a Torino
presenta
Recital chitarra solo del Maestro Angelo Barricelli
Associazione "Progetto Leonardo"
Cappella dei Mercanti -Torino
Venerdì 30-11-2007
ore 20.30
musiche di: J. Dowland, T. O'Carolan, R. Turovsky, F. Bottai, A. Barrios,
F. Tarrega, A. Piazzolla, I. Albeniz e R. Fabbri.
Ingresso libero.
giovedì 15 novembre 2007
Jacopo da Montaio: il vero-falso Dowland
Ma vediamo di scendere nei dettagli. Coloro che frequentano il forum di chitarra classica Delcamp potrebbero essersi imbattuti in alcuni esempi di questo genere di opere. Riporto senz’altro le note che lo stesso Fausto ha postato in quella sede presentando uno di questi lavori, Piccola poesia notturna, propriamente un 'logogrifo', ovvero un anagramma parziale composto da frammenti di un altro brano musicale, in questo caso ‘The frog galliard’ di J.Dowland. ‘Ho già dichiarato, scrive Fausto, che il lavoro di taglia e cuci è stato compiuto direttamente su registrazioni audio, tagliando cioè a brandelli una traccia wave e ricomponendo con quei brandelli una diversa ‘registrazione’ del tutto virtuale. Tutto ciò sfruttando le potenzialità di uno dei programmi più noti e usati, in sede di editing. Bene, uno dei brani di Dowland era appunto 'The frog galliard', recentemente postato dall'amico Angelo Barricelli sul forum in una esecuzione splendida. La tentazione di ripetere l'esperimento a partire dalla sua registrazione era troppo forte... Gli ho chiesto quindi l'autorizzazione a 'maltrattare' il suo mp3, e lavorando di forbici e colla ho pazientemente 'ricostruito' questa Piccola poesia notturna'..
Qui sotto postiamo a mo’ d’esempio l’mp3 dei due brani.
Possiamo rilevare che il meccanismo alla base di questo ‘gioco’ è esattamente analogo a quello di cui parlava Fauvel nel precedente articolo : si tratta sempre di ‘testi’ composti da citazioni integrali di un’opera altrui. I brani per liuto di John Dowland come le poesie di Giuseppe Ungaretti. L’autore di queste operazioni definibili, senza tema di smentita, parassitarie, a chi lo rimproverava considerando questo modo di agire un ‘sacrilegio’, rispondeva candidamente: 'Per me il discorso funziona in tutt'altro modo: adoro la musica di Dowland al punto di aver scelto questo compositore come guida , come il mio Virgilio nel viaggio all’interno del mondo della musica. Ed è proprio in virtù di questa scelta che ritengo giusto 'usare' la sua musica come 'oggetto' di studio: in questo senso, il rifacimento, la citazione, la variazione etc. li considero un rendere omaggio, non un deturpare... '
Non so quanti prenderanno per buona questa sorta di autodifesa.. Noi, borgesiani convinti, propenderemmo.. per l’assoluzione…
http://it.geocities.com/empedocle70/Thefroggalliard.mp3
http://it.geocities.com/normanczabo/JacopodaMontaio/piccola_poesia_notturna.mp3
Jacopo da Montaio
mercoledì 14 novembre 2007
martedì 13 novembre 2007
Liuteria in Concerto
Il primo appuntamento della manifestazione, organizzata a Roma dall’Associazione “Rosso Rossini” in collaborazione con il “Teatro della Forma”, ha visto protagonista proprio il suo creatore, il M° Francesco Taranto, che si è esibito con le chitarre dei MM. Gianni Norcia e Marco D’Annibale.
Il pubblico, che annoverava tra le sue fila nomi di spicco del panorama chitarristico Europeo, ha potuto godere di una spettacolo fresco ed originale, oltre che di ottima qualità musicale.
Il primo tempo ha visto alternarsi musiche di Mauro Giuliani, Niccolò Paganini (le sonate op. 8 recentemente pubblicate dalla Erom in prima edizione assoluta con revisione dei MM. Scozzafava e Taranto) , Carlo Carfagna e dello stesso Francesco Taranto eseguite in duo col M° Franco Scozzafava al Volino, e la presentazione del brano di Gabriele del Giudice: Preludio su un tema di Bach, edito dalla Erom, che è stato eseguito in prima assoluta dal M° Marco del Greco.
Il secondo tempo ha visto protagonista insieme alla musica la poesia. Paolo Perugini ha declamato versi di alcuni tra i maggiori poeti dal medioevo ai giorni nostri accompagnato dall’accattivante suono del M° Taranto, che si è contraddistinto per la personale ed attraente interpretazione, fra gli altri, del brano “Frammento” di Carlo Carfagna.
Auspico per questa manifestazione, che si propone oltre che di mettere i luce la liuteria italiana, di diffondere cultura, la più grande fortuna, e spero che il prossimo appuntamento soddisfi quanto ci ha soddisfatto il primo.
Fabrizio Graceffa.
lunedì 12 novembre 2007
Stradivarius presenta "Grimoire" nuovo cd di Michele Dell'Ongaro
la casa discografica Stradivarius è lieta di presentare il CD di Michele dall ’Ongaro
Grimoire coordineranno l’incontro Oreste Bossini e Franco Fabbri con la partecipazione di Alvise Vidoline Ex Novo Ensemble
per informazioni:
Stradivarius - tel. 02.25396566/575
email: paolopinto@stradivarius.it
Il CD presenta un’antologia di brani scritti tra il 1990 e il 2004, nove lavori vocali e strumentali
da camera affidati all’esecuzione dell’Ex Novo Ensemble e del Quartetto Arditti, con il
soprano Sonia Visentin e Alvise Vidolin alla regia del suono.
Tra i brani affidati all’esecuzione dell’EX NOVO ENSEMBLE, Grimoire, per soprano, violino ed elettronica, composizione scritta nel 1996 e realizzata al Centro d’informatica musicale Agon,
Danni collaterali (2003) per violoncello solista, clarinetto, violino, viola e pianoforte dove, spiega
l’autore, “il violoncello è certamente protagonista, ma il suo ruolo solistico esita a rivelarsi
nei modi consoni perché continuamente contestato dal tessuto originale”, Trio (1989/90)
per violino, violoncello e pianoforte e Variazioni su nulla (2004) per soprano, flauto, clarinetto,
due violini, viola e violoncello, composizione basata sull’omonima poesia di Ungaretti e su
un frammento tratto da Elogio per un’ombra di Petrassi.
Conclude la monografia l’esecuzione dell’ARDITTI STRING QUARTET di Quartetto n.5 per due
violini, viola e violoncello, composta in occasione della proposta di Luciano Berio per la stagione
da camera 2003-2004 di Santa Cecilia.
Ex Novo Ensemble eseguirà dal vivo alcune composizioni tratte dal CD.
http://it.geocities.com/normanczabo/ComStampaONGARO.pdf
Norman Czabo
domenica 11 novembre 2007
'Liriche cinesi' di Fausto Bottai
Eugenio Montale, a proposito della poesia cinese, afferma: "Nel suo processo interiore e nel suo sviluppo storico, ciò che il nostro mondo occidentale intende per poesia non fa che mirare ad una condizione di arte pura del tutto astratta, in quanto limite, ed irraggiungibile.." Ciò che contraddistinguerebbe in modo saliente la nostra poesia, e la nostra concezione della poesia, da quella orientale, cui di fatto viene contrapposta. Da noi "persiste in ogni espressione scritta a fini estetici un certo dualismo fra suono e significato, tra forma e sostanza", e questo dissidio -fecondissimo- "resta aperto nell'altalena classicismo-romanticismo che è alla base di tutta l'arte occidentale". Un dissidio che non è solo fra epoca ed epoca, ma vive anche nel cuore di ogni singolo artista, fra momenti in cui "le linee tendono ad aprirsi, il significato vaga e si sforza di disfarsi della c.d. forma", e momenti che segnano "un ritorno classico, di piena diffidenza per i significati, per i valori di contenuto". In definitiva è proprio questa continua tensione, questa lotta perenne a determinare, nella nostra cultura, il senso del tempo, della storia.. Se è vero che può accaderci talvolta di riflettere con un profondo senso di disagio all'inutilità di tante rivolte e restaurazioni, è altrettanto vero che questo disagio non arriverà mai a farci cogliere l'orror vacui di un mondo stagnante e privo di determinazioni. Anzi "il nostro mondo è compatto, gremito, abitato da divinità umane che ne rifanno e ne consumano il tempo perpetuamente.." Il tempo è legato all'uomo, è fatto dall'uomo. Per i cinesi non è così. Attraverso secoli, durante i quali si avvicendano flagelli, guerre, carestie, orrori, la poesia si trasmette di generazione in generazione come un fiore di giada e ci parla di un uomo immerso, quasi verrebbe di dire sperduto, in un universo indifferente ed immutabile. Un mondo in cui "il tempo è scandito dal ritmo disumano della natura, dove l'avvicendarsi sempre uguale, inalterabile e senza fine, delle stagioni si accompagna al sentimento malinconico della vanità e caducità di ogni operare umano". Sono parole di Alberto Moravia, da un'altra famosa prefazione a poesie cinesi, quelle di Mao Tse Tung (Newton Compton Ed.). Questo sentimento malinconico, questa predisposizione alla constatazione elegiaca non trova riscontro nella poesia occidentale, nota giustamente Moravia, 'se non risalendo all'epoca in cui il mondo occidentale era unificato in un solo organismo politico-culturale, l'impero romano, fuori dal quale si riteneva che vi fosse solo la barbarie e il nulla'. Il fatto è che le nazioni che per un lungo periodo di tempo sono o credono di essere 'tutto il mondo' mancano di termini di paragone e di ostacoli esterni contro i quali misurarsi e lottare, e di conseguenza sembrano destinate fatalmente a ricadere su se stesse e a sentire la propria civiltà come peritura ed illusoria appunto perché isolata e senza rivali, né eredi. Di qui l'assoluta mancanza di 'storia', di sviluppo, di oscillazioni: il dilemma classicismo-romanticismo, di cui si parlava a proposito dell'arte occidentale, qui non si pone, poiché dei due termini in contrasto i cinesi ne conoscono e riconoscono soltanto uno.. "Così abbiamo una poesia antichissima, durata ininterrottamente tremila anni, che già al momento della massima fioritura, nell'epoca Tang, era arrivata al cliché, allo stereotipo, alla frase fatta.." La tendenza 'conservatrice' della civiltà cinese è impressionante, se si fa mente locale ad alcune date: lo stesso Mao Tse Tung compone poesie usando forme codificate in epoca Tang (618-907) e nell'epoca delle Cinque Dinastie (960-1278). Anche a voler prendere in esame la data più recente, "è come se oggi un poeta italiano, e per giunta di sentimenti rivoluzionari, scrivesse poesie in latino o coi moduli del Dolce Stil Novo".Discorso per assurdo, ovviamente, perché l'instabilità occidentale ha prodotto tante di quelle 'rivolte e restaurazioni' negli ultimi 700 anni che per un occidentale risulta magari inconcepibile scrivere come si scriveva trenta o quarant'anni fa, altro che Dolce Stil Novo... Ma, tornando all'affermazione iniziale di Montale, non è che sono proprio i cinesi più vicini di noi a quel 'limite irraggiungibile' che contraddistingue la 'purezza e l'astrattezza' dell'arte? La poesia cinese, dice ancora Montale, "non è un microcosmo che riveli ed illumini perfettamente l'entità macrocosmica che le ha permesso di formarsi... è invece un insieme di gocce d'acqua che dovrebbero rivelarci un oceano e se ne stanno chiuse nelle loro fiale delicate e sottili". Appunto.
Chi sia curioso di ulteriori notizie su questo stesso argomento può cominciare a consultare i link proposti, per la verità un po' alla rinfusa, qui sotto. Su Internet comunque sono ovviamente citate anche edizioni molto più recenti di quelle di cui si parla nell’articolo, che sono ormai ‘datate’, ma restano, in questo campo, a parere dell’autore, un punto fermo obbligatorio.
Fausto Bottai
Link
http://www.poesiattiva.it/poesia/cina.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Li_Po
http://www.sagarana.it/rivista/numero4/saggio7.html
http://www.filidaquilone.it/num003debiasio.html
http://phemios.net/Recensioni/recensioni_005.htm
Stradivarius vince il Premio Amadeus

sabato 10 novembre 2007
LEO BROUWER e il QUARTETTO NEXUS
Joaquin Rodrigo "Concerto Andaluso" per quattro chitarre e orchestra I tempo
LEO BROUWER dirige il QUARTETTO NEXUS
Joaquin Rodrigo "Concerto Andaluso" per quattro chitarre e orchestra III tempo
venerdì 9 novembre 2007
Roberto Fabbri a "Domenica in" ore 18.00-19.00 11/11/2007
Siamo lieti di segnalare che la puntata di "Domenica In" del 11-11-2007 sarà dedicata alla chitarra classica. Finalmente dopo anni di snobbismo il nostro strumento preferito ha modo di trovare uno spazio nella televisione di Stato, senza essere relegata ad orari impossibili: il Maestro Pippo Caruso ha deciso di dedicare uno spazio di visibilità nazionale al nostro strumento e ha invitato il Maestro Roberto Fabbri per suonare e parlare della chitarra classica.L'appuntamento dovrebbe essere domenica pomeriggio, orientativamente intorno alle 18.00 - 18.30 (il condizionale è d'obbligo dato che spesso i tempi televisivi sono suscettibili di variazioni).Nell'occasione si parlerà anche del nuovo libro del Maestro "La storia della Chitarra" edito da Carisch e scritto con Carlo Carfagna e Michele Greci. Il Maestro Fabbri oltre che ad esibirsi come solista suonerà con il quartetto Nexus.
Crediamo che questo momento di visibilità mandato in onda tramite una trasmissione "nazional-popolare" possa aiutare a promuovere il nostro strumento e invogliare le persone ad andare ai concerti e ai festival di chitarra, dimostrando che musica colta, passione e professionismo non sono in contrasto con un pubblico più ampio.
Link: http://www.robertofabbri.com/index.php
Concorso di Chitarra Francesco Jalenti Terni 24-11-2007
Cat. I nati dal 01/01/1994 in poi: programma libero della durata max di 7 min.
Cat. II nati dal 01/01/1990 in poi: programma libero della durata max di 12 min.
Cat. III senza limiti di età: programma libero della durata max di 25 min.
Quota d'iscrizione per tutte le categorie: euro 30.00, da versare sul c/c postale n. 77651511 Causale: Concorso Chitarristico "F. Ialenti" (da inviare entro il 20/11/2007) Istituto Briccialdi Terni via del tribunale, 22 – 05100 Terni
Commissione giudicatrice del concorso :
Presidente: Mario Ialenti,
Commissari:Angelo Barricelli,Marco Cianchi,Roberto Fabbri.
CLASSIFICHE E PREMI:
Cat. I e II . votazione non inferiore a 95/100: diploma l° premio e targa; . votazione non inferiore a 90/100: diploma 2° premio; - votazione non inferiore a 85/100: diploma 3° premio; - a tutti gli altri partecipanti: diploma di partecipazione .- i vincitori assoluti di ciascuna categoria, ossia coloro che avranno ottenuto il punteggio assoluto più alto (non essendo previsti ex aequo) riceveranno una chitarra Guitarreros con custodia; - tutti coloro che avranno raggiunto una votazione superiore a 95 p. riceveranno un accordatore elettronico; - tutti coloro che avranno raggiunto una votazione superiore a 85 p. riceveranno una muta di corde La Bella e delle pubblicazioni Carisch.
Cat. III - sezione concertisti:
I CLASSIFICATO - diploma l° premio e targa; . chitarra classica Ramirez con custodia; . concerto con rimborso spese nella stagione concertistica dell'Istituto Briccialdi; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre;. pubblicazioni Carisch.
II CLASSIFICATO . diploma 2° premio e targa; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre; . pubblicazioni Carisch.
III CLASSIFICATO . diploma 3° premio e targa; . accordatore elettronico; . tre mute di corde La Bella; . abbonamento per un anno alla rivista Chitarre; . pubblicazioni Carisch.
Scheda di iscrizione:CENTRO STUDI FRANCESCO JALENTI CONCORSO di CHITARRA "FRANCESCO JALENTI" Terni, edizione 2007
"Il sottoscritto nato a ... il ... residenza recapiti telefonici e fax presa visione del relativo bando, chiede l'iscrizione alConcorso Nazionale di Chitarra Francesco Jalenti, per la Categoria (Firma) "
Inviare con la ricevuta del versamento entro il 20/11/2007
http://it.geocities.com/normanczabo/ConcorsoChitarraFIalentiTerni.doc
Norman Czabo
giovedì 8 novembre 2007
ANTONIO DE TORRES: LA CHITARRA DI “CARTA” (di Fabio Zontini)
“Il liutaio è fermo, in piedi davanti alla finestra, con la lampada ad olio accesa.
E’ sera, non c’è nessuno con lui in casa.
Di nuovo - mi ha colto un’altra volta senza preavviso - ritorna il consueto dolore.
Si fa sempre un impasto di quel dolore; si fa un “pane” di polvere di legno e fatica, stanchezza e preoccupazione, si fa colla che attacca l’aria alla polvere e dopo, un pezzo di legno all’altro.
E’ stato in chiesa, alla recita dei vespri oggi, chino, come sempre, ascoltando la nenia delle vecchine velate di nero, davanti al tabernacolo ed alla sua luce rossa.
Accarezza il legno e non pensa più. Muove le mani e prende il suo scalpello, e poi il pezzo ancora grezzo dentro cui scolpirà, unico pensiero lucido, il manico della sua chitarra.
La colla tira fra i frammenti sparsi, angosciati, di quell’uomo e il ferro dentro la sua mano intaglia nella penombra della sera.
Qualcuno sembra essere tornato a casa ma non bussa alla porta del laboratorio, sa che non deve, se da lì filtra ancora della luce.
Egli va avanti, rimane in piedi per delle ore fino a notte fonda, chi è rientrato ora dorme.
Il lavoro grossolano è quasi terminato, pensa. Manca una parte, manca la cassa, ma stasera il legno non basta più. Ci vuole altro.
E’ stanco il liutaio, nella quiete della sua disperazione, non trova riposo e non lo vuole.
Si volta e prende una tavola di abete - troppo spessa, più sottile voglio farla - sottile come il dolore di questa notte, sottilissima….passa colpi di pialla lenti, precisi.
La cassa, la cassa dentro cui l’ho seppellita, vorrei che non fosse così pesante, vorrei che fosse fatta di carta, come i fogli su cui disegnava…
Prese il fondo e le fasce di cipresso già pronte e le mise da parte….. di carta, di carta!.
Non s’è mai visto.
(Francesca De Taddeo)
Antonio De Torres costruì la chitarra di Cartone nel 1862, negli anni della sua vita che trascorse a Siviglia (1845-1869), dopo la perdita della prima moglie.
Durante questo periodo Torres venne in contatto con le personalità più influenti del suo campo fra cui il chitarrista Arcas che lo spinse a fare della liuteria la sua professione e il musicista Tarrega, giovanissimo ma già di straordinario talento.
Produsse strumenti eccezionali (La ”Leona”, La chitarra “Cumbre”): fra essi la “chitarra Papier Machè” di cui non lasciò spiegazione alcuna.
Non si sa nulla sul motivo che spinse il liutaio a produrre uno strumento tanto particolare e unico nella storia della liuteria, capace di infrangere le regole di costruzione della chitarra e contemporaneamente dimostrare, in forza dell’assenza di queste, la propria straordinaria abilità di costruttore, riuscendo a far suonare persino uno “strumento in cartone”.
Sappiamo che Torres tenne con sè lo strumento fino alla morte: dopo di che la chitarra Papier Machè passò per le mani di Tarrega e Llobet, ed infine giunse agli eredi che nel 1953 la donarono al Museu de la Musica di Barcellona.
Della chitarra di cartone non si avevano, fino a pochi anni fa, testimonianze sonore dirette, perchè
numerose crepe sulla tavola armonica ne impedivano l'uso. L'ultima traccia scritta era rappresentata dalla recensione di Domingo Prat nel suo "Diccionario" : " Questa chitarra ha un suono straordinario per quanto un po’ soffice blando e grave, come ha potuto comprovare l'autore
di questo dizionario suonandola in casa Tarrega".
La chitarra originale ha un diapason di 645 mm e un peso di 1185 grammi.
Il piano armonico è formato da due pezzi non speculari di abete, cosa non consueta oggi ma abbastanza normale ai tempi di Torres, soprattutto per gli strumenti “economici”. L’abete comunque è di ottima qualità di taglio radiale e con venatura piuttosto fitta nella parte centrale.. Un’altra caratteristica anomala riguarda il suo spessore, decisamente sottile, fra i 7 e i 15 decimi di millimetro, meno di quanto non usasse fare nelle altre chitarre, anche se forse nel corso degli anni ha subìto degli interventi di restauro che hanno comportato il suo assottigliamento.
Le fasce sono irrigidite da numerosi pilastrini di cedrella distanti tra loro 7 cm circa, ed il fondo oltre alle solite 3 catene trasversali (di abete) ne porta 3 longitudinali piu basse (di cedrella) a formare una sorta di intelaiatura, in grado di rinforzare adeguatamente il cartone stesso. La cassa dello strumento, seppure piuttosto deformata è integra e compatta. Questo per via delle caratteristiche peculiari del cartone che non avendo venatura non rischia spaccature o crepe.
Il manico è in legno di cedrella, e il tacco è formato da 4 pezzi dello stesso legno. La tastiera è in palissandro indiano mentre il ponticello è in palissandro brasiliano. In generale si ha la sensazione che Torres abbia usato per questo strumento legno di “recupero” eccezion fatta per il piano armonico.
Dopo il restauro ad opera dei fratelli Yague di Barcellona, il M°Stefano Grondona, ha avuto l'occasione di suonarla nuovamente (ed ora è possibile ascoltarla in un brano nel CD allegato al libro scritto con il liutaio Luca Waldner "la Chitarra di Liuteria" nda). Egli ha scritto:
“Straordinario esempio, a nostra conoscenza unico, di chitarra costruita con il cartone, materiale che nega tutte le regole teoriche che in uno strumento musicale andrebbero rispettate […]
Rimane il fatto che questa chitarra è uno strumento di grande e rara bellezza, con gli stessi contenuti artistici e sonori delle altre chitarre di Torres, senza carenze che possano far anche lontanamente pensare che con il legno al posto del cartone potrebbe suonare meglio; anzi, semmai si arriva a pensare il contrario.
E questa è la grande lezione che Torres ci tramanda: qualsiasi materiale, anche di modesta qualità, se scelto, assemblato, plasmato con quella imperscrutabile sensibilità che può fare di un artigiano un artista, può suonare al meglio, senza che in questo si riesca ad intravedere una qualsiasi carenza”
A De Torres: note biografiche
1817 Nasce a La Canada de San Urbano, sobborgo della città di Almeria
1834 inizia a lavorare come falegname a Vera dove si è trasferito con la famiglia.
Il suo nome compare per la prima volta nelle lista dei Carpentieri di quella città nel 1837.
1845 dopo la morte della moglie, della seconda e terzogenita, provato da un lungo periodo di difficoltà economiche si trasferisce a Siviglia in cerca di nuove opportunità
A Siviglia inizia la sua attività di liutaio nella casa al numero 11 di calle Ballestilla probabilmente a partire dagli anni 50.
E’ del 1856 una delle sue chitarre più famose, la Leona
Nel 1858 costruisce la chitarra Cumbre, il suo strumento forse più spettacolare per le sontuose decorazioni per cui fu anche vincitore della medaglia di bronzo all’esposizione di Siviglia del 1858
Nel 1859 costruisce la chitarra che Miguel Llobet (1878-1938)
acquisterà nel 1916 e cinque anni dopo lo strumento per Tarrega (1852-1909).
Alla fine degli anni 60 dell’800 a causa della depressione
economica, all’età di 52 anni, con la seconda moglie, lascia Siviglia e torna ad Almeria dove apre un negozio di porcellane.
1872 insegna il mestiere ad un allievo, Joaquin Alonso.
E’ del 1875 la seconda chitarra della seconda epoca (Se02).
Da quest’anno in poi continuerà il lavoro di liutaio fino alla morte che avverrà nel 1892 a 75 dopo aver costruito circa 300 strumenti.
Bibliogriafia
La chitarra di Liuteria, Stefano Grondona, Luca Waldner – ed. L’officina Del Libro
contatti: zontini@zontiniguitars.com
mercoledì 7 novembre 2007
Steve Reich • Music for 18 Musicians
Ancora Steve Reich in una interpretazione di una delle sue opere più famose
martedì 6 novembre 2007
Una passione, una chitarra, due geniali "dilettanti"
"CONTAMINAZIONI", Rassegna di musica popolare a Roma dal 8 novembre
Inaugura la rassegna, l'11 novembre, l'ensemble Laudanova che traendo ispirazione dalle tradizioni musicali mediterranee e orientali riunisce interpreti e compositori di scenari differenti dalla musica classica all'antica, dalla tradizionale alla contemporanea. Tra gli strumenti utilizzati il violoncello, il flauto e la chitarra affiancati a quelli più antichi e tradizionali come il saz, il laud, lo zarb, il daf e l'harmonium.
A seguire, il 17 novembre, il duo Radicanto che presenta un viaggio nella sonorità pugliese da Matteo Salvatore a Enzo Del Re, dai Cantori di Carpino alle ballate salentine. Il terzo concerto è affidato all'Ocra Quartet, un ensemble orientale, che propone un viaggio dal Medio Oriente all'India, dall'America al Salento, guidato da Davide Conte, in veste di moderno cantastorie. Chiude la rassegna il quintetto Prasada, dedicato alla fantasia ebraica che mescola melodie mistiche di derivazione chassidica e canzone da Cabaret dell'Yiddish Theater di Brooklyn degli anni venti.
lunedì 5 novembre 2007
'Acrostici' di Fauvel
http://it.wikipedia.org/wiki/Acrostico
D'altra parte, chi impostasse un'indagine su questa parola in un qualsiasi motore di ricerca su Internet, si troverebbe immediatamente sommerso.. da una valanga di risposte. In uno dei siti in cui si offrono alcuni esempi di acrostici, ci imbattiamo, guarda caso, in una nostra vecchia conoscenza:
http://www.kore.it/caffe/acro.htm
La lettura di queste 'poesie al quadrato' impone alcune ulteriori riflessioni sul c.d. ungarettismo di Fausto Bottai. Con il testo 'Come affogare in un bicchier d'acqua' eravamo infatti di fronte ad un esempio tipico di parodia letteraria. I giochi poetici di cui sopra sono invece, in modo, direi, 'inquietante', strutturalmente diversi. Si tratta infatti, come confessa l'autore stesso, di testi composti integralmente da autentiche citazioni ungarettiane. Insomma, ci sta parlando un falso Bottai o un vero Ungaretti (o viceversa)? Oppure, detto in altri termini, quanti messaggi sono potenzialmente contenuti nel messaggio originario x di y, se un qualsiasi z si 'diverte' a ricomporre, secondo le regole più o meno arbitrarie della 'ars combinatoria', un messaggio (apparentemente) nuovo, ma in realtà composto da frammenti del vecchio?In questo caso si tratta, ovviamente, e fortunatamente, di un gioco, ma... la storia dell'umanità è piena di eventi che hanno almeno come concausa o pretesto o scusa o giustificazione più o meno strumentale meccanismi che potrebbero sembrare giochi, da un certo punto di vista, ma, se 'presi sul serio', possono far tremare vene e polsi...Restando in tema di acrostici, vi consiglio di dare un'occhiata qui:
http://www.renneslechateau.it/romelechateau/index.php?id=3
laddove, volendo, al di là della lettura della singola pagina, si può spaziare sul tema cui allude l'estensore della nota in questione: l'enigma di Rennes-Le-Chateu, ovvero, due passi in più, ed eccoci nel bel mezzo del mistero del Priorato di Sion (cui nuova popolarità venne dal successo del romanzo di D.Brown 'Il Codice da Vinci'). Ma ancor più mi piace citare il mistero cui allude un altro, indubbiamente più nobile, precedente letterario, quello contenuto nel racconto 'Tlon, Uqbar, Orbis Tertius' di Jorge Luis Borges:
http://www.flickr.com/photos/66142995@N00/306650090/
Qui, poiché la 'cosa segreta' da custodire e tramandare sembrerebbe, fino a prova contraria, del tutto inesistente, beh, paradossalmente, quasi senza volerlo, siamo molto più vicini al VERO di quanto lo siano tanti accaniti cercatori di VERITA'. Quanto a coloro che la VERITA' presumono di averla già in tasca, per carità, non vale manco la pena di parlarne...
Fauvel
p.s. certo l'opera e la figura di Jorge Luis Borges offrono non una, ma molte chiavi di lettura di cui possiamo giovarci anche nell'analizzare il vero-falso Ungaretti di Bottai. Uno dei personaggi dei racconti di Borges non riscrive forse il 'Chisciotte'? E sul pianeta Tlon tutte le opere non sono forse dovute ad un solo autore, atemporale e anonimo? Senza parlare della Biblioteca di Babele, 'i cui scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici' come dire tutti i libri che sono stati, sono, saranno e potrebbero essere scritti.. Di fronte a questo oceano, non dico 'finti' autori di poesiole come Fausto Bottai, ma 'veri' autori di opere letterarie ben più complesse e importanti, in fondo, non sembrano bambini che giocano con le pistole ad acqua?
domenica 4 novembre 2007
sabato 3 novembre 2007
Julian Bream suona il liuto davanti a Igor Stravinsky
Cliccate su: http://it.youtube.com/watch?v=vuoBpNz6fD8
Probabilmente tratto da un documentario della trasmissione giapponese.
venerdì 2 novembre 2007
Somma Vesuviana: terra di tammorre e tradizioni di Titti Esposito
Sicuramente in pochi e sicuramente in pochi sono a conoscenza del valore culturale che questa terra ha nell’ambito della musica popolare e della ricerca e ricostruzione del patrimonio folkloristico partenopeo.
Le profonde trasformazioni che negli ultimi cinquant’anni hanno investito il paese, modificandone l’assetto sociale e culturale, sembrano non aver quasi intaccato “il bagaglio folklorico” di Somma Vesuviana; certi riti, certe tradizioni e certe musiche sembrano aver resistito impavidamente alla “modernità” incombente, magari adattandovisi in modo spesso imprevedibile ma conservando in sé gran parte di quella magia primitiva che li ha generati.
Una vera e propria fonte di ricchezza per gli etnomusicologi!
Difatti, ancora oggi, su quella montagna tanto amata dai sommesi, con la quale intrattengono un rapporto di amore quasi carnale, si svolgono riti arcaici e profani, uguali da secoli, fusi in un meraviglioso sincretismo con quelli cattolici.
Così, ballando e cantando al ritmo di tammorre, vere detentrici del linguaggio folklorico, si venera la Vergine Maria, dispensatrice di grazia e misericordia, e si esaltano al contempo sentimenti e passioni della vita quotidiana… la gioia dello stare insieme.
Nelle sfide tra gruppi di cantori nei “canti a figliola” e nelle “fronne” emerge ancora oggi chiaramente la connotazione culturale della tradizione popolare dove la voce ha uno specifico ruolo, proprio in un’epoca in cui secondo il M° Roberto De Simone “la voce ha perso voce”.
Ecco che allora a Somma Vesuviana è possibile sentir risuonare cori e ritmi appartenuti al passato ma che la musica popolare, quella del popolo, trasmessa oralmente di generazione in generazione, rende tuttoggi vivi e vibranti ed esprime e divulga una cultura millenaria.
Titti Esposito
giovedì 1 novembre 2007
Frederic Zigante: Recital la recensione di Chitarre febbraio 1987
Abbiamo trovato una recensione di questo bel disco del Maestro Frederic Zigante, allora venticinquenne.E' della rivista Chitarre nro 11 del febbraio 1987, firmata da Griselda Ponce de Leòn. La potete scaricare e leggere qui:
http://it.geocities.com/normanczabo/zigante-chitarre.pdf
Jacopo da Montaio 2, la vendetta!
Ho anche immediatamente esposto al pubblico ludibrio uno dei miei prodotti di laboratorio, l'mp3 di 'Neve'. Ora.. mi vendico(si fa per dire..)! Poiché mi è stata lasciata carta bianca nella gestione di questa 'rubrica' e poiché anche Fausto Bottai si diletta di computer music, espongo al pubblico ludibrio anche i suoi 'mostriciattoli' elettronici e/o semielettronici. Prima di tutto quelli presenti in questo sito:
http://www.vitaminic.it/artist/fausbott/
e poi un esperimento che Fausto ha compiuto tempo fa grazie alla collaborazione di un chitarrista vero, il suo amico Gennaro Caruso. Di cosa si tratta? Semplicemente di una partitura per due chitarre, di cui una, virtuale, 'suonata' da Fausto (è la parte armonica del pezzo), l'altra, reale, da Gennaro (la parte melodica). Il brano, composto dallo stesso Fausto, s'intitola 'Dunja'...
http://it.geocities.com/normanczabo/dunja.mp3
Jacopo da Montaio
Chi è Fauvel?
Ora io, lo confesso, se non sapessi chi è Fauvel, non ci dormirei la notte! Comunque sarò magnanimo: ve lo dirò, anche se voi dormite lo stesso. Fauvel è il protagonista di un poema allegorico, il 'Roman de Fauvel', appunto, di tale Gervais de Bus, gentiluomo di corte francese, degli inizi del XIV secolo. Il nome è formato dall'acrostico dei termini che indicano, in francese, i vizi: Flaterie, Avarice, Uilanie, Varieté, Envie, Lascheté. Già dal titolo si intuisce l'intento satirico dell'opera, rivolto in parte a certi personaggi politici dell'epoca, ma soprattutto agli ordini religiosi domenicani e francescani. Oggi, in piena epoca neo-medievale, sotto pontificato teutonico, certe cose potrebbero sembrare di nuovo tragicamente (o comicamente) attuali, ma lasciamo perdere, questo discorso ci porterebbe fuori strada..
Mi fermo qui, poiché il personaggio che si nasconde sotto tale pseudonimo vuole mantenersi rigorosamente nell'ombra (è troppo conosciuto in società, e teme feroci rappresaglie se colto in flagranza di reato: in certi ambienti è molto pericoloso abbandonarsi al gusto della parodia e dei giochi di parole, soprattutto se con intenti satirici nei confronti dei.. potenti). Per questo motivo, per confondere vieppiù le acque, pur essendo italianissimo e scrivendo nella lingua di Dante, ha scelto uno pseudonimo di ascendenza francese: quando si dice l'astuzia!
Ora a lui lascio volentieri la cura di questa rubrichetta 'letteraria' su 'Chitarra e dintorni', avvertendo però che continuerò a postare io i suoi interventi, onde evitare che si possa risalire al suo nome e cognome vero: se i messaggi partissero direttamente dal suo computer, infatti, c'è questo timore (il nemico ha occhi e orecchi dappertutto!).
A breve la prima puntata...
Fausto Bottai
mercoledì 31 ottobre 2007
Angelo Barricelli plays La Catedral di Barrios
Il Maestro Angelo Barricelli suona l'Allegro Solenne de la Catedral di Agustín Barrios Mangoré nella splendida cornice della Cattedrale di Siviglia. Regista Andrea Aguzzi (empedocle70)
martedì 30 ottobre 2007
Festival Internazionale di Chitarra di Monterotondo
«L'ambizione di far diventare Monterotondo - hanno spiegato gli organizzatori alla presentazione del nuovo Festival - un centro di riferimento per la chitarra, ci accompagna come un'utopia che speriamo di realizzare sempre meglio. Quest'anno abbiamo inoltre voluto strizzare l'occhio alla formazione, che da sempre contraddistingue la nostra attività nel Cantiere: durante il Festival si terrà un laboratorio attorno al brano "A portata di mano", del compositore montenegrino Senad Gacevic per clarinetto e ensemble di chitarre; inoltre gli insegnanti del Cantiere della Musica terranno gratuitamente un laboratorio di approccio alla chitarra per gli allievi delle scuole di Monterotondo che lo richiederanno».
«Ringrazio il Comune di Monterotondo- ha concluso il direttore artistico del Festival Arturo Tallini- per il patrocinio e l'aiuto finanziario offerti, la preside Manco dell'istituto comprensivo "eSpazia" per la collaborazione, i maestri Massimo Delle Cese (conservatorio di L'Aquila), Renato Samuelli (conservatorio di Verona), Claudio Marcotulli (conservatorio di Fermo) e Walter Zanetti (conservatorio di Bologna), docenti degli allievi in concerto».
Di seguito il programma completo del festival:
Venerdi 9 Novembre 2007
Ore 14.00
Sala Rodari
Primo incontro del laboratorio
A portata di mano
Sul brano del compositore montenegrino Senad Gacevic
con i ragazzi degli istituti comprensivi eSpazia e del Cantiere della Musica
gli incontri proseguiranno bisettimanalmente fino alla Prima Esecuzione del pezzo
che avrà luogo Domenica 2 Dicembre alle ore 11.30, nel primo dei 3 concerti-aperitivo (v. oltre)
Sabato 10 Novembre 2007
Ore 21.00
Palazzo Orsini, Sala Consiliare
Concerto di Tom Kerstens (Inghilterra)
Sabato 17 Novembre 2007
Ore 21.00
Sala Consiliare
Concerto
di Fernando Espì (Spagna)
Venerdi 23 Novembre 2007
Ore 15.30
Palazzo Orsini, Sale Affrescate
Primo Concorso di Liuteria Chitarristica Palazzo Orsini
Giuria:
Gioacchino Giussani, Liutaio (Italia)
Claudio Marcotulli, Concertista (Italia)
Dimitri Nicolau, Compositore (Grecia)
Alberto Ponce, Concertista (Spagna)
Antonino Scandurra, Liutaio (Italia)
Ore 21.00
Proclamazione e premiazione del vincitore del
Premio di Liuteria Chitarristica Palazzo Orsini
Sabato 24 Novembre 2007
Ore 10.00
Apertura della Masterclass di Alberto Ponce
Ore 11.00 – 20.00
Palazzo Orsini, Sale Affrescate
Prima Mostra di Liuteria Chitarristica Palazzo Orsini
Ore 21.00
Palazzo Orsini, Sala Consiliare
Concerto del vincitore del
Concorso Internazionale M. Pittaluga di Alessandria
Domenica 25 Novembre 2007
Ore 10.00 – 20.00
Palazzo Orsini, Sale Affrescate
Prima Mostra di Liuteria Chitarristica Palazzo Orsini
Ore 10 -13 e 16-20
Biblioteca Comunale, Sala Conferenze
Masterclass di Alberto Ponce
Lunedì 26 Novembre 2007
Ore 10-14
Biblioteca Comunale, Sala Conferenze
Masterclass di Alberto Ponce
Ore 18.00
Biblioteca Comunale, Sala Conferenze
Concerto Finale degli allievi della masterclass di Alberto Ponce
Sabato 1 Dicembre 2007
Ore 21.00
Palazzo Orsini Sala Consiliare
Concerto del vincitore del
Concorso Internazionale I. Guerrero di Madrid
Domenica 2 Dicembre 2007
Ore 11.00
Sala Rodari
Concerto di due allievi dei conservatori di
Fermo (Classe di Claudio Marcotulli) e L'Aquila (Classe di Massimo Delle Cese)
Sabato 8 dicembre 2007
Ore 21.00
Palazzo Orsini, Sala Consiliare
Concerto dell'Orchestra di Chitarre Centocorde di Milano
con la partecipazione di Arturo Tallini
Domenica 9 Dicembre 2007
Ore 11.00
Sala Rodari
Concerto di Bojana Brajovic della
Music Academy di Cetinje, Montenegro
Sabato 15 Dicembre 2007
Ore 17.00
Sala Rodari
Seminario: i segreti della chitarra elettrica
Andrea Ballarin, liutaio di chitarre elettriche
Ore 21.00
Palazzo Orsini, Sala Consiliare
Concerto di musica brasiliana per chitarra e percussioni
Gianluca Persichetti (Chitarra) e Stefano Rossini (percussioni)
Domenica 16 Dicembre 2007
Ore 11.00
Concerto di due allievi dei conservatori di
Bologna (Classe di Walter Zanetti) e Verona (Classe di Renato Samuelli)
Sabato 22 Dicembre 2007
Palazzo Orsini, Sala Consiliare
Ore 21.00
Concerto per chitarra flamenca, danzatore e percussioni
Juan Lorenzo (Chitarra) e Dario Carbonell (Danza e Percussioni)
Per info e contatti:
Arturo Tallini
(Direttore artistico e didattico)
06 90623223 347 9084175
arturotallini@libero.it
Mariantonietta De Santis
(Segreteria e coordinamento)
06 90626699
347 7115945
maridesa@libero.it
Daniele Goretti
(Ufficio stampa)
347/8795562
danygor@inwind.it
cantieredellamusica@libero.it
lunedì 29 ottobre 2007
Blog Differentwaters
Provate a frugare in questo blog:
http://differentwaters.blogspot.com/
rimarrete stupiti....
sabato 27 ottobre 2007
il calcio come cultura a colori e in b/n (saper perdere)
mi sono leggermente abbattuto,la vecchia signora ha beccato 3 pappine dal Napoli Calcio,con 2 rigori (uno forse non c'era,ma...una volta tanto.......)
era tanto che non vedevo in bianco e nero,alla fine per sdrammatizzare o meglio sorridere alla delusione, ho festeggiato con i tifosi azzurri,qualcuno si è meravigliato, qualcun'altro no,ma credo che la prossima volta,se la zebra dovesse colorarsi, preferirò il bianco e nero siempre.
La nota positiva è che ho rivisto un vecchio amico, tale magnifico visbal segundo
L'ho abbracciato e mi sono commosso.
Saludos
Un atto dello spirito di Gianluca Cavallo
Questa frase, di Dujka Smoje, può riassumere e giustificare l’esperienza musicale di quella che è una delle figure più emblematiche dell’avanguardia musicale del dopoguerra, John Cage.
La sua opera presuppone una definizione di musica diversa da quella convenzionale, un altro senso della composizione che, ponendo interprete e pubblico sul piano del compositore, «è intesa come una dimostrazione della vita»(2).
Il musicista diviene sensibile alle vibrazioni dell’ambiente, di ogni suono di qualsiasi natura. Questo presuppone «la disponibilità, il distacco, il silenzio interiore, il vuoto», appunto un atto dello spirito. Questo tipo di concezione deriva dalla conoscenza da parte di Cage delle filosofie orientali come lo zen e il taoismo e diventa quindi una filosofia di vita prima che sperimentazione musicale, risultando effettivamente di difficile comprensione e accettazione se osservata secondo la concezione musicale tradizionale europea.
Presenterò qui brevemente un aspetto fondamentale della musica cageana: il silenzio, cui si può associare quello di alea. 4’33’’, forse il brano più conosciuto, è una composizione aleatoria in cui il silenzio fa da padrone: l’esecutore (originalmente un pianista) suddivide il tempo determinato dal titolo in tre movimenti nei quali l’unica indicazione data dal compositore è Tacet, letteralmente egli tace. Questo brano-simbolo mostra ciò che è evidente: né il silenzio né la musica in senso assoluto possono esistere. Il silenzio potenzialmente contiene tutti i suoni e tutti i rumori (che sono indifferenziati dai primi) ed è aperto a tutte le possibilità, divenendo indeterminato, aleatorio. Questa concezione deriva dalla filosofia zen, che come ho detto influenzò Cage, secondo la quale il silenzio (ku) va inteso come spazio in cui tutto avviene secondo la propria natura, sia nella realtà che nella mente umana: udire è immaginare. 4’33’’ vuole spostare quindi l’attenzione del pubblico sui suoni che esso stesso produce, insieme ai suoni imprevedibili, che determinano l’unicità di ogni esecuzione del brano. Per Cage, infatti, la reazione del pubblico di fronte ad un esecuzione, è parte integrante della stessa: la sua musica è una serie di eventi sonori legati tra loro da casualità e da un rapporto, mutante, di causa-effetto. Questa varietà di suoni rappresenta inoltre la realtà sonora che ci circonda quotidianamente secondo lo zen, che implica la consapevolezza del fluire degli eventi, anche quelli apparentemente più insignificanti.
I risultati udibili dell’azione sperimentale, per Cage, devono essere imprevedibili, anche per il compositore e l’interprete. Alla base di questo tipo di composizione sta la non-intenzionalità, la «mortificazione imposta a qualsiasi soggettività operante come fattore decisionale», che vale per tutte le parti coinvolte.
Considerando tutti questi aspetti dobbiamo ridefinire anche il concetto di silenzio, il cui risultato uditivo è imprevedibile, ma caratterizzato da una certa omogeneità di suono, sotto la quale si celano le differenze. Infatti, pur essendo differente ogni istante da quello immediatamente precedente o successivo, se si considera un lasso di tempo più o meno lungo, come i quattro minuti di 4’33’’, possiamo cogliere una certa omogeneità. Accettando questa definizione, possiamo affermare che anche brani come Organ²/ASLSP per organo, One12 per un lettore, Four6 per qualsiasi produttore di suoni, o anche Music for four per quartetto d’archi, possono considerarsi silenzio, in quanto caratterizzati da omogeneità di suono e in quanto portano il pubblico e l’interprete a concentrarsi sui più vari suoni della stessa natura di 4’33’’, che caratterizzano appunto il silenzio e sottolineano l’inserimento di qualsiasi realtà in un ambiente sonoro, che non si differenzia più dalla musica intesa come arte somma da proteggere dai rumori naturali o dai suoni provenienti dall’esterno rispetto al luogo di esecuzione – come la tradizione vuole fin da quando la produzione artistica musicale si è trasferita in ambienti chiusi, portando al disprezzo dei rumori e della musica di strada – ma si mischia con essi, includendoli nell’opera artistica.
«Il silenzio è sempre più perfetto della musica. Bisogna solo imparare ad ascoltarlo (…). Tutto è già pieno Noi non riusciamo neppure a immaginare quante cose ci siano nell’aria. (…) Le persone in generale non le vedono: non ascoltano tutto quanto si trova nel silenzio che ci circonda»(3)
Gianluca Cavallo
(1) Dujka Smoje, L’udibile e l’inudibile, in Le avanguardie musicali nel Novecento nella collana Enciclopedia della Musica, Einaudi, Milano, 2006, p. 187
(2) Cage in Dujka Smoje, L’udibile e l’inudibile, in Le avanguardie musicali nel Novecento nella collana Enciclopedia della Musica, Einaudi, Milano, 2006, p. 195
(3) Arvo Pärt in Dujka Smoje, L’udibile e l’inudibile, in Le avanguardie musicali nel Novecento nella collana Enciclopedia della Musica, Einaudi, Milano, 2006, p. 188
28/10/2007 Tributo ad Astor Piazzolla
Artisti: Rubino Salvo (attore)
Velardi Davide (chitarrista)
Giorgio Buttitta (chitarrista)
Blanco Alessandro (chitarrista)
Concetta Maria (flautista)
Data: 28/10/2007
Ora di inizio: 18:45
Sede: Centro Marconi, Alcamo (TP)
Ambito: Stagione Concertistica 2007, Associazione “Amici della Musica” di Alcamo.
Programma: Cinco Piezas, chitarra sola (Davide Velardi) - Campero - Romantico - Accentuado - Tristòn - Compadre Histoire du Tango, chitarra e flauto (Alessandro Blanco, Concetta Maria) - Bordel 1900 - Cafe 1930 - Night Club 1960 - Concert d’aujurd’hui Tango Suite, duo di chitarra (Davide Velardi, Giorgio Buttitta) - Tango n.1, Deciso - Tango n.2, Andante - Tango n.3, Allegro Musiche di Astor Piazzolla
Info: eMail.: info@amicimusicaalcamo.it
WebSite.: http://www.amicimusicaalcamo.it/StagConcert.html
Jacopo da Montaio: virtual guitarist
Ora, per la verità, anch'io in linea di principio sono d’accordo con l'idea di usare l'elettronica 'in maniera creativa', come si suol dire: cosa che potrebbe, anzi dovrebbe avere come conseguenza necessaria il fatto che il suono prodotto elettronicamente abbia una sua identità riconoscibile e distinguibile dal suono acustico. Ma, tanto per entrare subito in contraddizione (cosa volete, sono fatto così), per il momento uno dei progetti che più mi intriga riguarda il campionamento, il più fedele possibile, dei suoni di una buona chitarra classica; anche perché si trovano in circolazione ottimi suoni campionati di altri strumenti (di pianoforte, di arpa, per es.) e di chitarra, che io sappia, nulla.. per lo meno nulla di un livello paragonabile a quelli. Certo, si tratta di uno scopo dichiaratamente.. provvisorio: non è certo l’imitazione il fine ultimo di questi esperimenti. Come punto di partenza però, secondo me, può andar bene: anche studiare come i suoni si comportano quando sono sottoposti.. a varie forme di maltrattamenti può essere utile fonte d’apprendimento..
Jacopo da Montaio
http://it.share.geocities.com/normanczabo/neve0.mp3
venerdì 26 ottobre 2007
Pisati transcribes Scarlatti for Elena Càsoli's guitar
Una grande chitarra e una grande chitarrista: Elena Càsoli.
http://achitarraduvinu.spaces.live.com/
dedicato alla chitarra battente.
Paco De Lucia a Milano Guitar Festival
Il programma della prima edizione del “Milano Guitar festival”, evento internazionale interamente rivolto al mito delle 6 e delle 12 corde, presenta tre giorni dedicati a questo strumento con incontri, seminari e concerti destinati a tutti gli appassionati ma anche ai semplici curiosi. Il programma dei concerti prevede: Dominic Frasca (per la prima volta in Europa) e forastiere, Paco De Lucia (unica data in Italia) e Mick Taylor (unica data in Italia).
Il cartellone del “Milano Guitar festival” prevede per la prima giornata (8 novembre) la serata di apertura dal titolo: “MILANO meets NEW YORK GUITAR FESTIVAL” che si terrà a partire dalle ore 21.30 alla Salumeria Della Musica di Milano (via Pasinetti 2, ingresso: Posto unico euro 15 + dir. Prev).
La serata sarà condotta da Ezio Guaitamacchi (direttore artistico del Milano Guitar Festival) alla presenza di David Spelman (direttore artistico del New York Guitar Festival).
Il pubblico potrà assistere all’esibizione di due grandi interpreti della chitarra: Dominic Frasca (leader della chitarra sperimentale negli Stati Uniti in esclusiva europea al Milano Guitar festival) e Forastiere (chitarrista unico ospite italiano al New York Guitar Festival 2008). Ospite d’eccezione sarà Pietro Nobile.
Nel corso della serata verrà consegnato ad un chitarrista d’eccezione il Premio “Jimi Hendrix”.
La seconda giornata, 9 novembre, si aprirà alle ore 17.00 presso il CPM - Centro Professione Musica di Milano (Via Elio Reguzzoni 15) dove si terrà l’incontro dal titolo: “The New York Guitar Festival 2008 & The Milano Guitar Festival”, presentazione del festival di New York e del gemellaggio con il Milano Guitar festival.
All’incontro parteciperanno: David Spelman (in qualità di direttore artistico del New York Guitar Festival), Dominic Frasca, Forastiere e Ezio Guaitamacchi (in qualità di direttore artistico del Milano Guitar Festival).
La giornata si concluderà alle ore 21.00 presso il Teatro dal Verme di Milano (Via San Giovanni sul Muro 2, Ingresso: Platea 1° settore euro 68,00/Platea 2° settore euro 55,00/Balconata euro 35,00 + dir. Prev) con il concerto di PACO DE LUCIA & BAND (unica data italiana).
Ad aprire l’ultima giornata del Milano Guitar festival (11 novembre), che si svolgerà presso l’Alcatraz di Milano (via Valtellina 25), la 30° edizione della Mostra mercato “Second Hand Guitars” (www.secondhandguitars.com) che si aprirà alle ore 11.00 e si prolungherà fino alle ore 18.30 (ingresso: euro 8,00).
Alle ore 15.30 si terrà il seminario dal titolo “Le chitarre dei Rolling Stones”. A seguire, alle ore 16.30, Mick Taylor (chitarrista dei Rolling Stones dal 1969 al 1974) incontrerà il pubblico del Milano Guitar Festival.
La giornata si concluderà alle ore 21.00 con l’unica data italiana di MICK TAYLOR & BAND (Ingresso: Posto unico euro 18,00 + dir. Prev.).
È possibile acquistare un unico biglietto per la giornata di domenica 11 novembre (mostra mercato e concerto di Mick Taylor) al costo di euro 22+ dir. prev.
Andrea Padova in concerto
mercoledì 24 ottobre 2007
That's All Folks: la musica di Carl Stalling
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/thats-all-folks-la-musica-di-carl.html
parte seconda
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/thats-all-folks-la-musica-di-carl_16.html
parte terza
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/thats-all-folks-la-musica-di-carl_23.html
video
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/carl-stalling-skeleton-dance.html
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/carl-stalling-bugs-bunny-falling-hare.html
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/music-only-carl-stalling.html
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/don-quixote-1934.html
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/gold-rush-daze-looney-tunes.html
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/06/robert-clampett-russian-rhapsody-1944.html
Liuteria in Concerto
Parte il 3 Novembre 2007 con termine 1 Marzo 2008 la rassegna Luteria in Concerto a Roma presso Teatro della Forma, Viale della Primavera 317 oragnizzata dal Maestro Francesco Taranto e dall'Associazione Culturale Rosso Rossini. Concerti di Francesco Taranto, Gabriele Del Giudice, Ciro Carbone, Antonio De Rose, Alessandro De Pau e Angelo Barricelli.
Date: 03 Novembre 2007 ore 20.00
22 Dicembre 2007 ore 20.00
19 Gennaio 2008 ore 20.00
6 Febbraio 2008 ore 20.00
1 Marzo 2008 ore 20.00
Per contatti Maestro Francesco Taranto 347-8760109
francescotaranto@francescotaranto.it
www.rossorossini.com
Athanasius Kircher e la Musurgia mirifica di Carlo Mario Chierotti
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/04/athanasius-kircher-e-la-musurgia.html
Parte seconda
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/05/athanasius-kircher-e-la-musurgia.html
Parte terza
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/05/athanasius-kircher-e-la-musurgia_25.html
Come affogare in un bicchier d'acqua di Fausto Bottai
E allora ecco il frutto di tanto amorevole studio:
Annego
In un calice
Di limpida acqua
P.S. Di questa poesia ho curato la stampa in dodici esemplari in carta debitamente riciclata, che contiene anche l'autoritratto dell'Autore da Giovane e una sezione (auto)critica dove si pongono le basi per uno studio approfondito delle varianti.
(Fausto Bottai)
Intervento n.1 -Che dire? Certo il Poeta non può prosaicamente confessare, come un qualsiasi comune mortale, di.. stare affogando in un bicchier d'acqua! Annegare in un calice.. è tutta un'altra cosa! Poi bisogna notare come quell'accenno alla limpidezza dell'elemento in cui il Poeta sprofonda offre immediatamente dell'evento una lettura, come dire, meno drammatica di quel che potrebbe sembrare a prima vista.
Perdersi, dicevo. E qui calza a pennello un cenno ad una delle varianti, poi abbandonate. So per certo che la poesia diceva infatti in un precedente versione:
Mi sono perduto
In un calice
Di limpida acqua
Qui l'intento indubbiamente metaforico dell'enunciato sembrerebbe reso molto più icasticamente! Se già è difficile annegare in un bicchier d'acqua, perdercisi, poi.. Si nota anche l'esplicito richiamo ad uno dei 'topoi' preferiti dalla Poesia di tutti i tempi, quasi un richiamo ancestrale: il perdersi, appunto, lo smarrirsi.. Perfino Dante, che era uno tosto, 'si perde' e tutto quel che segue (cioè l'intera Commedia)
è la logica conseguenza di quello smarrimento:
Io non so ben ridir com'io v'entrai,
tanto era pien di sonno in su quel punto..
(Inferno,I, vv.10-11)
Intervento n.2 -Ma allora perché il Poeta ha rinunciato a questa versione, in cui era così esplicito il richiamo a questo comune destino della Poesia? Perché è tornato ad un termine più pregnante, dato il contesto letterale del verso? Ebbene.. ricordate il Leopardi? Ecco come conclude l'Infinito:
Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Questo insigne precedente potrebbe aver indotto il Poeta a ritenere che la forza metaforica dell'annegamento non fosse inferiore a quella dello smarrimento (e, volendo, neanche a quella dello sventramento o della decapitazione)… Ha errato?... Ai posteri l'ardua sentenza.
(Fauvel)
Errata corrige: il testo pubblicato in questa pagina conteneva le brevi note introduttive alla poesia scritte dall'autore e un commento di Fauvel suddiviso in due interventi.. Ora dovrebbe essere tutto più chiaro.
(Fausto Bottai)
Variazioni di stile su una favola di Esopo di Fausto Bottai
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/04/variazioni-di-stile-su-una-favola-di.html
parte seconda
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/05/variazioni-di-stile-su-una-favola-di.html
parte terza
http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/03/variazioni-di-stile-su-una-favola-di.html
sabato 20 ottobre 2007
Ralph Towner: una chitarra oltre il tempo

Su Giullaresque ed altro: musica modale (e neo-modale)
Parte 1 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/12/su-giullaresque-ed-altro-musica-modale.html
Parte 2 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/12/su-giullaresque-ed-altro-musica-modale_26.html
Parte 3 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2007/12/su-giullaresque-ed-altro-musica-modale_15.html
Parte 4 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/01/su-giullaresque-ed-altro-musica-modale.html
Parte 5 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/01/su-giullaresque-ed-altro-musica-modale_25.html
Guida introduttiva agli strumenti musicali meccanici
Parte 2 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/03/guida-introduttiva-agli-strumenti.html
Parte 3 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/02/guida-introduttiva-agli-strumenti_17.html
Parte 4 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/03/guida-introduttiva-agli-strumenti_25.html
Parte 5 http://chitarraedintorni.blogspot.com/2008/03/guida-introduttiva-agli-strumenti_31.html
http://www.ammi-italia.com
lunedì 1 ottobre 2007
martedì 1 maggio 2007
Liuteria e Liutai
- Monografia e intervista con Walter Rosso
- Monografia e intervista con Marco Maguolo
- ANTONIO DE TORRES: LA CHITARRA DI “CARTA" di Fabio Zontini
- LE CHITARRE DI SEGOVIA di Fabio Zontini
- Marco Maguolo: la chitarra numero 100, parte prima
- Marco Maguolo: la chitarra numero 100, parte seconda
- Marco Maguolo: la chitarra numero 100, parte terza
- Monografia e intervista con Fabio Zontini




